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Caro-casa, in Italia i 'caschi blu' dell'Onu (Siiiiiiii)
Caro-casa, in Italia i 'caschi blu' dell'Onu
(17/02/2005) "A Roma, Milano, Napoli e Firenze il diritto ad una casa dignitosa, come viene riconosciuto dai patti internazionali, oggi è minacciato". L'affermazione non proviene da uno dei tanti portavoce dei movimenti di lotta per la casa ma da un 'casco blu' dell'Onu, Yves Cabannes, da ieri in visita nella capitale con una delegazione del Comitato delle Nazioni Unite per l'emergenza abitativa. E' la prima volta - a dimostrare la drammaticità dell'emergenza casa nella Capitale ma anche in altre grandi città italiane - che le Nazioni Unite svolgono una missione del genere in un Paese del G7. Dopo Roma, dove la situazione è definita "maggiormente critica", la missione della delegazione Onu in Italia farà tappa a Firenze, Napoli, Milano, dove i delegati Onu incontreranno i rappresentanti delle amministrazioni comunali. "I caschi blu" hanno raccolto l'appello di Nicola Galloro, il delegato del sindaco Veltroni alle Politiche abitative, che aveva invocato gli ispettori: "Venite qui. C'è emergenza". A Roma infatti la situazione è fuori controllo: 27.500 famiglie in lista d'attesa per un alloggio popolare che non c'è, 18mila già sfrattate, 5mila con l'ufficiale giudiziario alle porte e 3mila in proroga straordinaria fino a marzo. Eppure l'Italia ha sottoscritto il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (è legge nel nostro Paese, la n. 881/77) che all'art. 11 sancisce il diritto alla casa. E la missione Onu segue la verifica svolta nel novembre 2004 sull'attuazione del Patto dalla Commissione diritti umani, che aveva in quell'occasione espresso la sua preoccupazione per il deficit di edilizia popolare, le privatizzazioni delle case degli enti, il caro affitto e l'assenza di garanzie nel passaggio da casa a casa per chi subisce uno sfratto. Il 19 febbraio la visita si concluderà con la firma di un protocollo, un documento di lavoro che "serva a far uscire dal ghetto l'emergenza casa", dichiara Massimo Pasquini, segretario dell'Unione Inquilini di Roma. "Anche perché - aggiunge Pasquini - ormai è un dramma che si allarga e coinvolge anche i ceti medi". Sono migliaia le famiglie già sfrattate da proprietà private o pubbliche ma l'emergenza abitativa, secondo Galloro, non riguarda solo le fasce di cittadini a basso reddito, ma anche una consistente parte di famiglie di ceto medio, tra le 20 e le 25 mila, abitanti nelle case cartolarizzate dagli enti. Si tratta di famiglie con un reddito annuo superiore al "tetto" massimo previsto per chiedere alloggi del comune (poco piu' di 12 mila euro annui), ma che non consente loro di acquistare le case messe in vendita. Secondo Galloro sino a qualche anno fa una famiglia con due stipendi poteva ancora acquistare un appartamento, ma negli ultimi anni invece i prezzi delle case sono notevolmente aumentati, e queste famiglie non possono più comprarle. "Si tratta - ha detto il consigliere - di una fascia altissima di famiglie che si trovano in una sorta di limbo: senza casa, ma con un reddito che supera i 12 mila euro annui, e quindi non possono ottenere case popolari, e che comunque è troppo basso per permettere di acquistare un appartamento". La speranza del Campidoglio, ha aggiunto l'assessore Minelli, è che anche alla luce della missione Onu il governo ripristini il finanziamento di 101 milioni di euro, cancellato dalla Finanziaria, necessario per riportare lo stanziamento per i buoni-casa ai 341 milioni del 2001, equivalenti a 14.000 buoni. "Altrimenti avremo solo 230 milioni, dovremmo cioè ridurre a 7.000 i buoni casa erogati. Tra le altre necessità, Minelli ha citato la creazione di un fondo straordinario per l'assistenza domiciliare d'emergenza per gli immigrati, "da stabilire a livello comunitario", e sconti degli enti previdenziali per l'acquisto di case libere da parte del Comune. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=74237 |
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