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Aumenti Costi Bancari
Adusbef, raffica di aumenti per i c/c
(18/01/2005) Non conosce tregua l’aumento dei costi dei servizi bancari: in soli 4 giorni, dal 28 al 31 dicembre 2004, 137 banche hanno aumentato le spese nel corso del 2004, con un incremento medio del 10% sul costo dei conti correnti. La denuncia arriva da Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef che alla presentazione dell’Osservatorio sui costi e sulle condizioni dei servizi bancari ha messo in allarme i correntisti. L’associazione dei consumatori sostiene infatti di non essersi mai imbattuta “in una raffica di rincari, introduzione di nuove voci di costo e commissioni così elevate”. E i numeri parlano chiaro. Secondo l’Adusebf i rincari scattati dal 1° gennaio 2005 portano un conto corrente, con 138 operazioni e la gestione di un modesto portafoglio titoli, a costare 740 euro l’anno. Mentre le spesa per un conto corrente con utilizzo medio-basso e senza titoli ammonta a 556,44 euro. Ma se si considera un conto con un piccolo fido il costo schizza a 1.154 euro l’anno. In particolare, rileva l’Adusbef, le principali voci di aumentano riguardano i tassi attivi sugli impieghi che raddoppiano dallo 0,50 ad 1 punto, portando il Top rate alla media del 13,75%, contro il 2% della media europea del tasso di riferimento Banca centrale europea (Bce). Inoltre va ricordata l’aggiunta di commissioni di massimo scoperto pari all’1,25 trimestrale con punte dell’1,50, vale a dire una maggiorazione per 4 trimestri del 5,6%. Ma l’associazione rileva anche una diminuzione analoga sui tassi passivi (i depositi) e un allungamento dei giorni di valuta sugli assegni. Inoltre, scorrendo gli annunci commerciali inseriti dalle banche nella Gazzetta Ufficiale, Adusbef mostra che la voce relativa alla tenuta/chiusura dei conti, applicata trimestralmente, ormai supera i 200 euro. Mentre la voce relativa al costo per singola operazione, con 2 euro di media, costituisce la componente più pesante dei costi di gestione. Sale, invece, da 5 a 6 euro il diritto di distinta per singola presentazione, fermo restando il 20% delle commissioni derogate, valide per il costo per operazione, spese fisse di chiusura, spese fisse di chiusura interessi debitori, importo minimo e massimo spese fido, commissioni incasso presso gli sportelli della banca e degli altri istituti, spese di digitazione, commissioni insoluti, aumenti di recupero spese per pagamenti rate e per invio estratto conto. Ecco una tabella riassuntiva dei costi di gestione di un conto corrente elaborata dall’Adusbef : Costo conto corrente Caratteristiche 556,44 euro 138 operazioni annue Nessuna gestione titoli Nessun fido Nessun bonifico 740,16 euro 150 operazioni annue con custodia titoli (2 transazioni e 2 accrediti cedole) 1.154,52 euro 387 operazioni annue con fido http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73409 |
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Conti Correnti
20 gennaio 2005
EURISKO/ In Italia i titolari sono 30 milioni. Correntisti divisi in sette categorie In Italia circa 30 milioni di persone sono titolari di un conto corrente, pari al 63% della popolazione dai 15 anni in su. Il dato emerge da un'indagine realizzata da Eurisko e condotta attraverso 1.670 interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Dai diversi modi di utilizzo del conto, cioè dall'analisi di quante e quali operazioni sono effettuate nell'arco di un anno, Eurisko ha individuato sette profili-tipo: giovani senza reddito (1,2 milioni di persone, il 4% del totale); giovani con reddito (3 milioni, il 10%); famiglie con esigenze di base (7,2 milioni, il 24%); famiglie con esigenze medie (8,1 milioni, il 27%); famiglie con esigenze evolute (3,9 milioni, il 13%); pensionati con esigenze medie (2,4 milioni, pari all'8%); pensionati con esigenze evolute (4,2 milioni, il 14%). In particolare, i giovani che ancora non hanno un lavoro e un reddito, ma hanno già un conto corrente, svolgono mediamente 107 operazioni l'anno, per lo più con la carta bancomat. Stesso discorso per i giovani che hanno già un reddito, che però fanno un numero maggiore di operazioni, 140 l'anno. Molto variegato il mondo delle famiglie: quelle con esigenze di base (128 operazioni), quelle con esigenze medie (169 operazioni) e famiglie con esigenze evolute (198 operazioni, con 12 accrediti dello stipendio, 31 prelievi bancomat, 55 pagobancomat, 18 domiciliazioni utenze, quattro bonifici nazionali