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Vecchio 05-02-05, 11:19   #1 (permalink)
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La banca assicurazione

5 febbraio 2005
Ma in Spagna e Francia la formula funziona


Spagna e Francia guidano il mercato europeo della bancassicurazione. Oggi le nozze fra polizze e sportelli si sono imposte sul mercato vita fino a rappresentare oltre il 65% della raccolta premi in Spagna, il 60% in Francia, il 50% in Belgio. In Francia la bancassurance domina tradizionalmente la distribuzione vita con gran parte delle vendite di prodotti di risparmio attraverso lo sportello e gli uffici postali. In Spagna un notevole impulso allo sviluppo del settore è arrivato dalla presenza sul territorio delle Casse di Risparmio regionali che con la loro rete ben sviluppata e vicina ai clienti, raccolgono oggi il 50% dei premi vita del settore. Ad avere successo sono state soprattutto le formule adottate dalla CaiFor, joint venture fra La Caixa e Fortis, e quella della Mapfre Caja Madrid Holding venture fra Mapfre e Caja Madrid. In Gran Bretagna il mercato del Vita è ancora in mano ai broker. Le reti di vendita composte da lavoratori dipendenti svolgono inoltre un ruolo importante, su un mercato interamente disciplinato dal «Financial Services & Markets Act», che impone condizioni di commercializzazione rigorosissime. In realtà, le banche non sono riuscite a penetrare il mercato: la loro quota ha raggiunto il massimo livello (15%) all’inizio degli anni ’90 e oggi è ridiscesa a circa il 9 per cento. Anche se sono state concluse alleanze tra banche e assicuratori, e sono previste riforme nella distribuzione dei prodotti assicurativi del ramo vita, è difficile prevedere quale sarà l’evoluzione della bancassicurazione. In Germania a dominare sono le reti di agenti generali, anche se la loro quota di mercato è fortemente diminuita avvantaggiando i broker e i bancassicuratori. In questo Paese lo scarso successo della bancassicurazione è dovuto ai vincoli legislativi relativi ai prodotti assicurativi (a tentare l’approccio con le banche tedesche è stata Generali che nel 2000 ha stipulato un accordo con Commerzbank attraverso la controllata Amb). Nei Paesi Bassi la bancassicurazione è nota per i prezzi competitivi e il suo servizio presso un unico punto vendita: ha acquisito notevoli quote di mercato raggiungendo oggi il 18%, mentre è previsto un suo consolidamento nei prossimi anni.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...050205ba2.html
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Vecchio 05-02-05, 11:20   #2 (permalink)
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5 febbraio 2005
Bancassurance, il boom è finito C’è aria di divorzio allo sportello


Un brutto 2004 per l’unione Ras-Unicredito, FonSai ripensa la sua Vita da single Solo Alleanza-Intesa brilla. E Unipol gioca al risiko tra Lodi, Roma, Siena e Padova


