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Vecchio 26-03-05, 11:48   #1 (permalink)
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Arriva un maxi carico per oltre 20 miliardi

Arriva un maxi carico per oltre 20 miliardi
È ilmonte dividendi che staccano amaggio tutte le quotate Rendimento medio al 4%



U niCredit e Sanpaolo Imi l'hanno aumentato del 20 per cento. Eni ha proposto agli azionisti 90 centesimi per azione.
Ras l'ha innalzato di un terzo. Parliamo del dividendo, campo nel quale Piazza Affari è una delle Borse più generose. Delle 40 società dell'indice S& P/ Mib, 17 hanno un rapporto tra prezzo e dividendo — il cosiddetto dividend yield — superiore al 3,1% che equivale alla media europea. E 27 società sono sopra l' 1,9% che paga in media il mercato americano.
Basta sfogliare i giornali per registrare una raffica di aumenti. Alleanza distribuirà 36 centesimi per azione, con un balzo del 30% sul 2003. Bulgari ha raddoppiato il dividendo, da 11 a 22 centesimi, proseguendo una politica avviata l'anno scorso. E Mondadori ha portato la cedola a 35 centesimi, con un rendimento del 4,17 per cento.
« Il monte dividendi complessivo è in crescita » , rileva Stefano Fabiani, gestore azionario di Zenit. Non solo tra le società più grandi: « Interpump, Brembo e Panaria sono al 3 4%, con buone aspettative di crescita. Sul Nuovo Mercato, Cdc ha ipotizzato 56 centesimi, il 5% di rendimento, e in qualche anno può arrivare a 80 90 centesimi » .
Sul paniere delle blue chip non mancano però società più avare, come StMicroelectronics, Fastweb o Edison.
Nel 2004 i dividendi pagati da tutte le azioni quotate sui mercati di Borsa Italiana, comprese le quote di fondi chiusi, hanno toccato la cifra più che invidiabile di 26,7 miliardi di euro. Se si sottrae ciò che il mercato ha versato sotto forma di aumenti di capitale o Ipo, cioè 15,2 miliardi, si ha un saldo netto, pur sempre ragguardevole, di 11,5 miliardi di euro.
Ma se è vero che Piazza Affari ha distribuito più risorse di quelle chieste al mercato, va rilevato come dieci società abbiano versato da sole i tre quarti del monte dividendi: Seat, Eni, Tim, Enel, Telecom Italia, Banca Intesa, UniCredit, Sanpaolo Imi, Generali e Ras.
Fino a qualche anno fa Piazza Affari era tutt'altro che generosa. Ha superato le altre Borse europee quando l'economia del Vecchio continente ha iniziato ad arrancare. Milano si è difesa bene perché ha pochi titoli industriali e molte società che distribuiscono utili.
Vuoi perché non hanno bisogno di effettuare investimenti. Vuoi perché sono troppo piccole per lanciarsi in acquisizioni. Vuoi perché il loro azionariato le induce a pagare dividendi elevati.
Un esempio sono le utility, le cui quotazioni però sono cresciute molto sull'onda di ipotesi di fusioni. « Sono titoli difensivi ma dopo i recenti rialzi sono diventati volatili e il dividendo ha perso appeal — spiega Fabiani —. Solo Asm Brescia e Acegas hanno ancora un buon dividend yield » . Dividendi elevati si trovano tra i titoli energetici, bancari, assicurativi e telecom. « Più che per settori, comunque, è bene ragionare per singole società » , avverte Fabiani.
Società che pagano dividendi elevati sono Tim e Telecom Italia, che producono un forte flusso di cassa e hanno una chiara politica di remunerazione. E oltre alle banche maggiori vanno segnalati i dividend yield di Banca Mps ( 6,6%), Banche Popolari Unite ( 4,3%) e Banco Popolare di Verona e Novara ( 3,5%).
Quanto durerà? « È importante valutare la sostenibilità del dividendo in un orizzonte di medio periodo » , osserva Fabiani. Sostenibilità che vuol dire possibilità per gli analisti di prevedere ricavi, investimenti e utili.
Un po' come capita con Eni, che stima in 10 miliardi la produzione di cassa libera, cioè al netto degli investimenti, da qui al 2008. Oppure con Terna e Snam Rete Gas, i gestori delle reti energetiche, che hanno tariffe regolamentate. Diverso invece il discorso di Enel: può sostenere un dividend yield oltre il 4%, ma non ci si deve abituare al 9,4% di quest'anno, che beneficia di un dividendo straordinario di 0,33 centesimi per azione.
Dividendi come quelli pagati dalle società italiane sono interessanti se i BTp decennali rendono meno del 4% e l'economia di Eurolandia genera poca crescita e poca inflazione. Al contrario, se la Banca centrale europea alzerà il costo del denaro, oppure se ci sarà una ripresa dell'economia o dell'inflazione, i titoli da alti dividendi perderanno parte del loro fascino.
« Il cambio di sentiment sui tassi ha già portato una correzione delle quotazioni — commenta Fabiani — ma per ora non ha inciso sull'attrattività dei titoli: ricevere il 5% di cedola resta interessante » .
Cristiano Dell'Oste

http://www.assinews.it/rassegna/arti...s260305co.html
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Vecchio 26-03-05, 11:51   #2 (permalink)
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La vera sorpresa di Pasqua? I dividendi che gli investitori troveranno quest’anno dentro l’indice dell’S&P/Mib

