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Crac Worldcom, Ebbers colpevole ora rischia 85 anni di prigione
La Corte federale di New York lo condanna per frode, falso in bilancio e cospirazione
Crac Worldcom, Ebbers colpevole ora rischia 85 anni di prigione Scandalo per il colosso Aig, lascia il numero uno Greenberg All´origine un buco di 11 miliardi di dollari. La Sec accusa di truffa l´ex a.d. di Qwest Dallo scandalo Enron è cambiato il vento: già silurati 103 amministratori delegati ARTURO ZAMPAGLIONE NEW YORK - «Guilty», colpevole. Questo il verdetto annunciato ieri da una giuria newyorkese, dopo tre anni di indagini, sei settimane di processo e otto giorni di camera di consiglio, sul caso Bernard Ebbers, l´ex-capo del colosso delle telecomunicazioni WorldCom e protagonista del più grande scandalo contabile della storia del capitalismo. Ebbers, 63 anni, è stato riconosciuto responsabile di tutti i reati contestatigli: truffa, associazione a delinquere, falso in bilancio. Rischia di rimanere in carcere per tutta la vita, visto che la pena massima prevista è di 85 anni di carcere. Sarà comunque il giudice distrettuale Barbara Jones a stabilire la pena durante una udienza fissata per il 13 giugno. La condanna di «Bernie», come lo chiamano amici ed ex-collaboratori, arriva all´indomani delle dimissioni di Maurice «Hank» Greenberg dal vertice della compagnia di assicurazioni Aig, dove era rimasto per 40 anni. Greenberg, che è stato subito sostituito da Martin Sullivan, ha preferito andarsene piuttosto che subire l´inchiesta dell´infaticabile Eliot Spitzer. Il ministro della giustizia dello stato di New York, infatti, sta mettendo in discussione la correttezza di alcune operazioni condotte dalla Aig. I due episodi - Ebbers e Greenberg - segnano una svolta, anche simbolica, nella battaglia contro i managers truffatori che, a cominciare dallo scandalo Enron, hanno scosso la fiducia dei mercati e impoverito i risparmiatori. All´inizio sembrava che i magistrati e i politici americani non fossero in grado di contenere e punire gli imbrogliati. I casi restavano sospetti, molti accusati venivano assolti. Ma adesso il vento ha cambiato direzione, con contraccolpi anche sul prestigio di tutti i ceo delle maggiori aziende degli States. Sono già saltati 103 top manager. Nato in Canada, Ebbers si era ingegnato in mille modi per sopravvivere, lavorando anche come lattaio e buttafuori, prima di entrare nel business delle telecomunicazioni con una piccola società del Mississippi. La sua WorldCom riuscì crescere rapidamente, grazie soprattutto alle attività di trasmissione dati. E attraverso una spericolata operazione Ebbers acquistò la Mci, numero due del settore delle comunicazioni interurbane. Gli affari andavano bene, il valore dei titoli cresceva baldanzosamente, aiutato anche dal clima euforico della «new economy». A un certo punto la capitalizzazione di borsa della WoldCom superava i 100 miliardi di dollari. Ma gli investitori non sapevano - e neanche gli analisti di Wall Street, né i dirigenti della Sec - che i conti della multinazionale erano truccati. Nel settembre del 2000, infatti, il direttore finanziario Scott Sullivan mise Ebbers di fronte a una scomoda alternativa: o l´annuncio di risultati ben al di sotto delle aspettative, con il rischio di una brusca flessione delle quotazioni, o la manipolazione delle cifre. Fu scelta la seconda strada, che ritardò, ma non impedì, il tracollo. Ebbers lasciò la guida della WorldCom nell´aprile 2002. In pochi mesi i titoli della società divennero carta straccia, sollevando reazioni furiose da parte di centinaia di migliaia di azionisti. Ebbers era ottimista sull´esito del processo. Anche perché, a differenza di altri procedimenti, mancavano prove reali. I magistrati non avevano trovato né lettere, né documenti, né messaggi compromettenti sulla posta elettronica. La sua tesi? «Non mi sono mai occupato di ingegneria finanziaria». Alle improbabili giustificazioni di Ebbers, i magistrati hanno contrapposto le accuse dell´ex-direttore finanziario Sullivan, che ha ammesso le sue responsabilità e poi collaborato con gli inquirenti, raccontando tutti i dettagli del coinvolgimento di Ebbers. La giuria ha dato ragione all´accusa. Ebbers ha ascoltato il verdetto in silenzio, toccandosi nervosamente le dita, mentre la moglie Kristie, che gli sedeva a fianco, è scoppiata in lacrime. L´avvocato difensore ha preannunciato il ricorso in appello, ma la sentenza di ieri, che segna il più grande successo giudiziario nell´offensiva contro le truffe societarie, avrà anche un effetto psicologico, confermando che nessuno è intoccabile, neanche nel «club» dei supermanagers. Lo scandalo aveva portato al fallimento della WorldCom e alla rinascita, dalle sue ceneri, della Mci, con la sua vecchia specializzazione nel business delle telefonate interurbane e internazionali. La Mci è ora contesa da due pretendenti: da un lato la Verizon, dall´altro la QWest, il cui ex-capo, Joe Nacchio, è stato accusato proprio ieri dalla Sec di frode fiscali, per episodi che risalgono al 1999-2002. http://www.assinews.it/rassegna/arti...p160305sc.html |
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