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Correntisti divisi in sette categorie
EURISKO/ In Italia i titolari sono 30 milioni.
Correntisti divisi in sette categorie In Italia circa 30 milioni di persone sono titolari di un conto corrente, pari al 63% della popolazione dai 15 anni in su. Il dato emerge da un'indagine realizzata da Eurisko e condotta attraverso 1.670 interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Dai diversi modi di utilizzo del conto, cioè dall'analisi di quante e quali operazioni sono effettuate nell'arco di un anno, Eurisko ha individuato sette profili-tipo: giovani senza reddito (1,2 milioni di persone, il 4% del totale); giovani con reddito (3 milioni, il 10%); famiglie con esigenze di base (7,2 milioni, il 24%); famiglie con esigenze medie (8,1 milioni, il 27%); famiglie con esigenze evolute (3,9 milioni, il 13%); pensionati con esigenze medie (2,4 milioni, pari all'8%); pensionati con esigenze evolute (4,2 milioni, il 14%). In particolare, i giovani che ancora non hanno un lavoro e un reddito, ma hanno già un conto corrente, svolgono mediamente 107 operazioni l'anno, per lo più con la carta bancomat. Stesso discorso per i giovani che hanno già un reddito, che però fanno un numero maggiore di operazioni, 140 l'anno. Molto variegato il mondo delle famiglie: quelle con esigenze di base (128 operazioni), quelle con esigenze medie (169 operazioni) e famiglie con esigenze evolute (198 operazioni, con 12 accrediti dello stipendio, 31 prelievi bancomat, 55 pagobancomat, 18 domiciliazioni utenze, quattro bonifici nazionali fatti, tre ricevuti e due fatti via Internet). I pensionati sono più legati ai servizi tradizionali: quelli con esigenze medie effettuano in media 90 operazioni l'anno, quelli con esigenze evolute 147 operazioni, come le famiglie con esigenze di base e medie. Per quanto riguarda i costi legati al conto corrente, sono stati calcolati i prezzi medi annui sulla base dei dati dei 418 prodotti del sito www.pattichiari.it, che contiene i prodotti di 76 banche per 20 mila sportelli. Si va dai 72 euro dei giovani senza reddito (con circa 110 operazioni l'anno) ai 210 delle famiglie con esigenze evolute (200 operazioni l'anno). Dall'analisi dei prezzi del sito Conti correnti a confronto (PattiChiari) è emerso che, per ciascun profilo di utilizzo, scegliere un conto corrente a pacchetto, con numero e tipo di operazioni adeguati alle proprie necessità, equivale a risparmiare il 30% della somma che si paga acquistando singolarmente i vari servizi attraverso un conto tradizionale. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o200105mi.html |
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Data registrazione: Jul 2002
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È scontro sui c/c
(20/01/2005) Risparmiare fino al 30% sui costi dei conti correnti bancari, individuando il profilo giusto di clientela per le proprie esigenze. Questo il nuovo obiettivo dell’Associazione bancaria italiana nell’ambito della campagna di trasparenza PattiChiari, lo strumento che permette di confrontare su Internet i costi applicati dagli istituti di credito ai conti correnti. Secondo la ricerca demoscopica Eurisko, presentata dal direttore generale Abi, Giuseppe Zadra, sono 30 milioni gli italiani (il 63% della popolazione) che posseggono un conto corrente bancario e dal modo in cui lo utilizzano vengono individuati sette diversi profili. In particolare, ci sono due categorie che comprendono i giovani con o senza reddito, tre famiglie (con esigenze base, medie o evolute) e due pensionati (con esigenze medie o evolute). Inoltre per ciascun profilo di utilizzo del conto sono stati calcolati i prezzi medi annui, sulla base dei prodotti di 76 banche che aderiscono a PattiChiari. Emerge così che, secondo l’Abi, i “giovani senza reddito” (pari a 1,2 milioni di correntisti) per il profilo con 107 operazioni annue potrebbero pagare in media dai 72,6 euro, mentre i “giovani con reddito” (3 milioni di persone) per 140 operazioni sborserebbero 135,5 euro. Analizzando invece il profilo famiglie, emerge che quelle con esigenze base (7,2 milioni di correntisti) per 128 operazioni spendono 101,6 euro, mentre alle famiglie con esigenze medie (8,1 milione) occorrono 150 euro per 169 operazioni. La spesa più alta, 210,8 euro, viene pagata dalle “famiglie con esigenze evolute” (3,9 milioni) con 198 operazioni. Subito sotto ci sono i pensionati con “esigenze medie” (2,4 milioni) che per 90 operazioni l’anno spendono 79,8 euro, mentre per 4,2 milioni di pensionati con esigenze evolute (147 operazioni) il costo sale a 173,7. Applicando i costi ai risultati ottenuti dall’Eurisko - ha spiegato Zadra - ogni cliente potrà individuare il proprio profilo e scegliere i prodotti più convenienti che consentiranno di risparmiare il 30%, che diventa il 60% se si considerano i prezzi massimi. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione immediata dei Consumatori. Per Elio Lannutti dell’Adusbef i costi dei conti correnti bancari non convenzionati, offerti alla maggioranza degli italiani, costano 556 euro all’anno e comprendono 11 operazioni mensili. Un costo che schizza invece a 740 euro se si possiede anche una custodia titoli. Dati inconfutabili - dice Lannutti – che hanno portato dall’inizio dell’anno a rincari del 10% sui costi di gestione del conto corrente. Critico anche il commento di Paolo Landi dell’Adiconsum che parla di “uno specchietto per le allodole”. Da un’indagine condotta dall’associazione alla fine del 2004 emerge infatti che i costi sostenuti dalla famiglie per la tenuta di un conto corrente sono ben altri: per un profilo medio di un conto convenzionato (180 operazioni annue, carta di credito e Bancomat) si spendono dai 180 ai 250 euro. Costo che schizza a 500 euro se si possiede un conto non convenzionato. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73478 |
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