Il codice per l’«autovigilanza» dentro la rete dei promotori
Assoreti aggiorna il documento di controllo interno per monitorare l’attività bancaria delle associate e per analizzare i motivi dei reclami della clientela
Lo scorso anno le reti di promotori si erano rese conto che bisognava regolare l’attività dei «procacciatori d’affari». E per questo avevano introdotto nel loro codice di vigilanza, lanciato da Assoreti nel 1998, norme che definissero gli ambiti di operatività del personale non iscritto all’Albo dei promotori finanziari. I «segnalatori» devono essere formati adeguatamente, è stato chiarito, e non devono essere troppi; altrimenti potrebbero sfuggire al controllo del promotore chiamato a coordinarli. Quest’anno le novità del codice, che periodicamente viene aggiornato per tenere conto delle modifiche normative e dell’evoluzione dei servizi offerti dalle reti di promotori, riguarderà invece una gestione più efficiente delle informazioni sui reclami dei clienti e un monitoraggio più attento dell’operatività bancaria online. Il documento sarà presentato dall’Associazione soltanto ad aprile, ma si conoscono già alcune delle modiche che conterrà. Nel nuovo codice di vigilanza ci saranno strumenti di intervento più incisivi per quanto riguarda gli standard da seguire per l’attività bancarie online; i dati sui reclami saranno raccolti e accentrati, per verificare eventuali anomalie. Assoreti costituirà cioè una sorta di banca dati sui reclami, che potrà essere utilizzata dagli associati per verificare l’entità delle loro segnalazioni rispetto ai concorrenti, con evidenti benefici anche per i clienti finali. Ovviamente si tratta di un sistema di autoregolamentazione che non prevede sanzioni, se non l’eventuale cancellazione dal sistema di Assoreti. Ma si tratta di un’ulteriore prova della credibilità che le società di promotori finanziari vogliono ottenere nel sistema distributivo italiano. Del resto se si guardano i dati di raccolta si comprende come queste società abbiano assunto ormai un ruolo fondamentale nella distribuzione dei prodotti finanziari: nel 2004 un quarto dei fondi comuni collocati in Italia è passato per le mani di un promotore finanziario che ha dimostrato, a differenza degli impiegati allo sportello, di riuscire a non perdere la fiducia dei suoi clienti anche quando le Borse perdevano terreno. La raccolta delle reti in fondi e sicav è stata infatti costantemente positiva dal gennaio 2003 a oggi, mentre le banche registravano deflussi. Ma la loro tenuta non è stata indolore: il sistema, nel frattempo, ha dovuto fare i conti con margini di guadagno inferiori alle previsioni e ha dovuto mettere mano alle ristrutturazione e ad aggregazioni necessarie per raggiungere masse adeguate. Mentre nel 2003 le prime dieci società rappresentavano il 76,7% del patrimonio totale delle reti, a fine 2004 questa quota era salita all’85 per cento. In questi anni le società hanno cioè migliorato la loro stabilità e ora sono pronte a sfidare il mercato. Con un nuovo codice che aumenti anche la loro credibilità.
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