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Focus: Cina, è emergenza pensioni anche nel gigante asiatico
Focus: Cina, è emergenza pensioni anche nel gigante asiatico
17/03/2005 I sistemi previdenziali di molti paesi del mondo, si sono rivelati uno dopo l'altro negli ultimi anni sempre meno in grado di tenere testa ai cambiamenti economici e alle condizioni demografiche, e in particolare all'inesorabile invecchiamento della popolazione. Stando ai dati 2004 dell'Ufficio Internazionale del Lavoro (Ilo), organizzazione dell'Onu, solo il 20% della popolazione mondiale ha un'adeguata copertura previdenziale e più del 50% non ha alcuna copertura. Il fardello delle pensioni assilla gli Stati Uniti, alle prese con una dolorosa e urgente riforma previdenziale e non fa certamente dormire sogni tranquilli neanche all'Europa. La Cina, che con i suoi attuali 1,3 miliardi di persone, è il paese più popoloso del mondo, non fa eccezione. Anzi. Anche se al momento il gigante asiatico ha una popolazione più giovane rispetto ai paesi sviluppati e vanta una forza lavoro di circa 700 mililioni di persone, il problema delle pensioni appare in tutta la sua urgenza se si pensa che è una delle nazioni che invecchiano più velocemente. Guardiamo qualche dato. In base alle statistiche Ocse, oggi circa il 17,2% dei tedeschi ha un'eta superiore ai 65 anni di età (la percentuale era al 10,8% 40 anni fa) mentre negli Usa gli anziani rappresentano il 12,6% della popolazione. In Cina, invece, stando al Center for Strategic and International Studies (Csis), gli over-65 oggi solo il 7% ma diventeranno il 20% - pari a 300 milioni di persone - entro il 2050. Secondo gli esperti del Demographic Society of China, la popolazione cinese sopra i 65 anni di età rappresenterà il 12% del totale entro il 2040, contro il 7,6% attuale. In base ad altre fonti (Business Week), se ora la popolazione cinese sopra i 60 anni già rappresenta il 14% del totale, questa percentuale raggiungera il 25% in 25 anni, portando così il gigante asiatico ad avere la popolazione più vecchia del mondo. Stando poi alle stime di China Elderly Association, i cittadini anziani rappresenteranno già l'11,8% del totale del 2020. Seppur leggemente diverse, tutte le stime suggeriscono una cosa sola, ovvero che l'invecchiamento della società è molto rapido, e quindi difficile da gestire e allo stesso tempo urgente dal punto di vista socio-economico. Se guardiamo alla spesa odierna per le pensioni, vediamo che se i paesi europei e gli Stati Uniti oggi spendono rispettivamente quasi il 25% del Pil e il 16,6% per il 'social security', la spesa annuale della Cina per la sanità e la previdenza rappresenta circa il 10% del Pil. Una percentuale, questa, che ed oltre ad essere già un fardello pesante è destinata senza ad aumentare, non solo per il numero crescente di anziani e la contemporanea diminuzione della forza lavoro, ma anche per via del fatto che attualmente il numero totale di persone coperte dal programma previdenziale è ancora decisamente basso rispetto al necessario. Il sistema pensionistico cinese fino al 2000 copriva solo i dipendenti statali, ovvero i dipendenti delle aziende di stato e quelli della pubblica amministrazione. Le pensioni statali prevedevano peraltro una quota mensile molto bassa - intorno agli 80-100 yuan (circa 7-10 euro) al mese, un sussidio per l'acquisto del grano, uno per la spesa di altre derrate alimentari e per le spese funerarie. Attualmente ci sono molti progetti di riforma in discussione che pongono l'enfasi sulla creazione di un sistema pensionistico che sia adatto ad un'economia di mercato. Il governo come prima cosa ha incentivato la popolazione ad aderire a pacchetti e offerte da assicurazioni private, di cui molte straniere. Questo ha messo in moto da un lato una corsa delle assicurazioni private straniere ad andare in Cina per approfittare del nuovo promettente business e all'altro un problema enorme: sono pochissime le persone che possono permettersi di pagare un'assicurazione privata. Quindi da una parte ci sono i lavoratori delle aziende di stato che percepiscono ancora la pensione con il vecchio sistema - una pensione ormai considerata assolutamente ridicola, intorno ai 10 massimo 20 dollari al mese - e dall'altra parte ci sono invece i nuovi, la classe emergente, che puo' pagarsi le pensioni private. Ma ancora non è stato creato un sistema di pensione per tutta la popolazione. Le zone rurali non hanno mai avuto alcuna forma di pensione e il governo ha cominciato solo di recente ad affrontare il grave problema con una serie di interventi sperimentali. Se guardiamo ai dati ufficiali, il programma nazionale di base sulle assicurazioni pensionistiche ha coperto solo 155 milioni di persone - pensionati e lavoratori - alla fine del 2003. La copertura ha raggiunto successivamente i 163 milioni di persone alla fine del 2004. Tra di essi, 38,6 milioni persone in pensione hanno ricevuto la pensione. Le restanti 116 milioni di persone coperte dal programma di assicurazione sulle pensioni sono lavoratori che pagano i contributi per ricevere i benefit in futuro. Si tratta di un numero di persone certamente irrisorio se paragonato con i circa 700 milioni di forza lavoro totale. Se