Parlare di divorzio forse è prematuro ma, salvo poche eccezioni, nell’unione fra banchieri e assicuratori non si respira più aria di festa. E il boom durato fino all’anno scorso sta lasciando spazio a profondi ripensamenti. Si sono già rotti i rapporti fra Toro e Capitalia, scricchiolano quelli fra Ras e Unicredito e chi - come FonSai - dichiarava fino all’altro ieri di essere a caccia di partner, ora sembra indirizzarsi verso un futuro da single. L’eccezione più importante si chiama Intesa Vita, frutto delle nozze fra Alleanza (gruppo Generali) e Banca Intesa: giovedì 3 febbraio, l’amministratore delegato del colosso triestino, Giovanni Perissinotto, ha trasmesso alla comunità finanziaria la propria soddisfazione sui risultati. «Confidiamo di fare con Intesa Vita meglio dell’obiettivo 2004 di 5 miliardi di raccolta». Un fieno che finirà soprattutto nella cascina del Leone visto che il capitale sociale di Intesa Vita è detenuto pariteticamente dal gruppo bancario e da Alleanza, la quale però - grazie alla maggioranza dei diritti di voto - può consolidare con il metodo integrale la compagnia bancassicurativa. Ras invece sta cercando di rimettere in sesto il suo ménage allo sportello con Unicredito. I premi consolidati del gruppo guidato da Mario Greco sono calati del 7,5% a 8,8 miliardi proprio in virtù di un anno in caduta del 16% nella nuova produzione sul bancassurance (pari a 4.368 milioni). Caduta solo parzialmente tamponata dalla buona prestazione nel quarto trimestre (più 19%) e in particolare dallo scatto d’orgoglio in dicembre (più 61%).
Su questo particolare mercato, comunque, un nome su tutti s’impone per la smania di accasarsi: Unipol. Complici le grandi manovre attorno all’assetto azionario di Bnl, la compagnia bolognese guidata da Giovanni Consorte ha perfino rimesso in discussione la vendita della sua quota (50%) in Bnl Vita, azzerando le trattative proprio con Generali, che in questo modo cercava di rientrare in possesso di una partecipazione ereditata con la scalata all’Ina ma ceduta per vincoli antitrust. Se dovesse andare in porto il tanto sospirato matrimonio tra Monte Paschi di Siena (di cui Unipol è azionista) e Bnl, Consorte si troverebbe tra le mani una joint venture immediatamente rivalutata. Le società di bancassicurazione di Unipol hanno chiuso l’anno con una raccolta di premi vita di circa 3,4 miliardi (più 14%), pari al 35% dei premi totali del gruppo. Non solo. La raccolta diretta del comparto bancario con Unipol Banca è stata di oltre 4 miliardi (più 54%). A maggio dell’anno scorso la compagnia ha messo il sigillo alle nozze fra l’ultima nata del gruppo bolognese, Aurora, e Reti Bancarie Holding, controllata dalla Popolare di Lodi. E l’asse Bologna-Lodi (azionista di Unipol con il 3,2%) potrebbe venire buono anche nel possibile risiko bancario su Antonveneta, dove Consorte è salito sopra il 2 per cento. Del resto, la scommessa di Unipol sul binomio polizza-sportello piace agli analisti: Ubm ha subito premiato il titolo con un buy e target price a 3,5 euro e le quotazioni del gruppo sono salite dell’8% da inizio gennaio.
Una chiave per interpretare la fine di rapporti consolidati o l’inizio di partnership verrà dalla lettura degli Ias. Un report di Intermonte stima un calo di ricavi «per le compagnie che negli ultimi anni hanno visto lievitare il peso delle polizze finanziarie all’interno della loro raccolta attraverso il canale della bancassicurazione». Ma c’è chi non è del tutto d’accordo. «Con l’arrivo degli Ias non cambierà molto - sostiene Mauro Mariani, responsabile per l’Italia del settore Financial Institutions di Barclays Capital - anche perché chi sottoscrive le polizze sono i risparmiatori le cui scelte non dipendono dalla rivoluzione dei principi contabili. Piuttosto, bisognerà vedere se con le nuove regole le banche dovranno iniziare a consolidare anche i risultati delle joint venture, mentre oggi non sono obbligate a farlo». Quanto al trend della bancassicurazione per il 2005, aggiunge Mariani, «il mercato è cresciuto molto da basi limitate e sarà difficile ripetere le stesse performance». Un 2005 stabile è atteso anche da Stefano Gatti, docente senior dello Sda Bocconi di Milano. «L’introduzione degli Ias - spiega Gatti - potrebbe scardinare la logica tradizionale delle assicurazioni nelle gestioni separate aumentando la volatilità e dei ricavi soprattutto per chi opera nel vita. Potrebbero essere inoltre abbassate le stime degli utili di quelle compagnie che stanno rafforzando la propria rete di agenzie».


http://www.assinews.it/rassegna/arti...f050205ba.html
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Vecchio 08-02-05, 09:04   #3 (permalink)
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Bancassurance senza slancio





MILANO • La bancassurance è alla ricerca di nuovi stimoli. In quello che rappresenta il maggiore canale di distribuzione delle polizze vita in Italia, il 2004 ha rappresentato un anno di passaggio. La nuova produzione del comparto, secondo le stime della società di consulenza Nmg che includono anche la produzione "estera" delle compagnie italiane, è giunta a sfiorare i 40miliardi con un incremento di circa il 5% rispetto all'anno precedente. Se alcuni grandi player del mercato (ad esempio le Generali, Unipol) hanno continuato a crescere a passo di carica, per altre compagnie il trend di crescita mostra segnali di decelerazione e per altre si è manifestata una vera a propria battuta d'arresto. È il caso della Ras che ha chiuso l'anno con una frenata del 16% nel segmento delle polizze vendute agli sportelli (di Unicredito).
• «La maggior parte delle banche — sottolinea Marcella Frati, direttore di Nmg — ha continuato a vendere gli stessi prodotti dello scorso anno, spesso obsoleti». In quel contesto la distribuzione ha mostrato segni di stanchezza e spesso «il focus è andato su altri prodotti finanziari per rivitalizzare le attività delle sgr». Su fronte opposto alcuni intermediari hanno sperimentato soluzioni nuove, aumentando il contenuto assicurativo delle polizze oppure coniugando l'offerta di coperture assicurative a prodotti finanziari e creditizi. «Le nuove possibilità di sviluppo della bancassurance — è ancora Frati a parlare — sono legate a settori di crescita e di focalizzazione come, ad esempio, i segmenti di mutui e finanziamenti personali, private banking, finanziamenti alle piccole e medie imprese».

http://www.assinews.it/rassegna/arti...080205vi2.html
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