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Attenzione Agli Acquisti A Rate
Acquisti a rate: attenti ai rischi
(17/01/2005) Attenzione alle offerte di acquisto a rate: ormai formule come “compri oggi e inizi a versare fra 6 mesi” oppure “paghi nei prossimi due anni a zero interessi” sono entrate nel linguaggio comune dei consumi. Agli italiani il sistema sembra piacere, ma ora gli esperti mettono in guardia da un ricorso spregiudicato agli acquisti dilazionati. Il rischio? Finire in bancarotta. A scattare una fotografia sulla situazione italiana è stata BancaFinanza, che ha condotto uno studio attraverso 130 interviste a direttori di banca, responsabili di società finanziarie e di gestori di carte di credito. Il risultato è che il 39% degli interpellati sostiene che il boom delle offerte “acquista subito e paghi poi” sta rivoluzionando il modo di comprare. Secondo un altro 22%, le conseguenze sulle abitudini dei consumatori ci sono, ma non così radicali. Secondo appena il 6%, in realtà, non c’è stato alcun vero cambiamento. E nonostante la crisi - sostiene il 32%- il fatto di poter pagare tutto a rate, senza interessi e in modo estremamente dilazionato nel tempo, è vissuto come una grande libertà negli acquisti. C’è chi vede l’acquisto dilazionato come un vero e proprio regalo (26%) o addirittura, sostiene il 14%, come una delle poche risposte concrete alla crisi. E se per il 10% questo sistema di acquisto è considerato un modo come un altro di gestire il proprio budget, solo il 7% afferma che la rateizzazione esasperata è un rischio per le proprie finanze. Resta il fatto, fanno notare gli intervistati, che chi prima non poteva permettersi un televisore con la tecnologia più avanzata, adesso è convinto di poterlo acquistare. E in effetti il 67% degli intervistati evidenzia come molti acquistano prodotti di fascia alta che normalmente sono al di fuori del proprio budget. L’effetto più immediato di questo fenomeno è la maggiore propensione all’indebitamento (47%) e quindi la ridotta capacità di risparmio delle famiglie. E già oggi sono visibili le prime conseguenze: il 38% degli intervistati conferma di trovarsi sempre più spesso di fronte a famiglie in cerca di soluzioni all’indebitamento a rate. E infatti il desiderio di non rinunciare a niente rischia di generare contraccolpi già nel breve e medio periodo. Il 45% degli intervistati è infatti convinto che questi effetti si abbatteranno sui consumatori al massimo tra un anno mentre il 16% più ottimista ritiene che le conseguenze degli acquisti rateizzati si faranno sentire, ma non prima di 2-3 anni. Secondo il 61% degli esperti il rischio di indebitarsi può aumentare anche in modo grave, senza che i diretti interessati se ne rendano conto. Ed è sbagliato anche il modello di gestione del budget familiare nei confronti dei più giovani, che cresceranno convinti di non dover fare alcuna rinuncia e di poter comprare immediatamente ciò che piace (55%). Fino ad arrivare (48%) a una sempre maggiore dipendenza dall’acquisto, per non parlare del fatto, a scapito di qualsiasi politica del risparmio (37%). Paola Toscani http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73361 |
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Consumi: per esperti boom acquisti a rate è un rischio per famiglie
20/01/2005 Compri oggi e inizi a pagare tra 6 mesi. Acquista e dilaziona il pagamento in 300 comode rate. Paga nei prossimi due anni, con interesse a tasso zero. Ecco le nuove parole d'ordine per rilanciare i consumi, tra offerte speciali e spot che promettono merce ''quasi in regalo''. E agli italiani questo sistema sembra piacere: tanto che un esperto su due avverte ''sta cambiando il comportamento d'acquisto delle famiglie italiane''. Ecco allora che malgrado la crisi le case si riempiono di Tv al plasma, computer iper potenti, mobili ed elettrodomestici di lusso. Il risultato? Non certo italiani più felici, ma un vero e proprio rischio bancarotta. Sei esperti su dieci dicono infatti che aumentano gli acquisti di cose che non ci si potrebbe