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Vecchio 21-02-05, 13:26   #1 (permalink)
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via di uscita dai tango nond

http://www.freeforumzone.com/viewmes...=31239&idd=989
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Vecchio 23-02-05, 10:28   #2 (permalink)
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Il Sole-24 Ore - FINANZA E MERCATI data: 2005-01-20 - pag: 38
26 Rimborsi - Venezia «condanna» Deutsche
ROMA • Delusi dall'Offerta argentina, dubbiosi sulle concrete possibilità di una seconda proposta a condizioni migliori, incerti sull'efficacia delle azioni legali italiane ed americane per pignorare o sequestrare flussi finanziari e beni, i sottoscrittori di Tangobond iniziano a far causa alle banche. Alcuni cantano già vittoria: per ora a Venezia, Mantova, Bari e Firenze.

Le sentenze di cui si è appresa notizia finora, a favore dei bondholder contro banche del calibro di Deutsche Bank, SanpaoloImi, UniCredit, si contano sulla punta delle dita: per rimborsi che totalmente non arrivano a 1 • milione di euro. Briciole rispetto ai 14 miliardi di Tango-bond in Italia. Se però si tiene conto dei lunghi tempi di maturazione di questo iter giudiziario, circa duetre anni, è possibile che molte decisioni dei giudici siano ancora pendenti. E che altre azioni stiano maturando.

Agli atti dunque una manciata di casi. Alcuni in attesa di appelli e controappelli. Il 18 marzo del 2004, il Tribunale di Mantova nella sentenza n.614 ha riconosciuto a un investitore un rimborso parziale a carico della Banca agricola mantovana: su due operazioni di acquisto di Tangobond, rispettivamente da 501 e 502 milioni di lire, il giudice ha richiesto il risarcimento per una soltanto, pari a 258.729,70 euro, cui devono aggiungersi gli interessi al tasso legale dal 5 settembre 2001 sino al saldo definitivo. Il Tribunale ha stabilito che la banca non ha prestato servizi di investimento con diligenza e non ha adeguatamente informato il cliente, come stabilito dal Testo unico della Finanza e da regolamenti Consob.

Sempre il Tribunale di Mantova, lo scorso 12 novembre ha condannato Unicredit Banca spa a corrispondere 44.000 euro a due pensionati in base a tre ordini di acquisto di titoli argentini eseguiti nell'aprile 2001, a pochi mesi dal default. Il Tribunale ha dichiarato la nullità degli ordini, richiamando i principi generali in tema di «correttezza, diligenza e trasparenza dei comportamenti negoziali imposti dalla normativa generale e speciale». Secondo il giudice, «deve ritenersi non adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentini in considerazione della dimensione (oltre la metà del patrimonio mobiliare dei clienti), della natura altamente rischiosa dei titoli, delle condizioni di mercato dei titoli (rating in declassamento), della circostanza che i clienti erano investitori non professionali e oltretutto ultrasettantenni».

Una coppia di coniugi, un pensionato e una casalinga, hanno ottenuto lo scorso 22 novembre, questa volta dal Tribunale di Venezia, il diritto al risarcimento a 152mila euro investiti in Tango bond. L'acquisto in questo caso, effettuato nell'estate del 1998, riguardava un "Argentina cap protect" scadenza 2018 venduto da Deutsche Bank. La formula cap protect era stata intesa dagli investitori come garanzia di rimborso del capitale in caso di insolvenza dell'emittente. La banca, come ha stabilito il Tribunale, non li ha adeguatamente informati. Il Tribunale di Bari ha ingiunto San Paolo-Banco di Napoli a restituire 26mila euro a un sottoscrittore di Tango-bond. Almeno un caso analogo viene segnalato a Firenze. autore: I.B.
http://www.fabi.it/rassegna/index.htm
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Vecchio 23-02-05, 10:36   #3 (permalink)
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Ho pubblicato la sentenza nel thread Argentina primi risarcimenti nella cartella Obbligazioni del forum
comunque repetita iuvant
http://www.adiconsum.it/Dossier/Soldi/Corporate%20Bond/Ricorsi%20Contro%20le%20banche/Documenti/Sentenza%20Bond%20Argentina%20(Tribunale %20di%20Venezia%20-%2022.10.2004).pdf
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Vecchio 23-02-05, 12:00   #4 (permalink)
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Ok

