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Vecchio 12-02-05, 09:36   #1 (permalink)
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L'America frena le cause collettive

12 febbraio 2005


L´America frena le cause collettive

Sì alla riforma voluta da Bush, più difficili i risarcimenti miliardari

Le "class action" per più di 5 milioni di dollari passano alle corti federali

ALBERTO FLORES D´ARCAIS

NEW YORK - Le cause multimiliardarie contro le grandi industrie - tipo quelle del tabacco, le case automobilistiche o farmaceutiche - diventeranno difficili se non impossibili. Il Senato Usa ha approvato (72 voti a favore, 26 contrari) la riforma che limita le cause civili collettive e che la settimana prossima - dopo il voto scontato della Camera - diventerà legge.
Per George W. Bush, che aveva fatto di questa riforma uno dei principali punti della sua campagna presidenziale (prendendo di mira il candidato democratico alla vicepresidenza John Edwards, avvocato che si è arricchito proprio con questo tipo di cause) si tratta di una prima grande vittoria sul fronte interno, che è quello dove la Casa Bianca ha trovato finora più difficoltà.
Con la riforma le megacause - le cosiddette class action - quelle in cui centinaia o migliaia di cittadini si mettono insieme sfidando le grandi compagnie (cause immortalate in numerosi libri e film) vengono, in parte, sottratte ai piccoli tribunali statali, dove le giurie sono in genere più favorevoli ai consumatori e che spesso condannano le industrie a pagare risarcimenti miliardari. Da adesso in poi le class action che prevedono risarcimenti superiori ai 5 milioni di dollari verranno invece discusse dai tribunali federali, dove i giudici sono meno propensi a dare ragione alla "parte lesa".
Le corti locali potranno però mantenere le cause in altri casi particolari. Il più rilevante - su cui è stato raggiunto un compromesso bipartisan tra i repubblicani e l´opposizione democratica - prevede che qualora l´imputato (in questi casi la compagnia) e almeno un terzo delle "parti lese" siano residenti nello stesso Stato il processo si può fare nella corte statale locale. Se invece sono meno di un terzo la causa andrà direttamente alla corte federale. Tanto per fare un esempio se si vuole fare causa ad una grande compagnia del tabacco che ha sede in Virginia e ci sono diecimila "parti lese" almeno 3400 devono essere cittadini della Virginia.
La nuova legge limiterà anche la parte di parcella degli avvocati difensori nei cosiddetti coupon settlement, cioè quando le parti lese vengono risarcite non con soldi ma con "buoni sconto" della società imputata.
La sfida della Casa Bianca agli "avvocati miliardari" era iniziata già durante il primo mandato del presidente, quasi sei anni fa e poco prima del voto Bush aveva inviato una dichiarazione ai senatori ricordando come «il nostro paese si basa su un sistema legale che protegge i cittadini che hanno subito dei danni, senza però incoraggiare "cause- spazzatura" che minano la fiducia nelle nostre corti e recano un danno alla nostra economia».
Per i sostenitori della nuova legge (tra cui diversi senatori democratici) la riforma era necessaria per impedire che gran parte dei risarcimenti finisse nelle tasche degli avvocati, i cosiddetti torts-lawyer piuttosto che alle vittime. Ci sono stati casi dove uno studio di avvocati è arrivato a prendersi anche il settanta o l´ottanta per cento dei soldi risarciti alla vittima, facendosi pagare oltre a quanto pattuito all´inizio (in genere il trenta per cento, ma gli avvocati più disonesti chiedono anche il 50 per cento) centinaia di ore di lavoro a centinaia di dollari l´ora.
Chi si è opposto alla riforma (oltre ovviamente alla potente, ma in questo caso perdente, lobby degli avvocati) sostiene invece che il presidente non ha fatto altro che pagare la "cambiale" promessa ai grandi businessmen e ai manager delle grandi compagnie che lo hanno aiutato con generosi finanziamenti ad essere rieletto alla Casa Bianca.

http://www.assinews.it/rassegna/arti...p120205ca.html
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Vecchio 12-02-05, 10:50   #2 (permalink)
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A Pietro66 avevo mandato materiale in proposito..ci potrà dire di più
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Vecchio 12-02-05, 10:55   #3 (permalink)
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US Senate set to back crackdown on class action suits
news.ft.com - By Patti Waldmeir in Washington - February 11, 2005


The first significant reform of the US legal system promised by President George W. Bush was on its way to becoming law yesterday, with the Senate poised to pass a bill to crack down on abusive class action lawsuits.

The bill's expected passage would be considered a big victory for corporate America, which lobbied hard for legislation that would reduce the costs imposed on business by the legal system. The House of Representatives has promised to pass the bill once the Senate has done so, and Mr Bush is certain to sign it.

But as the bill makes its way towards becoming law, attention has shifted to the real-world impact of the legislation, which would shift most class actions from state courts to federal courts, where corporate defendants hope to get a more sympathetic hearing.

Critics from both sides have wildly different predictions about the bill, which was significantly watered down to obtain the bipartisan support needed for final passage. Consumer organisations claim that it would eliminate almost all nationwide consumer class actions.

"Consumers who are victims of fraud, who suffer toxic pollution of their air and water, or suffer discrimination in the workplace have precious few avenues of redress," said Sally Greenberg, senior counsel for Consumers Union, which lobbied against the bill.

"Now, the US Senate has closed off citizens' ability to band together and have their claims heard by their own judges in their own state courts under their own state laws."

Critics argue that federal courts almost never certify big class actions involving consumers from different states, because such lawsuits - which can require the court to apply many different state laws to the same case - are too unwieldy.

But new research from the Federal Judicial Center, the research branch of the US courts, cast doubt on whether removing state class actions to federal court would affect certification. That study found that both state and federal courts certify about the same percentage - 20 per cent - of class actions.

Stanton Anderson, a top official at the US Chamber of Commerce's Institute for Legal Reform, perhaps the most important lobby group in guaranteeing its passage, said the bill would lead to the certification of fewer class actions.

"It is not an absolute resolution to all the issues out there," Mr Stanton said. "But it is a gigantic first step."

The bill would make frivolous class actions more difficult, he said, because plaintiffs' lawyers would no longer be able to rely on friendly state court judges to certify them.

Legal experts agree that the bill will certainly slow down the class action process, since it will send more suits to the already overburdened federal courts.

The bill will also change how lawyers are paid in class actions suits involving "coupon settlements" - where plaintiffs receive coupons, often of dubious value, rather than cash. Under the bill, lawyers' fees will be based on coupons redeemed, not the value of coupons awarded.
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Vecchio 12-02-05, 11:40   #4 (permalink)
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Come in tutte le leggi, c'è del giusto e dell'ingiusto, tutto insieme.
Negare che qualche "abuso" della normativa sulle class actions ci sia stato sarebbe stupido, ma il sistema lo rendeva possibile e quindi è giusto cambiarlo.

Quella dei coupon settlements era una pratica deprecabile; spesso in effetti gli studi guadagnavano centinaia di migliaia di dollari ed ai clienti andavano dei buoni di modestissimo valore ( che sommati tra loro peraltro danno cifre enormi, sulle quali veniva calcolata la percentuale dei legali).

Che, poi, il cambiamento sia talmente radicale da svilire in parte un istituto che garantisce la possibilità di accedere ai Tribunali anche a chi non può permettersi di pagare 350 US$ l'ora il proprio avvocato ... mi pare ingiusto.

Fortunatamente gli avvocati sanno fare il loro mestiere e sono certo che le class action continueranno, magari nelle Corti Federali, a sanzionare i comportamenti scorretti.
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