permettere, quasi sparita la propensione al risparmio e il controllo del budget famigliare in via d'estinzione (55%). Una situazione molto pericolosa, che farà sentire i suoi effetti già nel breve periodo e che può portare le famiglie ad accumulare rate mensili che possono arrivare fino a 5.000 Euro. E' quanto emerge dallo studio condotto da BancaFinanza attraverso 130 interviste a direttori di banca, responsabili di società finanziarie e di gestori di carte di credito. ''Il sistema di rateizzazione estrema degli acquisti - sottolinea Angela Maria Scullica, direttore del mensile BancaFinanza - non è certo una novità. Chi non ricorda le montagne di cambiali per acquistare un'auto? Ad essere cambiato adesso è l'applicazione del sistema: oggi è possibile acquistare a rate di tutto, dai prodotti piu' costosi a quelli più a buon mercato. Il risultato è che tra i consumatori si innesca un meccanismo pericoloso, ovvero di potersi permettere tutto e subito. Gli effetti si notano poi quando partono tutte le rateizzazioni e ci si trova a dover pagare cifre astronomiche, senza essere preparati né finanziariamente né psicologicamente''. Il boom delle offerte ''acquista a rate'', e inizia a pagare tra 12 mesi sta rivoluzionando il modo di comprare degli italiani. Lo sostiene il 39% degli esperti intervistati, a cui si aggiunge il 22% che sostiene che le conseguenze ci sono ma non così radicali. Solo il 6% ritiene che in realtà non ci sia stato nessun vero cambiamento. Sta di fatto che il moltiplicarsi di prodotti offerti a tasso zero sembra non aver lasciato indifferenti i consumatori del Bel Paese. Secondo il 32%, in un periodo di crisi che ha portato ad una contrazione nei consumi, il fatto di poter pagare tutto a rate, senza interessi e in modo estremamente dilazionato nel tempo, è vissuto come una grande libertà negli acquisti. Addirittura, sostiene il 26%, c'è chi ha visto questa possibilità come un vero e proprio regalo o come una delle poche risposte concrete alla crisi (14%). E se il 10% ritiene che questo modo di acquistare venga soprattutto considerato un modo come un altro, senza particolari vantaggi o svantaggi, sono molto pochi, asserisce il 7% a ritenere la super rateizzazione un rischio per le proprie finanze e per il controllo del budget famigliare. Ma quali cambiamenti ha provocato nei comportamenti di spesa? Chi prima non poteva permettersi un televisore ultra piatto al plasma, adesso è convinto di poterlo acquistare. Ben il 67% degli intervistati evidenzia come anche molti che non potrebbero permetterselo acquistano prodotti di fascia alta, normalmente al di fuori del proprio budget. E se prima di affrontare una certa spesa ci si pensava a lungo, si facevano vere riunioni di famiglia e analisi del budget, oggi c'è molta più ''leggerezza'' nelle decisioni di acquisto (58%), malgrado la situazione economica generale non sia delle migliori. Allo stesso modo, dice il 55%, si esercita meno controllo sul budget e sulle reali possibilità di spesa, e si assiste ad una maggior propensione all'indebitamento (47%), che prima si cercava di limitare agli acquisti più importanti: dalla casa all'automobile. In generale la possibilità di suddividere la spesa in decine di rate, anche per gli acquisti meno importanti, ha diffuso la convinzione di non spendere tanto e di potersi permettere pressoché tutto (41%). La convinzione di non dover rinunciare a nulla non ha degli effetti negativi solo sulla capacità di risparmio e gestione delle proprie finanze delle famiglie italiane, ma farà sentire contraccolpi reali già nel medio e breve periodo. Il 45% degli esperti intervistati da Banca Finanza, infatti è convinto che gli effetti si sentiranno nell'arco del breve periodo (al massimo tra 1 anno), mentre il 16% più ottimista afferma che i primi effetti di questa corsa all'acquisto rateizzato si faranno sentire ma non prima di 2 o 3 anni. In concreto quali sono i maggiori rischi legati a questo boom delle ''rate a zero interessi'' ? Gli esperti temono il ripetersi degli scenari già visti in molti film