Ecco link

http://www.finanzaonline.com/forum/s...04#post7343704
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Vecchio 23-02-05, 12:04   #5 (permalink)
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dai tegio)))) non fare così :*
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Vecchio 23-02-05, 14:09   #6 (permalink)
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Quando hai ragione.. hai ragione...
volevo solo facilitare la ricerca...
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Vecchio 23-02-05, 14:13   #7 (permalink)
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http://masterfinance.splinder.com mettetelo tra i preferiti...io l'ho fatto
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Vecchio 24-02-05, 15:20   #8 (permalink)
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IL CRACK ARGENTINO

Tango bond all'ultima chiamata
L'adesione è tra il 40 e il 45%, ma le ore finali saranno decisive Buenos Aires esclude proroghe o miglioramenti.

di Alessandro Merli


Ultime ore per l'offerta pubblica di scambio delle obbligazioni argentine, in default dal dicembre del 2001. Di fatto, la porta si è già chiusa per molti risparmiatori individuali: molte banche italiane, così come quelle tedesche ( Italia e Germania sono i due Paesi con il più alto numero di piccoli investitori coinvolti) avevano indicato che la possibilità di consegnare i vecchi titoli, considerati i tempi tecnici dell'operazione, scadeva lunedì scorso. Chi andrà in banca fra oggi e domani con l'intenz i o n e d i a d e r i r e all'offerta rischia quindi di restare fuori comunque, a meno di una riapertura dei termini, finora sempre smentita.
Le ultimissime battute dello scambio saranno quindi dedicati agli investitori istituzionali, per i quali si prevedeva che la consegna arrivasse il più tardi possibile. Molti di essi hanno acquistato i titoli di recente da piccoli risparmiatori che hanno voluto disfarsene.

Il numero più aggiornato sulle adesioni all'offerta argentina ( che viene valutata attorno al 30% del valore originario delle obbligazioni), secondo la comunicazione della banca agente, la Bank of New York, alla Consob, è di 41 miliardi di dollari circa: il che ha fatto affermare ad alcune fonti di stampa argentina che si è così arrivati al 50% del totale, prendendo come base gli 81 miliardi di dollari oggetto dell'operazione. Di fatto, la base di calcolo è più alta della cifra inclusa nello swap e quindi la percentuale delle adesioni più bassa: stime di mercato la collocano fra il 40 e il 45%. Le ultime ore comunque saranno decisive. Il Governo di Buenos Aires ha detto ieri che comunicherà le cifre definitive il 2 o il 3 marzo.

Il ministero dell'Economia ha ribadito anche che non ci sarà proroga o riapertura dell'offerta, un'indiscrezione circolata insistentemente in questi giorni e un'ipotesi sostenuta anche da alcune banche, secondo cui, bloccando la scadenza dell'operazione, l'Argentina rinuncerebbe a una quota di adesioni che ancora potrebbero arrivare in caso di allungamento dei termini. Il Paese sudamericano ha però appena approvato una legge che vieta il miglioramento delle condizioni dell'offerta e anche una riapertura dei termini. Una scappatoia potrebbe però essere trovata per ammettere quegli investitori i cui titoli siano rimasti esclusi a causa del prevedibile ingorgo tecnico. La provincia argentina di Mendoza, che ha completato la ristrutturazione del proprio debito nei mesi scorsi, ha fatto qualcosa di analogo.
Molte indicazioni ricevute dal « Sole 24 Ore » da singoli risparmiatori mostrerebbero che è alto il numero degli investitori italiani ( in tutto sono oltre 450mila i possessori di bond argentini) decisi a non consegnare i titoli all'offerta di Buenos Aires, ritenuta inaccettabile, come da indicazioni della Task Force Argentina, l'associazione costituita dalle banche per rappresentare i creditori privati.

