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Il fisco affila le armi in banca

Da Italia oggi 28 febbraio 2005

Banche sotto la lente del fisco
In arrivo l'elenco delle operazioni oggetto di verifiche Per le indagini bancarie correzioni in arrivo.
Il restyling della disciplina degli accertamenti da parte dell'amministrazione finanziaria sui conti dei contribuenti, introdotto con la finanziaria 2005 (legge 311/04) , potrebbe imboccare, già nelle prossime settimane, la strada delle modifiche. Legislative da un lato, e interpretative dall'altro. Sul primo aspetto, infatti, Maurizo Leo, vicepresidente della commissione finanze della Camera sottolinea che ´si rischia di applicare una ingiusta penalizzazione per i lavoratori autonomi che si troverebbero a vedere imputato a reddito imponibile il prelievo senza indicazione del beneficiario, inoltre', continua Maurizio Leo, ´occorrerebbe intervenire per definire l'ambito di operatività della retroattività'. Per questi motivi, secondo il deputato di Alleanza nazionale, l'intervento dovrebbe essere di natura normativa e magari trovare posto nel provvedimento sulla competitività. Dal punto di vista interpretativo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi Sette, l'amministrazione finanziaria è al lavoro per preparare la circolare con i chiarimenti sulle novità in tema di indagini bancarie. Nessuna preoccupazione, comunque, sembra arrivare dal mondo delle imprese che gettano acqua sul fuoco degli allarmismi: ´Non ci spaventano gli accertamenti bancari, al contrario, ci piace questa chiarezza e trasparenza', commenta Edoardo Cintolesi, consulente per le politiche fiscali di Confapi, ´quello che invece non vogliamo sono le norme di catastalizzazione del reddito d'impresa, effetto che si avrà con l'istituto della pianificazione fiscale concordata', conclude Cintolesi.
Ambito oggettivo
Dai prelievi bancomat agli assegni circolari, dall'esecuzione di un bonifico a tutte le movimentazioni dei conti di ogni singolo contribuente. Il campo di operatività della normativa è sulla carta molto esteso. I tecnici dell'amministrazione finanziaria però nella stesura della circolare potrebbero tenere in considerazione l'ipotesi di un'elencazione delle attività oggetto di accertamento. Si passa dal concetto di verifiche sui conti alla nozione di verifiche su tutti i rapporti e tutte le operazioni bancarie e quindi i tecnici al lavoro starebbero prendendo in considerazione anche l'ipotesi di esemplificare il più possibile il contenuto di quello che rientra nell'ambito di applicazione della norma. Dal comando generale della guardia di finanza prevale l'idea di nozione amplissima delle nuove regole ´le richieste possono riguardare dati, notizie, e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata enon più soltanto conti intrattenuti e ai rapporti inerenti e alle garanzie prestate da terzi, di conseguenza', continuano dalla guardia di finanza, ´anche la semplice richiesta di emissione di un assegno circolare, ovvero l'esecuzione di un bonifico in assenza di un conto bancario o postale, dovrà formare oggetto di segnalazione al fisco'. E chi ha fatto lo scudo fiscale? Sul punto sembrerebbero non esserci dubbi: l'accertamento si ferma. ´Il fatto che l'amministrazione finanziaria possa richiedere informazioni alle banche non è una novità', precisa Andrea Trimarchi, direttore della fondazione Luca Pacioli, ´ma la disciplina precedente metteva dei paletti all'attuazione pratica della norma ora invece', precisa Trimarchi, ´le regole diventano più praticabili'. Stesse valutazioni anche dal comando generale della guardia di finanza, che valuta le novità come il tentativo del legislatore di superare un testo normativo che sotto certi aspetti ha mostrato dei punti di debolezza che rischiavano di rendere lo strumento accertativo poco efficace. Le novità, infatti, consistono nella semplificazione delle procedure che intercorrono tra chi effettua i controlli e chi deve fornire le informazioni. Soprattutto è stata eliminata la procedura con cui gli ´accertatori' dovevano inviare i questionari agli intermediari creditizi e finanziari e alle poste per
richiedere dati, notizie e documenti di carattere specifico relativo ai conti. A regime infatti lo scambio di informazioni avverrà in tempi ridotti rispetto al passato e in via telematica.
La retroattività delle indagini
Un'altra questione su cui si concentra l'attesa degli operatori, Abi (Associazione bancaria italiana) in testa, si concentra è quella dell'efficacia retroattiva o meno della norma. Dall'Abi, infatti, fanno notare che di fatto c'è una normativa già in vigore con nuovi tempi per il controllo e un termine, il 1° luglio 2005, entro cui dovranno partire le comunicazioni telematiche per quegli adempimenti. Dall'amministrazione finanziaria prevale l'idea che essendo termini procedurali la retroattivittà dovrebbe essere mantenuta anche se si lascia aperto lo spiraglio delle implicazioni di carattere organizzativo su cui i tecnici stanno riflettendo. Sulla scadenza del 1° luglio, poi, sembra già delinearsi un'ipotesi di rinvio in quanto la Finanziaria stessa sembra lasciare aperta questa possibilità al direttore dell'Agenzia nel caso in cui dovessero esserci difficoltà tecniche nel far partire le comuncazioni telematiche. Quello che sottolineano dall'Agenzia delle entrate è che comunque lo sforzo dell'amministrazione è quello di rendere operativa concretamente tenendo conto degli ostacoli derivanti dall'applicazione.
I prelievi dei lavoratori autonomi
Le nuove disposizioni stabiliscono che l'amministrazione finanziaria può considerare come reddito imponibile i prelevamenti e gli altri importi riscossi nell'ambito delle operazioni bancarie se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempre che non vi sia corrispondenza con le scritture contabili. Anche in questo caso ´nessuno sconto' dovrebbe arrivare dalla circolare, in quanto secondo la prassi amministrativa sembrerebbe effettuata già dal 1996 l'operazione di equivalenza tra ricavi e compensi. In questo senso, secondo i tecnici, dovrebbe essere letta la norma: come una equiparazione di un qualcosa che a livello di prassi già era applicato. ´Siamo convinti che il buon senso e la ragionevolezza guideranno le verifiche', commenta Mario Damiani, responsabile fiscalità del consiglio nazionale dottori commercialisti, ´ritengo che la circolare interverrà nella direzione di essere attenta alle problematiche legate all'inversione dell'onere della prova e che si procederà nella direzione del buon senso anche perché si corre il rischio di un aumento del contenzioso'. Con le nuove regole si può parlare di una fine del segreto bancario dunque? Un no secco arriva dall'amminstrazione finanziaria mentre una diversa prospettiva è quella fornita da Damiani: ´Bisogna tenere presente che non esiste più il segreto bancario nei confronti degli imprenditori e dei lavoratori autonomi anche se', precisa Damiani, ´la questione da affrontare sarà legata alla normativa privacy e alla gestione delle informazioni tra banche e soggetti che controllano'. Il campo di applicazione della norma Le nuove indagini bancarie dunque potranno almeno sulla carta trovare applicazione per i 612.311 milioni di euro localizzati nei depositi presenti in Italia, secondo l'annuario Istat, al 2003. In particolare le banche potranno ricevere le richieste da parte dell'amministrazione finanziaria per i 72.040 € depositi a risparmio, 26.821 € certificati di deposito, per 496.813 € di depositi in conto corrente e per i 16.637 depositi in valute non euro di residenti in Italia. Dei depositi bancari il 71,3% appartiene a famiglie e istituzioni sociali private, il 18,3% a società non finanziarie, il 3,4% ad amministrazioni pubbliche e il 7% a società finanziarie
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