La vera sorpresa di Pasqua? I dividendi che gli investitori troveranno quest’anno dentro l’indice dell’S&P/Mib. Le cedole, che andranno in pagamento a maggio, sono in assoluto le più ricche dell’ultimo triennio: una montagna che raggiunge i 20 miliardi di euro. Ma non è solo questione di cedole. Anche sul fronte dei profitti il 2004 è stata una buona annata, anche se non per tutte le aziende quotate. E, allora, quali sono le uova d’oro di Piazza Affari? Le blue chip Eni, Enel e Tim hanno conquistato i tre gradini più alti del podio in termini di ricchezza prodotta per gli azionisti. Secondo i dati raccolti da Bloomberg Borsa & Finanza, a livello aggregato le tre società, nell’ultimo esercizio, hanno realizzato oltre 13 miliardi di euro di utili sui 27 miliardi generati complessivamente dalle 40 società dell’S&P/Mib. E più di 10 miliardi di euro di dividendi sul totale di 20 miliardi. Accanto a energetici e telefonici, anche i settori del credito e le assicurazioni, da UniCredit a Generali, hanno macinato profitti, con tassi di crescita a due cifre. Ma su tutti continua a svettare il cane a sei zampe, che anche nel 2004 si è aggiudicato il primo posto per ricavi, utili e margine operativo. «Un risultato - spiega Umberto Orsenigo, gestore azionario Italia di Dws (gruppo Deutsche Bank) - reso possibile grazie all’ottimo management dell’Eni e alle quotazioni record del petrolio». Il gruppo guidato da Vittorio Mincato ha archiviato il 2004 con l’utile netto migliore della sua storia: 7,3 miliardi di euro (+30,2%). Vento in poppa anche per Enel: secondo le stime di Morgan Stanley, i profitti dello scorso anno sono saliti del 37% a 3,4 miliardi. Il colosso elettrico comunicherà i risultati di bilancio il prossimo 30 marzo. In linea, invece, con i conti 2003 l’utile di Tim che ha toccato i 2,3 miliardi. Ma rimane invidiabile l’incidenza dell’utile operativo sulle vendite. Il Ros (Return on sales) del gruppo guidato da Marco De Benedetti è stato superiore al 30 per cento. Sempre guardando a questo indicatore, soltanto le utility Snam rete gas, Terna e Autostrade riescono a battere l’operatore mobile, oltrepassando la soglia del 50 per cento.

BANCARI. Con un utile di 2,1 miliardi di euro e un Roe (Return on equity) del 17,9%, l’UniCredit di Alessandro Profumo si conferma la regina delle banche italiane. Ma Intesa non resta certo a guardare. Anzi, rispetto al 2003, è riuscita ad accorciare le distanze dall’istituto di Piazza Cordusio. Nel 2004 i profitti della banca presieduta da Giovanni Bazoli sono cresciuti del 55% a 1,9 miliardi di euro. Tra le Popolari spicca Bpu, che ha reso noto di aver conseguito un risultato netto pari a 290 milioni di euro (+45%). Sul fronte assicurativo, leader indiscusso resta Generali con 53,3 miliardi (+7,6%) di premi raccolti. Il Leone di Trieste migliora anche la redditività, con utili vicini a 1,3 miliardi (+26,9%). Anche Ras è riuscita a fare il pieno di profitti nel bilancio 2004. L’utile netto si è attestato a 691 milioni, in rialzo del 24,7 per cento.

LA LEVA FINANZIARIA. All’interno dell’S&P/Mib è Seat la società che predilige il ricorso al capitale di terzi rispetto al proprio. L’operazione di leverage buy out condotta da Silver, una cordata di fondi di private equity, ha portato l’indebitamento da 460 milioni a 3,9 miliardi. Allo stesso tempo l’editore delle Pagine gialle ha distribuito nel 2004 agli azionisti un dividendo straordinario di 0,433 causando una forte contrazione del patrimonio netto, sceso dai 4,4 miliardi di euro del 2003 ai 675 milioni dello scorso anno. Così il rapporto debt/equity ha raggiunto la pericolosa soglia di 5,82. Anche Autostrade ha un rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri elevato: l’indebitamento, a fronte di un patrimonio netto di 1,9 miliardi, sfiora i 9 miliardi di euro. Ma i flussi di cassa costanti, considerato il business nel quale opera, mette l’azienda controllata dai Benetton in una situazione migliore rispetto a quella guidata da Luca Majocchi. Telecom Italia, dal canto suo, rimane la società più indebitata, con 29,5 miliardi. Tuttavia il gruppo di Marco Tronchetti Provera, alla fine del 2004, manteneva sotto controllo il rapporto debito/patrimonio (1,49), rendendo finanziariamente sostenibile l’Opa su Tim.

DIVIDENDI. Tra le società più generose in termini di cedola, ci sono Lottomatica (6,1%), Eni (4,54%), Terna (5,52%) ed Enel (9,62%). Il gruppo capitanato da Paolo Scaroni dovrebbe comunicare un dividendo leggermente superiore a quello del 2003. Per l’esercizio in corso il mantenimento degli attuali livelli di dividend yield è legato a operazioni straordinarie come la vendita di Wind e di Terna. «Ma anche i telefonici - avverte Massimo Villani, gestore di Bim sgr - distribuiranno a maggio ricche cedole». In particolare le Telecom risparmio (5,17%). Filippo Casagrande responsabile area finanza di Banca del Gottardo Italia, consiglia di puntare sui dividendi di alcune banche, come Bpu e Unicredit. «Quest’ultima ha aumentato il payout al 60% rispetto al 55% del 2003». Ma ora come investire i dividendi incassati? Un suggerimento arriva da Alessandro Frigerio di Abis Sgr: «Per chi ha in portafoglio Eni, Enel e Bpu è sensato riacquistarle dopo lo stacco della cedola perché nel passato questi titoli, in una fase tonica del mercato, hanno recuperato in breve tempo il ribasso generato dallo stacco».
http://www.assinews.it/rassegna/arti...f260305co.html
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