Non è chiaro cosa succederà ai vecchi titoli una volta conclusa l'operazione. L'Argentina ha sempre dichiarato, senza dubbio anche per mettere pressione sugli investitori perchè aderissero all'offerta, che cadranno in una sorta di " default perpetuo" e che si adopererà per ottenere il ritiro dalla loro quotazione in Borsa.
Quello che è certo è che negli ultimi giorni diverse banche, che in precedenza avevano realizzato compravendite di titoli, hanno smesso di farlo e altre hanno dichiarato di volersi ritirare dal mercato secondario delle obbligazioni argentine in default a partire dalla prossima settimana, cioè dopo la chiusura dello swap. E' possibile che l'insufficiente liquidità di questo mercato determini allora una caduta della quotazioni. Una recente protesa davanti al Parlamento di alcuni risparmiatori italiani dopo il crack dei bond argentini ( Ansa)

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0
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Vecchio 26-02-05, 14:38   #9 (permalink)
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26 febbraio 2005
Kirchner: risultato da Guinness. Stock: andremo in tribunale

Tango bond, vince l'Argentina Ma gli italiani hanno detto no




Richieste nel mondo stimate al 70 80%. Corsa dei fondi La Casa Rosada festeggia. Numeri ufficiali da lunedì
Quattro obbligazionisti italiani su cinque avrebbero detto no all'offerta argentina, ma questo fuoco di sbarramento potrebbe non essere stato sufficiente per fermare la corazzata « Kirchner » a livello mondiale. Il presidente della Repubblica sudamericana potrebbe essere riuscito a realizzare i propri sogni: liberarsi della maggior parte del proprio debito estero con un taglio capestro di quasi il 70% del valore nominale.
Insomma, il tanto atteso rush finale degli investitori istituzionali, banche, fondi e assicurazioni, ci sarebbe stato. NIENTE NUMERI UFFICIALI — Numeri ufficiali non ce ne sono né in Italia da parte della Task Force Argentina di Nicola Stock, il maggior promotore della linea dura del no, né in Argentina. Anche perché la chiusura era prevista per ieri pomeriggio ora sudamericana, quando in Italia era già sera inoltrata. E comunque ci vorrà qualche giorno per riunire tutte le adesioni e fare le somme ( solo in Italia le banche che hanno seguito la raccolta sono state oltre 400). La stessa Bank of New York, la banca agent di una delle offerte globali più grandi della finanza con 102 miliardi di dollari sparsi sui quattro continenti, comunicherà i risultati la prossima settimana.
Ma, forte anche delle stime arrivate dalle banche d'affari di ogni genere che parlano di un'adesione tra il 70 e l' 80% e che ieri a Wall Street giravano ormai come un dato di fatto, ieri il presidente argentino Kirchner ha festeggiato alla grande il suo 55esimo compleanno. Dalla Casa Rosada , la sede del governo che prende il nome dal colore della facciata, il capo di Stato si è lasciato andare a trionfalismi reclamando la paternità « del miglior negoziato della storia anche se il nostro debito è tale che merita di stare nel Guinness dei primati » . LA STRADA LEGALE — Per gli italiani che hanno detto no all'offerta sperando in un rilancio, se le stime saranno confermate nei prossimi giorni, si apre un periodo di grande incertezza. Perché nessuno sa cosa potrebbe accadere a questo punto. Il prospetto è chiaro. La riapertura dei termini non ci sarà. Non ci saranno nemmeno offerte migliorative a discapito di chi ha detto sì subito, cosa peraltro resa illegale da una recente legge del governo di Buenos Aires. L'unica strada sembra essere quella legale. E su questa via ieri Nicola Stock ha ribadito tutto l'appoggio gratuito possibile agli obbligazionisti, anche se lo stesso studio internazionale White & Case al quale ha chiesto un parere sarebbe stato molto prudente al riguardo. Bisogna anche considerare la possibilità che molti risparmiatori italiani abbiano venduto direttamente senza aderire.
Ma in ogni caso resta da capire se la chiusura anticipata degli sportelli di molte banche, tra le quali c'era anche l'Uni Credito che non ha accettato adesioni da giovedì, ha avuto un peso sull'assenza dei piccoli risparmiatori dalla fila dei rimborsi allo sportello argentino. msideri@ corriere.it
http://www.assinews.it/rassegna/arti...260205arg.html
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Vecchio 28-02-05, 16:32   #10 (permalink)
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ango bond

