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Fondo Di Garanzia Su Indennizzi
14 febbraio 2005
Fondo di garanzia sugli indennizzi Tra le novità l'istituzione di un'unità di rischio in ogni struttura U n Fondo di garanzia « per risolvere i casi in cui l'incidente non può essere facilmente attribuito alla responsabilità del singolo » . L'istituzione di unità di rischio in tutti gli ospedali. L'introduzione di " calmieri del rischio" per i reparti a più alta incidenza d'errore. E, per finire, l'introduzione di un tetto agli indennizzi, almeno in relazione a quella percentuale di rischio inevitabilmente insita in ogni procedura medica e condivisa dal paziente all'atto dell'accettazione delle cure. È con queste armi che il Governo è pronto a scendere in campo al fianco degli ospedali e del personale del Ssn per affrontare la questione della responsabilità professionale del personale sanitario, ritenuta dal ministero della Salute « un'assoluta priorità » . In Parlamento. A confermare che sul pianeta della responsabilità medica qualcosa sta per muoversi è Antonio Tomassini ( Fi), presidente della commissione Sanità del Senato, firmatario e relatore di un Ddl ( atto S 108) bloccato in aula dal maggio 2002, nonostante il « sì » trasversale e unanime espresso da tutti i gruppi durante l'esame in sede referente. Il provvedimento — che obbliga ospedali pubblici e privati che vogliano proseguire la propria attività a stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile sui danni provocati ai pazienti dal proprio personale sanitario, medico e non medico — starebbe per uscire dal freezer parlamentare « grazie all'accordo raggiunto in seno alla Casa delle libertà sull'introduzione di alcuni istituti ritenuti importanti anche alla luce dei più recenti fatti di cronaca » , afferma Tomassini. Il Fondo di garanzia. Tra le novità proprio il Fondo di garanzia, che dovrebbe garantire risarcimenti immediati ai pazienti quando l'incidente rientra nell'ambito dell'errore organizzativo o procedurale più che nella responsabilità individuale precisa e comprovata. Secondo la modifica allo studio, i contenuti minimi della garanzia offerta dal Fondo dovrebbero essere oggetto di un « accordo quadro regionale » da stipulare con i sindacati, mentre a garantirne la liquidità dovrebbero essere le Regioni « facendo ricorso ai propri beni immobili » . Viceversa, il rischio oggettivo insito in particolari prestazioni sanitarie « potrebbe essere coperto ricaricando i costi delle prestazioni stesse, ovvero agendo sulle tariffe riconosciute alle strutture per la singola prestazione » . La mappa del rischio. Tra le novità in cantiere ci sono anche le unità di crisi da creare in tutti gli ospedali. Obiettivo: vigilare sugli aspetti organizzativi a maggior rischio d'errore. Con una misura in più: introdurre particolari tutele per i reparti più usuranti. « Tutta l'area dell'emergenza urgenza, per esempio, è appesantita da meccanismi di turni fuori orario e da piante organiche insufficienti. E così si impongono ritmi che vanno ben oltre la soglia di tolleranza — spiega Tomassini —. È qui che serve un " calmiere del rischio" che fissi paletti al numero di turni e alla partecipazione alla guardia attiva » . Il tutto, ancora una volta, « trovando i giusti accordi col sistema e i sindacati » . Per questi ultimi, intanto, e soprattutto per i medici che vedono sfociare in una assoluzione piena quasi il 70% delle cause che li coinvolgono, sarebbe già una manna dal cielo poter incassare qualcuna delle altre misure già contenute nel Ddl. Prima tra tutte, la previsione che arbitri e consulenti tecnici d'ufficio chiamati ad assistere il giudice siano in possesso di specifiche competenze nella disciplina oggetto del presunto errore. Sempreché la legge si faccia. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e140205in.html |
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