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Bond Cirio, ecco i 400 banchieri e imprenditori multati
Bond Cirio, ecco i 400 banchieri e imprenditori multati
È una pioggia di multe di 10,6 milioni di euro quella che, in base ai decreti emessi dal ministero dell'Economia in febbraio, si sta abbattendo su quasi 400 banchieri, dai presidenti ai consiglieri che siedono ai vertici degli istituti italiani considerati colpevoli di « irregolarità » nella gestione e vendita ai risparmiatori delle obbligazioni Cirio e dei bond argentini. Centinaia di pagine fitte di nomi e cifre. A cominciare, ovviamente, dai vertici delle banche. Per esempio: Giovanni Bazoli, presidente di Intesa, per i ruoli ricoperti nell'arco di tempo delle « irregolarità » accertate da Consob, dovrà pagare 31.700 euro più altri 15.400 euro. Enrico Salza, presidente di SanPaolo Imi, è stato multato per 45 mila euro; Luigi Abete, presidente di Bnl, per 34.600 euro; mentre Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, è stato multato per 39.800 euro. Ma ciò che emerge dai decreti ministeriali è soprattutto il cumulo delle sanzioni che colpiscono persone per effetto della loro presenza ai vertici di gruppi molto ramificati o in periodi diversi. Un esempio su tutti, Carlo Salvatori, presidente di Unicredito, che per un effetto « perverso » si è trovato multato per più cariche ricoperte nel corso del tempo: 30 mila euro per il ruolo di consigliere di Intesa ed esponente del comitato esecutivo ( dal primo gennaio ' 99 al 14 aprile ' 99) e di vicepresidente del consiglio d'amministrazione ( dal 15 aprile ' 99 al 14 dicembre 2004); altri 24.900 euro come consigliere ( dal primo gennaio ' 99 al 14 aprile ' 99) e vicepresidente di Ambroveneto ( dal 15 aprile ' 99 al 14 dicembre 2000), ancora 27.300 euro come vicepresidente ( dal 12 novembre ' 99 al 14 dicembre 2000) di Comit; oltre a 34.400 euro come consigliere ( dal 15 dicembre 2000) e amministratore delegato ( dal 15 gennaio 2001 all' 8 giugno 2001) di Capitalia . In tutto, fa 116.600 euro di multa. Cosa accaduta a Christian Merle, rappresentante del Crédit Agricole nel gruppo Intesa. Per lui, 30.200 euro di multa come consigliere d'amministrazione ed esponente del comitato esecutivo ( dal primo gennaio ' 99 a fine dicembre 2000) di Intesa; 25.100 euro come consigliere ( sempre da inizio ' 99 a fine 2000) del Banco Ambroveneto; 28.200 euro come consigliere ( dal 12 novembre ' 99 al 30 aprile 2001) di Comit. Ultimo esempio, solo per citarne una lista minima, quello dell'amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto: 28.200 euro di multa come consigliere di Comit ( dal 12 novembre ' 99 al 30 aprile 2001); 28.400 euro come consigliere di Bnl ( dal 18 gennaio 2001 al 30 novembre 2002). E nella lista dei « puniti » ( disponibile sul sito www. consob. it) c'è anche chi ha messo i piedi in banca magari soltanto per pochi mesi. Come, per esempio, Gianni Mion ( amministratore delegato di Edizione, la holding della famiglia Benetton), multato di 20.700 euro per essere stato consigliere della Banca Antoniana Popolare Veneta dal maggio al dicembre 2002. http://www.assinews.it/rassegna/arti...r180305bo.html |
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La Consob conclude la sua indagine con la proposta di sanzioni per un totale di 10,6 milioni di euro
