Truffa: conclusa inchiesta su raggiro da 5 mld vecchie lire
28/01/2005
Con sette richieste di rinvio a giudizio per l'accusa di truffa il pubblico ministero Pierfilippo Laviani ha concluso l'inchiesta su un raggira subito tra il 1994 e il 2002 da ventuno risparmiatori convinti ad investire beni immobili e cospicue somme di denaro con la prospettiva di buone rendite.
Sono quasi cinque miliardi di vecchie lire le somme che, secondo l'accusa, avrebbe raccolto negli anni Dante Bochi, che era solito presentarsi ai suoi clienti come promotore finanziario.
Bochi, secondo l'accusa, era solito vantare la bontà degli investimenti in titoli ed obbligazioni emessi da alcune società operanti all'estero come la Prevost Finance Ldp, che aveva sede nelle Isole Vergini britanniche e uffici in Svizzera, la European Mac Hill con sede in Spagna e la Garanta Europa spa.
Agendo con la complicità di altre sei persone, alcune delle quali direttori di filiale di importanti banche, secondo quanto emerge dal capo di imputazione, Bochi è riuscito a farsi consegnare dai suoi
clienti somme varianti dagli 80 ai 770 milioni di lire. E quando i clienti si lamentavano per non aver visto realizzate le loro speranze, Bochi li tacitava dando loro alcune decine di milioni di lire.
In più occasioni, una volta agganciato il cliente e ottenuti i suoi beni, Bochi riusciva anche ad indurlo ad accendere mutui bancari che poi si faceva consegnare per destinarli appunto all'investimento. Tre anni fa le prime denunce. Assistiti da numerosi avvocati tra i quali Gianluca Tognozzi, Edoardo La Bua e Stefano Menicacci, le persone raggirate presentarono la denuncia che determinò l'apertura di una inchiesta. Sulle richieste del pubblici ministero Laviani il gup, Marcello Liotta, deciderà il 28 gennaio prossimo.
Fonte: Adnkronos
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