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Data registrazione: Nov 2004
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Pensionati, mancano 500 euro al mese
20 gennaio 2005
Ricerca di Axa: record negativo in Italia con 877 euro di assegno contro uscite "indispensabili" per 1.370 Pensionati, mancano 500 euro al mese per coprire tutte le spese necessarie LUCIO CILLIS ROMA - Ai pensionati italiani mancano all´appello ogni mese ben 500 euro, il divario esistente tra le spese ritenute necessarie e l´assegno medio mensile realmente ricevuto. Inoltre, solo un lavoratore italiano su cinque conosce l´esatto ammontare della pensione che andrà a percepire, mentre la maggioranza considera la pensione un diritto già a 58 anni e il 60% è convinto che essa «consentirà uno standard di vita uguale o migliore» a quello ottenuto con lo stipendio. È quanto emerge da una ricerca a livello mondiale effettuata nel nostro paese dalla Doxa per Axa e che mostra come solo il 40% degli intervistati prevede o vive un peggioramento economico. Dati che dimostrano quanto nel nostro paese il divario tra la pensione mediamente erogata e quella percepita come «necessaria per vivere» sia profondo e vicino ai 500 euro: infatti a fronte di un assegno di 877 euro, la somma ritenuta indispensabile per le spese quotidiane sfiora i 1.400 euro. In altri paesi questa disparità è invertita a favore della pensione ricevuta: in Canada, ad esempio, l´assegno è di 1.955 euro contro un fabbisogno di 1.595. E in Olanda i valori sono, rispettivamente, di 1.734 e 1.509 euro. Tutto questo si spiega con uno dei dati più interessanti che emergono dalla ricerca: soltanto il 18% degli italiani conosce realmente quanto percepirà a fine carriera. I nostri lavoratori risultano così tra i meno informati al mondo. Tardivo anche l´approfondimento sul futuro della propria pensione: quei 24 lavoratori su 100 che lo fanno, cercano informazioni solo dopo i 50 anni di età. La pensione si conferma poi come «realtà desiderata» dalla maggioranza dei lavoratori, tutti concordi nel ritenere i 58 anni il momento ideale per il ritiro. Un limite, questo, inferiore a quanto previsto dall´attuale normativa, ma che è sostanzialmente condiviso in tutto il mondo, se si escludono i pensionati giapponesi che reputano i 65 anni come l´età più giusta per chiudere col lavoro. E in Italia, i pochi che si preparano dal punto di vista finanziario continuano ad adottare delle soluzioni di tipo classico, con risparmio puro e assicurazione vita (rispettivamente al 38 e al 24%). E sono decisamente pochi (11 su 100) i lavoratori che fino ad oggi hanno sottoscritto un piano pensionistico specifico. In Belgio la percentuale sale al 59% dei lavoratori, in Germania al 26%, in Portogallo al 21%. Per Massimo Michaud, presidente e amministratore delegato di Axa Italia, «anche se la ricerca ha mostrato come il pensionamento possa rivelarsi ricco di soddisfazioni, emerge il divario esistente tra l´assegno mediamente percepito, 877 euro, e quello ritenuto necessario per vivere: 1.368 euro. Una differenza che stride con l´aspettativa di 6 italiani su 10 di un miglioramento delle condizioni di vita una volta cessato il lavoro. E colpisce - conclude Michaud - la scarsa preparazione al pensionamento: ben pochi conoscono l´ammontare del futuro assegno». http://www.assinews.it/rassegna/arti...p200105pe.html |
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Data registrazione: Jun 2002
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Citazione:
la società avrà cambiato tre volte nome gli impiegati saanno cambiati 25 volte "eh ma questa è roba vecchia meica quelle nuove che abbiamo fatto ora" "eh signore/a vent'anni fa chi lo sapeva che saremmo arrivati a questo punto?" cmq per tornare al thread...1400 eu...non sono proprio pochini anche per chi lavora e ha costi tipo mutuo..figli etc etc |
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