Pioggia di multe sulle banche Nel mirino tutti i big del credito nazionale, da Bazoli a Profumo, da Geronzi a Masera ETTORE LIVINI MILANO - Non avevano conoscenza adeguata degli strumenti che vendevano. Non hanno informato i clienti dei rischi che correvano e li hanno spinti a operazioni non coerenti con il loro profilo di investitori. Non hanno procedure interne atte ad assicurare un servizio corretto e – in alcuni casi – hanno agito in conflitto d´interesse senza avvisare i clienti. La Consob ha chiuso con un j´accuse durissimo a dieci banche i suoi accertamenti sulle irregolarità legate alla vendita dei bond Cirio e argentini. Proponendo però al Tesoro un pacchetto di multe (in tutto 10,6 milioni di euro) che forse non basterà a consolare gli oltre 400mila risparmiatori italiani che hanno bruciato nei due crac oltre 10 miliardi di euro. Nel mirino della Consob è finito il gotha del sistema bancario italiano: Intesa (l´unica multata anche per i bond argentini), Unicredit (che tra breve sarà chiamato in causa anche sul default di Buenos Aires), Sanpaolo, Capitalia, Bnl, Antonveneta, Bam, Popolare Ancona, Credito emiliano e Cassa Firenze. Le multe (la più salata di 52mila euro è arrivata a Rainer Masera e Luigi Maranzana del Sanpaolo) saranno comminate dal Tesoro direttamente ai 396 consiglieri degli istituti coinvolti. Un parterre de roi ecumenico che percorre trasversalmente tutto il mondo del credito e va da Cesare Geronzi a Giovanni Bazoli, da Alessandro Profumo a Corrado Passera fino a Gabriele Galateri di Genola e Luigi Abete. Paga dazio anche il fior fiore dell´imprenditoria di casa nostra che sconta in questo caso l´intreccio un po´ incestuoso tra banche e imprese ben rappresentato anche a livello dei consigli d´amministrazione: sono stati multati così Marco Tronchetti Provera, Roberto Colaninno, Maurizio Romiti, Carlo Pesenti, Gilberto e Alessandro Benetton. Oltre ventimila euro dovrà pagarli anche Calisto Tanzi, reo come gli altri di aver occupato una poltrona nei consigli delle banche incriminate, mentre la richiesta di sanzione di Cardia è arrivata persino a Enzo Berlanda, ex presidente della Consob, in qualità di consigliere della Popolare Ancona all´epoca dei fatti. La hit-parade degli istituti multati vede in testa Intesa (circa 3 milioni) che sconta anche i guai dell´Argentina, seguita da Sanpaolo (1,7 milioni), Unicredit (1,2), Popolare Ancona, Antonveneta e Capitalia. L´ispezione della Consob è stata limitata solo ai dieci istituti multati, ritenuti dalla Commissione i più attivi nel collocamento dei bond della Cirio e della Repubblica argentina. Le mini-multe a pioggia del Tesoro e di Cardia non basteranno a placare l´ira dei risparmiatori ma rischiano di diventare un boomerang imbarazzante per le banche che verranno chiamate in giudizio dai loro clienti. Le accuse fatte agli istituti (che in alcuni casi avrebbero addirittura "perso" gli ordini d´acquisto) potrebbero puntellare in giudizio le tesi di chi sostiene di aver comprato le obbligazioni di Cragnotti e i Tango bond senza essere messo al corrente del rischio che correva. E il fatto che le banche siano state già condannate con questa sorta di "sentenza di primo grado" da parte della Consob potrebbe costituire un precedente di peso anche per le decisioni dei tribunali. http://www.assinews.it/rassegna/arti...180305ri4.html |
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Cirio, multata l’alta finanza
Ufficiali le 393 sanzioni del Tesoro MILANO - Il Gotha delle banche italiane è stato sanzionato dal ministero dell’Economia, con multe per complessivi 10,6 milioni di euro, per le responsabilità avute nel collocamento al pubblico delle obbligazioni Cirio nel periodo 2000-2002. La notizia, a più riprese anticipata nelle scorse settimane dallo stesso ministero e dalla Consob che ha proposto le multe, è stata ieri resa ufficiale con la pubblicazione del bollettino mensile dell’autorità di vigilanza. Sono in tutto 393 esponenti aziendali, tra amministratori, sindaci e dirigenti di dieci