guardiamo alle popolazione rurale, che rappresenta ancora circa i due terzi del totale, la copertura è infatti assai meno adeguata. Il programma nazionale di assicurazione di base sulle pensioni per le areee rurali è riuscito a coprire solo 54 milioni i persone (pensionati e lavoratori) alla fine del 2003, di cui 2 milioni di pensionati. Per comprende l'urgenza del problema delle pensioni va fatta un'altra considerazione importante sugli sviluppi democrafici. La popolazione cinese, come sottolineato dagli esperti di Demographic Society of China, è posizionata per arrivare a quota 1,5 miliardi di persone nel 2040, anno in cui verrà anche raggiunta una crescita zero. A causa della politica del figlio unico durata più di 20 anni, molte famiglie oggi si trovano nella condizione definita con la sigla numerica '4-2-1', ovvero quattro nonni, due genitori, un bambino. La mancanza di un adeguato sistema pensionistico era ovviamente problematica ma non cosi' grave come oggi quando la struttura sociale era signficativamente diversa, ovvero quando le famiglie contavano numerosi figli che potevano accollarsi e dividersi il mantenimento dei pochi anziani. ''Tradizionalmente -spiega all'ADNKRONOS Maria Weber, professoressa all'Università Bocconi e 'senior research fellow' all'Ispi di Milano- era la famiglia allargata composta anche da 20 figli che si faceva carico dei nonni. Oggi con una famiglia che ha solo un figlio unico, che è il prodotto di 23 anni di politica del figlio unico, la situazione è molto preoccupante''. ''Questo unico figlio - spiega l'esperta - si trova a dover mantenere quattro nonni e potenzialmente anche due genitori''. Secondo alcuni esperti, la crisi raggiungerà il suo apice nel 2030, quando il numero di lavoratori per ogni pensionato scendera dai tre attuali a due. Chi manterrà dunque la massa crescente di anziani nei prossimi decenni? Il problema appare più che mai urgente. ''Ci vorrà molto tempo per risolvere la situazione - afferma l'esperta - è impossibile, cosi' pressochè dal nulla garantire la pensione, che sia peraltro consistente, a un miliardo e 300 milioni di persone. E' giusta l'idea, emersa da molte parti, di creare un sistema pensionistico in cui contribuiscano in pari misura lo stato, le imprese e il singolo individio, ma questo è un processo lungo che si realizzerà tra 20-30 anni, non nel breve periodo''. Il governo cinese, sollecitato da esperti ed istitutiti nazionali ed internazionali si sta ovviamente operando ed equipaggiando per affrontare la situazione. Il vice premier Hui Liangyu di recente ha sottolineato l'importanza di intraprendere misure per risolvere il problema dell'invecchiamento della società e proteggere i diritti legali degli anziani. ''Gestire propriamente la questione dell'invecchiamento - ha detto il vice premier - è un imperativo che ci impegna sul lungo termine. Il governo lotterà per migliorare il sistema pensionistico di base, il sistema di erogazione degli assegni familiari e il sistema sanitario sia nelle aree urbane che rurali per assicurare il tenore di vita minimo agli anziani''. Problema certamente importante è quello dei fondi per finanziare le pensioni, che già oggi non sembrano essere sufficienti a garantire i benefit promessi. Il sistema nazionale pensionistico, stando a quanto riporta il Business Week, ha già un 'buco' di 6,2 miliardi di dollari, che secondo l'Asean Development Bank potrebbero diventare 53,3 miliardi entro il 2033. Alcuni analisti ritengono che le pensioni nazionali, ora finanziate dai contributi di datori di lavoro, dipendenti, ministero delle finanze e dai proventi di una lotteria nazionale, dovrebbero poter essere investite in un più vasto pool di asset, inclusi i mercati azionari stranieri. Attualmente la gran parte dei fondi sono vincolati in 'treasury bond' e depositi bancari a basso rendimento. Alcuni esperti ritengono poi che il paese, nel mettere appunto un sistema pensionistico efficiente ed equo dovrebbe elevare gradualmente l'eta di pensionamento, attualmente fissata a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini, portandola a 65 per entrambi entro il 2030. Un'ipotesi, questa, teoricamente in accordo con l'aumento della qualità e delle aspettative di vita, ma che non convince tutti. Se dal 1944-1949 la speranza di vita per i cinesi si attestava a 39,1 anni, nel 2000 è salita a circa 71,4 anni. Tuttavia se si considera l'indice che rileva gli anni da vivere che rimangono superati i sessanta, la bontà dell'ipotesi innalzamento età di pensionamento risulta per adesso meno convincente. Se nel 1980 questo indice si attestava a 17 anni, nel 1990 è salito a 17,68 e nel 2000 a 18,36. Incrementi non proprio significativi. Aggiungendo poi il fattore salute, la situazione appare ancora meno confortante. In base ai dati dell'Organizzazione Mondiale della sanità, in media i cinesi possono sperare di arrivare più o meno in buona salute fino ai 62,3 anni. Il che dimostra come la qualità della vita nel gigante asiatico non sia molto buona e che quindi almeno in base alle prospettive di salute dei cinesi, l'innalzamento dell'età di pensionamento non appare al momento la soluzione migliore. Fonte: Adnkronos |
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