I risparmiatori sono più tutelati, prospetto anche sulle obbligazioni
ADRIANO BONAFEDE
È stata dura, ma alla fine la legge di riforma del risparmio è passata, almeno alla Camera. I due articoli più controversi della legge, l’antitrust bancario e il mandato del Governatore della Banca d’Italia non dovrebbero subire modifiche. Sulla concorrenza e le fusioni fra istituti di credito, la proposta iniziale prevedeva il passaggio dei poteri dalla Banca d’Italia all’Autorità Antitrust, in omaggio al principio — valido in tutti i principali paesi occidentali — della separazione tra la funzione di vigilanza sulla stabilità del mondo del credito e quella sulla concorrenza. Mentre per il Governatore era previsto un mandato a termine e non a vita com’è adesso. Entrambe le proposte, però, sono state accantonate dalla maggioranza di governo. Similmente, non c’è stata alcuna modifica sostanziale dell’attuale balnda norma sul falso in bilancio, che l’opposizione chiedeva.
Ma, a parte queste mancate novità ci sono alcuni punti che introducono una maggiore tutela dell’utente. Il punto più interessante è forse l’introduzione, con l’articolo 11, di un "prospetto informativo", che dovrà essere approvato dalla Consob, per le obbligazioni, anche per quelle emesse all’estero. Con questa norma si dovrebbero evitare altri casi come Cirio, Parmalat e Giacomelli: le loro obbligazioni, emesse in Lussemburgo, erano state vendute a migliaia di risparmiatori molto spesso ignari dei rischi.
È interessante anche la riduzione dei potenziali conflitti d’interesse all’interno delle banche. Con una specifica norma è stata imposta la separazione tra le attività di consulenza svolte nei confronti di chi emette un’obbligazione e le attività di collocamento degli strumenti finanziari presso i risparmiatori. È una separazione organizzativa, quindi ha un valore relativo rispetto a una netta separazione societaria, ad esempio. Ma è un primo passo.
Una specifica norma introduce un controllo più severo da parte della Consob sui revisori dei conti delle società quotate. La Consob avrà maggiori poteri di conferire e revocare gli incarichi. Questo è un passo molto importante perché spesso i revisori dei conti hanno avallato, non sempre involontariamente, bilanci che si sono rivelati a posteriori non perfettamente chiari. Ora i revisori avranno il fiato sul collo da parte della Consob.
Una novità importante, ma non riguarda se non indirettamente i risparmiatori, è quella che introduce una limitazione del conflitto d’interessi tra banche e imprese: «I possessori di partecipazioni rilevanti in una banca — recita il testo — non possono dare in pegno, a garanzia dei crediti loro concessi da banche o da società appartenenti a gruppi bancari, partecipazioni nella stessa o in un’altra banca o in una società che la controlli, in misura superiore, per il complesso dei crediti medesimi, ai tre quarti della quota che costituisce una partecipazione rilevante».
Due notazioni finali. La prima riguarda il fatto che la Consob emanerà un regolamento sulle regole di trasparenza dei prodotti finanziari etici. La seconda renderà possibile il passaggio allo Stato dei depositi giacenti su cui per cinque anni non vengono effettuate operazioni.
Per l’opposizione la legge di riforma del risparmio è del tutto inadeguata. E anche nella maggioranza c’è contrasto. Ad esempio il ministro del Welfare vuole ridare alla Covip la vigilanza sui fondi pensione, che la norma approvata attribuisce a Consob e Isvap.
http://www.repubblica.it/supplementi...41kotenna.html