12 febbraio 2005
Che business assicurare i turisti
Nell’ultimo triennio il volume d’affari del comparto è cresciuto del 20 per cento. E il mercato italiano vale 80 milioni. Il web primo canale di distribuzione
Guerre, attentati, influenze atipiche e tsunami hanno fortemente condizionato il mercato turistico da settembre 2001 a oggi. E, alla luce di questi avvenimenti, nell’ultimo triennio le assicurazioni legate ai viaggi organizzati hanno cambiato fisionomia e strategie. La nuova tendenza del mercato richiede prodotti specifici per i target di clientela (vacanza, studio, lavoro) e garanzie di copertura decisamente più ampie rispetto a prima, mentre Internet è diventato il canale di distribuzione privilegiato. Catastrofi naturali e rischio attentati si sono trasformati per le compagnie in un vero e proprio incentivo all’assicurazione «turistica». I volumi d’affari del comparto, infatti, sono cresciuti mediamente del 20% nell’ultimo triennio. Uno sviluppo interessante anche per le agenzie di viaggi che, dopo la riduzione a un misero 1% delle commissioni sul trasporto aereo, hanno scoperto che vendere polizze ai clienti è un buon affare. Business che i tour operator sfruttano da tempo: gli introiti dei premi incassati rappresentano un flusso di liquidità utilissima in un comparto i cui margini sono notoriamente risicati. Le compagnie assicurative che si spartiscono il mercato italiano sono quattro, a cui si affiancano diversi broker attivi localmente con pacchetti mirati per alcuni settori, come i charter nautici. Europ Assistance (del gruppo Generali) e Mondial Assistance Italia (la proprietà è divisa in parti eguali tra la francese Agf e Ras, entrambe del gruppo Allianz), si contendono la leadership del settore. Leadership che, per volume di contratti, nel 2004 è stata riconquistata da Europ Assistance, grazie anche all’acquisizione come cliente di Alpitour, il primo gruppo italiano di vacanze organizzate. Nel 2004, Europ Assistance Italia ha commercializzato 130mila polizze di viaggio (più 22% rispetto al 2003) a un prezzo medio di 100 euro, mentre Mondial Assistance Italia ha raggiunto quota 120mila polizze individuali (più 30% sul 2003), ma con una media di 87 euro a pacchetto. «Secondo le nostre stime il mercato italiano delle assicurazioni di viaggio vale circa 80 milioni - spiega Stephane Coulot, direttore generale di Mondial - Dopo l’11 settembre 2001 abbiamo visto aumentare in maniera significativa la sensibilità del consumatore verso la tutela di un bene di largo consumo come la vacanza e da allora eventi tragici di portata internazionale rappresentano continue svolte e opportunità per il settore. Globy, il nostro prodotto di punta - continua il manager di Mondial - racchiude le nuove tendenze dell’assicurazione di viaggio: garanzie ampie, semplicità nella compilazione e velocità della trasmissione del documento. Caratteristiche che nel 2004 ci hanno permesso di vendere ben 90mila di queste polizze». Gli altri due principali player del settore sono il gruppo Filo Diretto di Agrate Brianza (Milano), tra le 16 società interessate al patrimonio in amministrazione controllata di Parmatour, e Navale Assicurazioni del Gruppo Unipol. Sul mercato si sta facendo largo anche Waycall Group (15 milioni di euro il fatturato 2003), assicuratore de I Viaggi del Ventaglio, che l’anno scorso ha lanciato «Riply», una polizza individuale venduta dalle agenzie di viaggi con contratto «ricaricabile»: il cliente riceve una card che funziona a consumo e a ogni viaggio ricarica le garanzie senza dover aprire una pratica di attivazione.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...m120205tu.html