La gestione della famiglia sulle spalle delle donne
Anche quando guadagnano più dei mariti, le lavoratrici madri britanniche continuano ad occuparsi di casa e figli. Malgrado la nascita del così detto uomo nuovo, cioè di padri e mariti disposti, almeno in teoria, a condividere con la moglie la gestione familiare, la vita delle donne che lavorano in Gran Bretagna diventa sempre più dura, secondo un quadro tracciato da una ricerca realizzata dall''Economic and Social Research Council' (ESRC).
In base ai dati dello studio, ben sei su dieci donne che portano a casa salari superiori a quelli dei mariti, sono costrette ad assentarsi dal lavoro per badare ai figli quando questi si ammalano. L'orario di lavoro delle rappresentanti britanniche del gentil sesso è inoltre tra i più lunghi d'Europa. E, se a questo si aggiungono le ore per le faccende di casa e la cura dei figli, alle donne rimane pressoché zero tempo per riposarsi o dedicarsi a sé stesse.
La conseguenza è, secondo lo studio, madri e lavoratrici stressate e demoralizzate. La ricerca indica poi che ben tre quarti delle famiglie britanniche hanno un doppio reddito. Nel 1981, soltanto un quarto delle madri ritornava a lavorare entro il primo anno di vita del bambino. Nel 2001, tale percentuale è cresciuta al 67%, ma la ''pressione è in realtà sulle madri che lavorano a tempo pieno, sia se sposate con un uomo che lavora, sia se single''. Le donne dedicano infatti alle faccende domestiche il doppio delle ore dei mariti.
E sul posto di lavoro, sono spesso marginalizzate perché ''i datori di lavoro non si adattano alla necessità delle madri di doversi destreggiare fra casa e lavoro''. Per spezzare il circolo vizioso di lunghe ore di lavoro, cura dei figli e della casa, non servono soltanto le leggi, auspica la ricerca, ma occorre un ''urgente ripensamento culturale''
http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=74493