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Vecchio 17-02-05, 14:29   #1 (permalink)
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Finanziaria in cerca di rimedi urgenti

MANOVRA 2005
Finanziaria in cerca di rimedi urgenti
All'interno della legge 311/ 04 vi sono numerosi punti che risultano di difficile comprensione o applicazione. Natura incerta del 4% Irpef. Complicazioni per le imprese da assegni familiari e modelli antifrode. Concordato poco attraente.
di Jean Marie Del Bo, Saverio Fossati e Marino Massaro


I 572 commi dell'articolo unico che costituisce la Finanziaria 2005 mettono all'angolo operatori e professionisti. Non solo per la fatica di esaminare un testo confuso ed eterogeneo, ma anche perché, in alcuni casi, le norme presentano punti oscuri, rivelano indicazioni incongrue rispetto alle finalità della manovra o introducono istituti di dubbia convenienza. All'interno della legge 311/ 04 spiccano così parecchi punti deboli, alcuni superabili in via interpretativa mentre per altri si impone un intervento normativo.
Irpef. La revisione di aliquote, scaglioni e sconti per i carichi di famiglia lascia aperto il problema del contributo di solidarietà del 4% dovuto al di sopra dei 100mila euro. Il legislatore non ha voluto definire espressamente questo prelievo come quarta aliquota al 43%, lasciando all'agenzia delle Entrate questa qualificazione.
Ma solo una chiara indicazione legislativa potrebbe evitare problemi e contenziosi. Resta, poi, il problema dell'aggravio di tassazione per il Tfr, già manifestatosi con il primo modulo della riforma e " confermato" anche con il secondo riordino dell'Irpef.

Iva. In ambito Iva, la generale « stretta » contro le frodi ha alcuni notevoli problemi operativi, il maggiore dei quali è la responsabilità ad ampio raggio per il contribuente che fornisce beni e servizi all'esportatore abituale. Il fornitore subisce un rischio aggiuntivo che finisce per non dipendere, in linea generale, dal proprio comportamento ( sui nuovi obblighi Iva si veda anche a pagina 27).

Concordato. La Finanziaria presenta poi un istituto di poco fascino: la pianificazione fiscale concordata ( « Pfc » ) non dà, infatti, garanzie sufficienti di copertura dagli accertamenti e il contribuente resta esposto alla decadenza dai benefici della Pfc anche quando il reddito dichiarato differisce da quello effettivamente conseguito e quando non sono stati osservati gli obblighi Iva.
Con questi limiti, la Pfc rischia di non ottenere nemmeno i già scarsi risultati del concordato preventivo biennale ( il precedente della « Pfc » ) . Solo una decisa modifica alle caratteristiche dell'istituto potrebbe ridargli appeal.

Studi di settore. La legge 311/ 04 prevede controlli più pesanti e nuove regole di adeguamento. Su quest'ultimo aspetto non convince tutti gli operatori la circostanza che l'adeguamento debba partire dalle dichiarazioni per il 2004. L'estensione a tutti i contribuenti in contabilità ordinaria della possibilità di accertamento in caso di scostamento dai dati degli studi per due annualità di un triennio ha, poi, un effetto paradossale: nel triennio 2002 2004 i contribuenti che non sono congrui per il 2002, avendo scelto il condono tombale, subiranno un effetto negativo di trascinamento di quel dato 2002 sul 2004.

Ici. Qui la « stretta » passa dal comma 540, che ha esteso l'applicabilità dell'Ici anche a una serie di impianti industriali esterni finora estranei all'imposta. Una previsione che dovrebbe costare diverse centinaia di milioni alle imprese e di cui peraltro è già stato promesso il superamento.

Casa. I Comuni, nel richiedere all'agenzia del Territorio la revisione del classamento dei fabbricati, dovranno prima determinarne il « valore di mercato » . Considerato che fra i diversi " borsini" ci sono differenze macroscopiche e che nei rogiti si indica di fatto il « valore catastale » , è facile prevedere che i Comuni adotteranno valutazioni opinabili e che fioccheranno i ricorsi contro l'attribuzione delle nuove rendite. La definizione di un criterio ufficiale, uniforme e serio è indispensabile.

Affrancamento. In questo caso, la Finanziaria non si spiega. Il comma 376 riapre i termini per gli affrancamenti di terreni e partecipazioni detenuti al 1 ? luglio 2003 ( con scadenza al 30 giugno 2005). Il comma 428 dà, però, la possibilità di predisporre le perizie entro il 31 marzo 2005 purché l'imposta sia stata versata entro il 30 settembre 2004. Un groviglio di commi e date.