fatti, tre ricevuti e due fatti via Internet). I pensionati sono più legati ai servizi tradizionali: quelli con esigenze medie effettuano in media 90 operazioni l'anno, quelli con esigenze evolute 147 operazioni, come le famiglie con esigenze di base e medie. Per quanto riguarda i costi legati al conto corrente, sono stati calcolati i prezzi medi annui sulla base dei dati dei 418 prodotti del sito www.pattichiari.it, che contiene i prodotti di 76 banche per 20 mila sportelli. Si va dai 72 euro dei giovani senza reddito (con circa 110 operazioni l'anno) ai 210 delle famiglie con esigenze evolute (200 operazioni l'anno). Dall'analisi dei prezzi del sito Conti correnti a confronto (PattiChiari) è emerso che, per ciascun profilo di utilizzo, scegliere un conto corrente a pacchetto, con numero e tipo di operazioni adeguati alle proprie necessità, equivale a risparmiare il 30% della somma che si paga acquistando singolarmente i vari servizi attraverso un conto tradizionale. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o200105mi.html |
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Abi, i c/c italiani sono meno cari di Germania e Francia
(07/03/2005) Se in Italia è lotta aperta tra banche e consumatori, il caro-conti correnti nel confronto europeo sembra invece non esistere. Il BelPaese infatti batte Spagna, Germania e Francia per quanto riguarda i prezzi dei servizi bancari. A sostenerlo è una ricerca commissionata dall’Associazione bancaria italiana (Abi) alla società di consulenza Mercer Oliver Wyman che ha condotto un’analisi sui primi sette mercati bancari europei: Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Olanda e Belgio. In particolare per il BelPaese sono stati considerati Banca Intesa, Unicredit Banca, San Paolo, Monte dei Paschi, Bnl, Capitalia e Banca del Piemonte in rappresentanza delle banche piccole. E i dati che emergono dal rapporto parlano chiaro: il livello medio dei prezzi italiani si attesta sui 65 euro, contro i 68 euro degli istituti di credito tedeschi, gli 86 euro di quelli spagnoli e i 94 euro di quelli francesi. Dati che tuttavia, va ricordato, prendono in considerazione anche il fenomeno delle co-intestazioni dei conti correnti e della remunerazione delle giacenze, vale a dire il tasso di interesse che spetta al correntista). Infatti non tutti gli istituti bancari presenti negli altri Stati europei offrono ai clienti un tasso di credito sui conti correnti. In particolare l’analisi mostra che l’Italia, con 65 euro di media per il prezzo effettivamente pagato per chi opera su conto corrente, si trovo al di sotto della media europea, pari a 78 euro. Anche se sono Regno Unito (12 euro), Olanda (18 euro) e Belgio (27 euro) ad avere i costi più bassi. Un risultato possibile poiché i valori di questi Paesi risentono delle caratteristiche peculiari dei loro mercati finanziari: sono cioè più sbilanciati su servizi di investimento, sui prestiti al consumo e sui mutui. Una conferma a questa politica bancaria arriva infatti esaminando il totale dei ricavi da conto corrente e da prodotti a valore aggiunto. La classifica vede quindi in testa la Gran Bretagna con 2.762 euro (12 euro provenienti da servizi di concorrente e 2.750 da servizi a valore aggiunto), seguita dall’Olanda con 2.388 euro (18 euro e 2.370 euro), dalla Germania con 1.708 euro (68 euro e 1.640 euro), dalla Francia con 1.334 euro (94 euro e 1.240 euro), dal Belgio con 1.217 euro (27 euro e 1.190 euro), dalla Spagna con 711 euro (86 euro e 625 euro) e Italia con 754 euro (65 euro e 689 euro). Capitolo a parte per i soli prezzi medi effettivi dei conti correnti. L’analisi compiuta da Mercer Oliver Wyman mostra che qualora non si valutino le co-intestazioni e la remunerazione delle giacenze i dati cambiano radicalmente. In questo caso la classifica vede in testa l’Italia dove il conto pagato da un correntista ammonta a circa 133 euro. Segue la Germania (103 euro), la Francia (96 euro), la Spagna (92 euro) e il Belgio (44 euro). Prezzi sui 29 euro, infine, per l’Olanda e sui 16 euro per la Gran Bretagna. Maglia nera per l’Italia, infine, anche analizzando i prezzi medi ufficiali legati ai conti ordinari, sempre meno utilizzati, e inferiori al 20% dei conti totali. Nel BelPaese infatti si pagano 301 euro, 119 euro in Spagna, 100 euro in Germania, 87 euro in Francia, 45 euro in Belgio, 28 euro in Olanda e 3 euro in Gran Bretagna http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=74722 |
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