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Occhio alle Onlus che fanno profitto con l'autonoleggio
Occhio alle Onlus che fanno profitto con l'autonoleggio
11/03/2005
Hanno suscitato interesse e anche non poca sorpresa le risultanze scaturite da un incontro tra gli autonoleggiatori e i rappresentanti degli enti locali, tenutosi nel Veneto, su un tema di particolare attualità, ovvero l'uso "improprio" dei mezzi di noleggio con conducente (autovetture, scuolabus e pulmini) destinati in particolare al trasporto di anziani e disabili.
Da tale incontro è emerso, come sempre più spesso, tra gli enti che si fregiano del titolo di "Onlus" non-profit, si nascondano vere e proprie realtà aziendali che, sfruttando benefici fiscali, svolgono attività di autonoleggio sottraendo, di fatto, il mercato agli operatori del settore e generando abusivismo e concorrenza sleale.
E da sottolineare che sulle vetture immatricolate ad uso proprio da parte di enti o associazioni possono trovare posto esclusivamente persone in grado di dimostrare l'appartenenza a detti enti e che, in ogni caso, quel servizio non può prevedere alcuna forma di corrispettivo, né può essere in alcun modo remunerato. In tali casi, infatti, si configurerebbe l'uso "economico" del mezzo, ovvero un'attività di autonoleggio con conducente, con tutti gli oneri e obblighi che ne derivano.
Questo fenomeno ormai dilagante, ben distinguendo tali casi di abusivismo da tutti quelli di reale servizio sociale di solidarietà e di beneficenza, merita di essere messo sotto controllo, specie da parte della polizia locale, sia per una giustizia sociale, sia per garantire maggiore sicurezza in un delicato settore quale il trasporto di persone.
Fonte: "Il vigile urbano", n. 1 gennaio 2005
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