L'Argentina esulta: swap al 75%
Stock rende noto entro martedì il numero dei risparmiatori italiani che hanno conservato le obbligazioni in default.

di Isabella Bufacchi



Il canto della vittoria del Governo argentino sull'esito dell'Offerta pubblica di scambio globale e volontaria, che già venerdì a poche ore dalla chiusura inneggiava al successo della più grande e complessa ristrutturazione di debito sovrano di tutti i tempi, ieri ha alzato i toni con due dichiarazioni ufficiali, sia pur preliminari, su «adesioni superiori al 70 per cento». Il capo di gabinetto dei ministri, Alberto Fernandez, citato dall'Ansa, ha detto: «L'Ops ha registrato un'adesione globale tra il 70 e l'80 per cento». Gli ha fatto eco il presidente della Caja de Valores, Luis Corsiglia, precisando che «l'accettazione dello swap dovrebbe superare il 75%, poiché a livello locale è stata attorno al 97% e nel mondo del 65».
Secondo fonti bene informate, nonostante l'intasamento delle ultime ore dell'Ops, il Governo argentino disporrebbe già da ieri sera di un quantitativo di dati certi (pervenuti anche dalle Montetitoli internazionali Clearstream ed Euroclear oltrechè dalle banche coinvolte nell'operazione) tale da non lasciare dubbi sulla partecipazione mondiale allo swap oltre il 70%: un quorum decisamente elevato rispetto al 43% raggiunto a una settimana dalla chiusura dell'Offerta.
Le dichiarazioni altisonanti dei due autorevoli esponenti del mondo politico e finanziario di Buenos Aires, che ieri hanno confermato ampiamente le stime delle grandi banche internazionali, degli economisti e della stampa argentina, non equivalgono a un annuncio ufficiale e definitivo. Tutte le cifre sull'esito finale del concambio verranno rese note dal Governo Kirchner, salvo colpi di scena, il prossimo 18 marzo: un resoconto attesissimo in tutto il mondo, soprattutto in Italia, Paese dove ancora lo scorso lunedì, secondo la Task force argentina, i piccoli risparmiatori detenevano 10,5 miliardi di dollari di Tango-bond sui 12,5 miliardi registrati presso la Tfa costituita del settembre 2002.
Già dalla prossima settimana saranno in arrivo statistiche interessanti. Il primo a parlare sarà Nicola Stock, battagliero presidente della task force italiana: lunedì o al più tardi martedì la Tfa renderà noti i dati sui Tango-bond rimasti in mano ai risparmiatori italiani che hanno delegato l'associazione a difendere i propri interessi: rilevazioni tra le 463 banche associate. Un esercito di bondholder preso in contropiede dal successo dell'Ops e al quale non restano che le vie legali e la speranza di una riapertura - improbabile senza grosse pressioni politiche - dello swap alle stesse condizioni. Entro giovedì, l'Argentina farà la comunicazione di rito a norma Consob sull'entità dei bond scambiati calcolata in linea capitale, senza tener conto dei piani di ammortamento e capitalizzazione sui vecchi titoli in pesos.
In attesa dei dati ufficiali, gli esperti della materia si interrogavano ieri sulla fattibilità del salto gigantesco preannunciato dal Governo argentino: dal 43% di adesioni dopo cinque settimane al 70-80% in seguito alla sesta e ultima settimana dell'Ops. Secondo una scuola di pensiero, questo balzo in avanti è realistico perché è in linea con quanto avviene solitamente nelle ristrutturazioni di debito: il grosso delle accettazioni arriva all'ultimo momento. In verità, l'Ops argentina è fuori dalla norma: è l'offerta di scambio più penalizzante di tutti i tempi per i creditori di uno Stato sovrano (70% di perdita di capitale), è lo swap su debito che ha coinvolto il maggior numero di risparmiatori privati nella storia dei mercati (le altre ristrutturazioni erano tutte dominate dalle banche creditrici) ed è stato portato avanti senza l'ok dell'Fmi. Il successo dell'Offerta argentina ha fatto però leva su due fattori: la vendita sul secondario dei Tango-bond a basso prezzo da parte di molti investitori privati (10 miliardi) e il possesso del 40% dei titoli (38 miliardi) presso investitori argentini

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0
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