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Credito E Riservatezza
12 febbraio 2005
Così cresce la privacy su fidi, mutui e prestiti Credito e riservatezza / Le nuove regole per le banche dati Ma le norme deontologiche per i database non valgono per i protestati C' è una vittoria recente nella battaglia per la difesa della privacy degli italiani: dal primo gennaio è in vigore il codice di deontologia per i sistemi di informazioni creditizie che gestiscono finanziamenti e credito al consumo. Ma la guerra per consentire al sistema finanziario di verificare il merito di credito ( cioé lo status di " buono" o " cattivo" debitore), rispettando al contempo la riservatezza di singoli e imprese, è ancora molto lunga. Lo sanno bene i milioni di italiani " protestati": quando si chiudono i rubinetti del credito la tentazione di ricorrere al canale dell'usura è altissima. Cosìmigliaia di cittadini, artigiani, piccoli imprenditori cadono nelle mani della malavita. E le cronache riportano storie drammatiche. La valutazione e gestione del rischio di credito crea da sempre problemi di esattezza, completezza, riservatezza e cancellazione dei dati, ad esempio quanto a tempestività delle correzioni e aggiornamenti nei casi di rimborsi tardivi. Dopo lunghe consultazioni, il Garante per la protezione dei dati personali il 9 dicembre scorso ha varato il codice di deontologia e buona condotta per le imprese di informazioni creditizie. Il codice impegna le cosiddette " centrali rischi" e, a cascata, banche, finanziarie e società di leasing che le consultano per decidere se erogare o no un prestito o un finanziamento. Solo in parte le regole sono applicabili anche alle due centrali rischi pubbliche gestite da Banca d'Italia. Le nuove regole, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2004, aumentano le garanzie per i cittadini accrescendo trasparenza, esattezza e pertinenza dei dati e vietandone l'uso a scopi di marketing. Cambiano i tempi per segnalare lemorosità, comemostra la tabella in alto, e sono state introdotte regole per le tecniche di elaborazione di giudizi o punteggi sul grado di affidabilità e solvibilità della clientela ( credit scoring) e l'acquisizione di dati da altri registri, banche dati o archivi di fonte pubblica. Sono decine di milioni gli italiani i cui dati vengono quotidianamente registrati da banche dati finanziarie, pubbliche o private. Tra le principali c'è il Registro informatico dei protesti, la cui titolarità è delle Camere di commercio che hanno girato a InfoCamere la responsabilità del trattamento informatico e della rete che collega 103 Camere di Commercio e 300 sedi distaccate. InfoCamere ha messo in rete il Registro dei protesti il 15 maggio 2001 e lo distribuisce anche attraverso operatori di mercato che lo uniscono ad altre informazioni e rivendono il tutto ai propri clienti. A fine 2004 il Registro segnava circa otto milioni di protesti, di cui 1.423.228 elevati lo scorso anno: il trend, da alcuni anni, è in calo. I protesti sono registrati per cinque anni ma se il debitore paga e non è nuovamente protestato ha diritto, dopo un anno, alla riabilitazione, che va chiesta ( e dimostrata) al Presidente del Tribunale competente. Il protestato riabilitato può chiedere la cancellazione anche dal registro informatico alla Camera di Commercio. Oltre al registro dei protesti, il gruppo Cerved tratta anche i dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio ( messo in rete da InfoCamere nel 1993) e del Pubblico registro delle conservatorie, li incrocia e integra per renderli fruibili. Poiché sono informazioni pubbliche, non è tenuto ad applicare il codice di deontologia delle centrali rischi. Per Cerved transitano i dati su 892.221 societá di capitali, 1.124.075 societá di persone, 3.478.832 ditte individuali e 163.574 altre imprese: in tutto 5.658.702 imprese in cui oltre 10,2 milioni di italiani rivestono cariche diverse. E in alcuni prodotti ( come i " dossier persona") sono incluse informazioni su protesti, cariche o quote di imprese fallite. Ma sono molte, molte più le posizioni registrate dalle imprese che gestiscono le banche dati sul credito. Tra le maggiori in Italia è Crif, che ha come soci molti istituti di credito: registra lo stato di finanziamenti e pagamenti di 50 milioni di soggetti ( sono numerosi coloro che hanno più posizioni a proprio nome), il 95% delle quali non ha segnatomai " incidenti di percorso". Fondata a Bologna nel 1988, Crif ha come clienti 440 banche e finanziarie: ai suoi database si collega ogni giorno l' 85% degli sportelli bancari. Dal 1997 si è allargata in Gran Bretagna, Usa, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Messico. Come la sua concorrente Experian, controllata italiana della multinazionale Gus Plc quotata a Londra, Crif è vincolata dal nuovo codice sulla privacy delle centrali rischi. Un business in crescita, quello delle banche dati finanziarie. I ricavi di InfoCamere nell'ultimo bilancio sono stati di 99,7 milioni di euro ( 100,8 milioni il consolidato), con un utile di 2,8 milioni ( 2,9 milioni a livello consolidato). Experian ha un giro d'affari italiano di 40 milioni, ma la controllante Gus ha un fatturato consolidato annuo di oltre 1,8 miliardi di euro. Quanto a Crif, il fatturato consolidato 2003 è stato di circa 100 milioni di euro, dei quali una sessantina dall'attività di gestione delle informazioni creditizie. pagina a cura di Nicola Borzi http://www.assinews.it/rassegna/arti...s120205pr.html |
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