gruppi bancari, che sono stati giudicati responsabili della violazione delle norme di correttezza degli intermediari. Un gran numero di sanzionati — a quanto si è appreso — hanno già presentato ricorso presso le corti di appello competenti. Le multe rappresentano l’ultimo atto delle istruttorie avviate dalla Consob nel 2003 e che si erano ben presto concentrate sulle banche risultate più attive nella vendita delle obbligazioni: Sanpaolo- Imi, Banca Intesa, Montepaschi, Bnl, Unicredito, Capitalia, Antonveneta, Popolare di Ancona, Credito Emiliano, Carifirenze. Nel gruppo dei sanzionati compaiono i nomi più noti della finanza italiana tra i quali i presidenti di Capitalia Cesare Geronzi, di Bnl Luigi Abete, di Unicredito Carlo Salvatori, di Intesa Giovanni Bazoli, l’ex del Sanpaolo Luigi Arcuti oltre agli amministratori delegati Davide Croff (ex di Bnl), Alessandro Profumo (Unicredito), Corrado Passera (Intesa), Reiner Masera (ex del Sanpaolo). Per la loro presenza, a vario titolo, nei Cda degli istituti di credito, hanno ricevuto sanzioni anche imprenditori del calibro di Marco Tronchetti Provera, Roberto Colaninno, Steno Marcegaglia e Gilberto Benetton. Per ironia della sorte le multe hanno colpito anche l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi nella sua veste di amministratore di Capitalia. Praticamente identiche per tutti gli istituti coinvolti sono state le motivazioni delle multe. Le banche, in occasione della vendita dei Cirio-bond, sono risultate prive di «procedure interne idonee ad assicurare l’efficiente, ordinata e corretta prestazione del servizio di negoziazione in conto proprio», mancanti di «una conoscenza degli strumenti finanziari adeguata al tipo di prestazione fornita», colpevoli di non aver fornito ai propri clienti al dettaglio sufficienti avvertenze del pericolo che questi correvano e di aver eseguito operazioni «non adeguate al profilo degli investitori ». Per alcune banche è stata anche accertata la mancata comunicazione di potenziali conflitti d’interesse. È significativo che le multe hanno colpito indifferentemente amministratori, sindaci e dirigenti bancari (fino al livello dei responsabili operativi di settore e del controllo interno) senza differenze di rilevante ammontare, all’interno dei Cda, tra chi aveva incarichi esecutivi e chi no. Le distanze non superano, nella generalità dei casi, i 10-15 mila euro. È un segno dal quale si può cogliere che Consob e ministero hanno sostanzialmente equiparato, nella sfera delle responsabilità, quanti avevano una funzione esecutiva e coloro che svolgevano soltanto un ruolo di controllo. Il fatto che singoli sportellisti o dirigenti di filiale non siano stati coinvolti nei procedimenti è inoltre una spia che le irregolarità sono state attribuite non a singole deviazioni della rete ma piuttosto alla insufficienza generale delle strutture organizzative e di controllo interno. Le sanzioni della Consob potrebbero ora dare il via ad una richiesta di risarcimenti in sede civile da parte di investitori che ritenessero di aver subito un danno dalla mala gestio delle banche. Per simili fattispecie il Testo Unico della Finanza prevede l’inversione dell’onere della prova a carico dell’intermediario che, sanzionato dal ministero, si potrebbe trovare in difficoltà nel dimostrare la correttezza del proprio operato. Nel corso del 2004 i principali istituti (tra gli altri Intesa, Capitalia, Unicredito, Sanpaolo) si sono messi al riparo da una simile evenienza avviando e concludendo procedure conciliative nei confronti della propria clientela. R.SA. http://www.assinews.it/rassegna/arti...180305al3.html |
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