americani, dove a svegliare dal sogno arrivano gli ufficiali giudiziari e svuotano la casa dell'indebitato per coprire parte degli insoluti. Il 61%, infatti, è convinto che aumenti in modo esponenziale il rischio di indebitarsi, anche in modo grave, senza nemmeno rendersene conto. Sbagliato anche il modello di gestione del budget famigliare nei confronti dei più giovani, che cresceranno convinti di non dover fare nessuna rinuncia e di poter acquistare immediatamente ciò che piace (55%). In alcuni casi, continua il 48%, si registrerà una sempre maggiore dipendenza dall'acquisto (48%), per non parlare del fatto che si attuerà sempre meno la politica di risparmio (37%). Forti anche gli effetti dal punto di vista psicologico e dei rapporti: quando si arriva a percepire l'entita' delle spese fatte saranno infatti inevitabili crisi e attriti e litigi all'interno della famiglia (34%). Inoltre, cosa pericolosissima in un momento di forte crisi economica, viene perso di vista il reale valore del denaro (29%). Alla domanda ''nella sua attività professionale ha avuto modo di esaminare casi di famiglie/singoli messi in crisi dagli acquisti a rate?'', emerge come siano moltissime le famiglie ad accorgersi che questa corsa all'acquisto all'insegna del ''tanto cosa vuoi che sia una piccola rata da poche decine di Euro'' non è del tutto indolore. Il 38% degli esperti intervistati conferma infatti di trovarsi sempre più spesso di fronte a famiglie in cerca di soluzioni ''all'indebitamento a rate'', così come, dice il 19%, non si tratta ancora della norma, ma molti casi già si sono presentati. Da un lato le rate estremamente dilazionate (31%), dall'altro il continuare a fare acquisti con l'illusione di non doverli pagare (26%), hanno portato ad un unico risultato: migliaia di euro di debiti che sembrano arrivare dal nulla. E sempre secondo l'esperienza degli esperti intervistati, prima di rendersene conto la somma delle rate dei diversi acquisti puo' arrivare a cifre astronomiche. Alla domanda ''a quanto può arrivare la somma delle rate prima che una famiglia si accorge dell'emergenza dovuta ai troppi acquisti?'' il 32% parla di importi che possono raggiungere i 4 mila Euro mensili, ma c'e' anche chi ha assistito al sovrapporsi di rate che hanno portato l'indebitamento a toccare i 5 mila Euro in un solo mese (15%). Pochi, dice l'11% a rendersi conto che qualcosa nel bilancio famigliare non va se non si raggiunge un indebitamento di almeno 1.000 Euro, mentre è piu' comune che il campanello d'allarme suoni quando l'importo delle diverse rate, tra quelle già in pagamento e nuove ''attivazioni'', arrivi a toccare i 3 mila Euro. (21%). Fonte: Adnkronos http://www2.assinews.it:8080/testi/t...200105var.html |
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Vorrei ma non posso...ma compro a rate
(04/02/2005) L’Italia è logorata dall’inflazione, con un potere d’acquisto di salari e pensioni crollato nell’arco di tre anni. Ma costretti a tagliare i beni di lusso, gli italiani hanno difficoltà anche nell’acquisto di beni indispensabili e di uso quotidiano. Così ricorrono al credito al consumo soprattutto come forma di integrazione del reddito. Dato confermato anche da Bankitalia: nel bollettino statistico di novembre 2004 si legge che nel BelPaese, rispetto al 2003, l’indebitamento è cresciuto del 13,1%. Questa la fotografia delle famiglie italiane scattata dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2005, nel sondaggio “Vorrei ma non posso” fatto ad hoc sul boom del credito al consumo. Dal Rapporto emerge che l’importo più elevato per i prestiti si riferisce ai mutui per comperare casa: nel solo mese di novembre 2004 sono stati erogati oltre 181 miliardi di euro (+19,7%), pari alla metà dell’indebitamento totale. Mentre la quota relativa al credito ha registrato un volume di 37,6 miliardi di euro (+14,7%). E proprio l’acquisto a rate sta sempre più contagiando gli italiani. Nel mese di ottobre ha raggiunto quota 25 miliardi, per i prestiti da 1 a 5 anni, in crescita del 9% rispetto ai 23 miliardi toccati nel 