Modelli organizzativi. C'è poi il vincolo a dotarsi di modelli organizzativi anti frode, imposto a società ed enti che fruiscono di sconti e bonus in materia di formazione professionale e utilizzazione del personale. Un onere aggiuntivo indistinto che rischia di colpire moltissime aziende, tanto che le principali organizzazioni che rappresentano le imprese ( si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri) hanno chiesto l'abrogazione.

Assegno alla famiglia. Il comma 559 prevede il pagamento al coniuge dell'avente diritto dell'assegno per il nucleo familiare, dal 1 ? gennaio 2005. Si vuol dare autonomia economica al coniuge più " debole", ma la gestione della novità è tutta da definire e annuncia aggravi operativi per i datori di lavoro.

Enti locali. Per Comuni e Province, infine, ci sono due tipi di problemi. Il primo riguarda l'applicabilità o la congruità delle misure della Finanziaria, mentre il secondo è relativo al mancato seguito di norme previgenti, che di fatto si traducono in minori entrate. Fanno parte di questo ultimo " pacchetto", per esempio, il rifinanziamento del Fondo per l'occupazione introdotto con il Dl 148/ 93 e " rifornito" con la Finanziaria 2000: il mancato rifinanziamento priva di risorse i Centri per l'impiego delle Province. E, ancora, per le Province non sono previsti i 50 milioni per reintegrare il mancato incasso dell'Ipt a seguito della campagna di ecoincentivi del primo trimestre 2003.
Ma l'aspetto più grave è la riduzione da 60 a 30 milioni dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole.
Sempre le Province, poi, lamentano al comma 275 l'esclusione ( forse per un refuso) dalle esenzioni dall'imposta di registro e bollo, ipotecaria e catastale, dei trasferimenti e conferimenti di immobili pubblici. La norma oggi vale solo per i Comuni. I sindaci hanno invece un altro lungo dossier di questioni aperte, sintetizzabili in sei punti fondamentali: sblocco dell'addizionale Irpef o facoltà di istituire tributi di scopo; eliminazione del rispetto del patto di stabilità per i Comuni fino a 5.000 abitanti; valorizzazione del patrimonio immobiliare; finanziamento dei fondi per i piccoli Comuni; partecipazione dei Comuni al recupero dell'evasione fiscale con conseguente ripartizione delle nuove entrate; modifica o eliminazione della riduzione della percentuale d'indebitamento dal 25 al 12,5% delle entrate proprie.
Dieci punti critici
Alcuni dei principali problemi applicativi collegati alla Finanziaria 2005 (legge 311/04)
Irpef. Resta incerta la natura del contributo del 4% dovuto oltre i 100mila euro, che l’agenzia delle Entrate impone di considerare come quarta aliquota
Iva. Aumentano, ma con dubbia efficacia ai fini di prevenzione delle frodi, obblighi e responsabilità dei fornitori di beni e servizi agli esportatori abituali
Pfc. La pianificazione fiscale concordata («Pfc») presenta tutele insufficienti rispetto agli accertamenti. Inoltre, non appaiono sempre giustificate le cause di decadenza dall’istituto
Studi di settore. Si amplia il raggio dell’accertamento legato agli studi di settore, in qualche caso mettendo in difficoltà i contribuenti che hanno aderito ai condoni degli anni passati
Ici. Diventano tassabili — ma è stata già promessa una modifica — una serie di impianti industriali esterni finora estranei all’imposta
Casa. Nell’ambito della revisione del classamento dei fabbricati, manca un criterio che impedisca valutazioni opinabili da parte dei Comuni
Terreni e partecipazioni. L’ennesima riapertura per l’affrancamento di terreni e partecipazioni presenta alcune incongruenze nelle scadenze
Modelli antifrode. L’obbligo di dotarsi di modelli organizzativi anti-frode è estremamente generico e può colpire tutte le società e gli enti che usano sconti e bonus in materia di formazione professionale e utilizzazione del personale
Assegni al nucleo familiare. L’assegno al nucleo familiare deve essere erogato direttamente al coniuge del lavoratore e questa modifica (ancora da attuare) presenta costi gestionali molto alti per l’Inps e per le imprese
Enti locali. Tra i problemi maggiori di Comuni e Province vi sono i mancati rifinanziamenti di fondi e le indicazioni sull’addizionale Irpef e sul patto di stabilità
16 febbraio 2005

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0
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