2003. Ma risulta in forte crescita anche la richiesta per i prestiti oltre i 5 anni, utilizzati soprattutto per rinnovare l’arredamento di casa o per l’acquisto dell’automobile. In particolare l’Eurispes ha fornito un identikit di chi usufruisce del credito a consumo: insegnante o impiegata, spesso residente al Sud, con poca liquidità di denaro. Scendendo nel dettaglio, emerge che per la maggior parte degli italiani (45,8%) si compra a rate perché è l’unica soluzione possibile ad ottenere ciò che si considera necessario. A scegliere il pagamento a rate è spesso un acquirente tra i 35 e i 44 anni (31,5%), mentre si indebita solo il 15% tra i 55 e i 64 anni. Percentuale che scende ancora all’11,9% se i soggetti sono giovanissimi. Le famiglie che risiedono al Sud ricorrono maggiormente ai prestiti: in quest’area si concentra il 27% del totale. Segue il Centro (24,4%) e il Nord-Ovest (20,8%). Più contenuto il Nord-Est (15,7%) e le Isole (15,1% ). Inoltre il pagamento rateizzato viene utilizzato dall’84,1% degli intervistati una o due volte nel corso dell’anno. Mentre il 39,8% di chi acquista a rate, vale a dire un italiano su quattro, dichiara di non avere la somma liquida di denaro sufficiente a comprarsi quello di cui pensa di aver bisogno. E uno su quattro (24,6%) compra a rate affascinato dagli accattivanti tassi di interesse. Una curiosità: soltanto l’8% del campione ha usufruito della formula di vendita “compri oggi e paghi nel 2006”. Capitolo a parte per il motivo dell’utilizzo del credito al consumo. Dal Rapporto Eurispes 2005 emerge che la tendenza ad acquistare a rate è rivolta verso i beni indispensabili come l’auto (il 34,7% degli intervistati), gli elettrodomestici (24,4%), o l’arredamento per la casa (18,8%). In quarta posizione troviamo invece il Pc o un telefonino nuovo (8,5%), seguito dal motorino o dallo scooter (5,1%). Ma c’è anche un 4,5% di famiglie che contrae debiti per pagarsi le cure mediche e dentistiche. E soltanto il 2,8% utilizza le rate per comperarsi un vestito o un paio di scarpe. Infine solo l’1,1% degli intervistati si concede a rate un viaggio o le vacanze. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73898 |
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7 febbraio 2005
Una polizza salva-rate per chi perde il lavoro E’ uno dei fenomeni finanziari del momento: la polizza per la perdita del posto di lavoro. Paga le rate del mutuo della carta revolving a chi è indebitato e viene licenziato. E' fatta firmare sempre più spesso ai clienti dalle banche e dalle finanziarie. A volte è nascosta nei pacchetti. Ogni tanto è proposta esplicitamente. Viene dal mondo anglosassone dove il lavoro si perde facilmente e le compagnie rischiano molto. Perciò costa: dal 2% al 4% del capitale finanziato: «E' la più cara tra le polizze comuni» dice Stefano Curti, responsabile prodotti e servizi in Unicredit Banca per la Casa . Non copre più di un anno di rimborsi e le rate hanno un tetto: ma i volumi sono in impennata. Complice l'aumentata propensione all'indebitamento delle famiglie e la maggior flessibilità del mercato del lavoro. Secondo le stime di Net Insurance, che con 51 milioni di euro di premi e il 45% del mercato è la prima compagnia nazionale del settore, il business delle polizze per perdita occupazionale legate al credito vale oggi 113 milioni di euro (»45% rispetto al 2003). «Ci aspettiamo che la crescita continui» dice Giuseppe Caruso, amministratore delegato. Lo pensano anche le compagnie straniere ( Axa, Cardiff, Ieg, General Electric ) che si stanno buttando a pesce sul mercato. «Ormai questo tipo di polizza si trova in almeno un contratto su tre» dice Federico Tasso , amministratore delegato di Ge Money Consumer . E non è un caso se la società di credito al consumo di General Electric nel nostro Paese ha appena varato una banca (Ge Money Bank) ed è entrata nel settore dei mutui: vuole raddoppiare, entro il 2008, sia gli impieghi (da 1,5 a 3,5 miliardi di euro) sia i contratti di finanziamento (da 0,8 a 2 milioni di euro). Secondo le stime di Marsh & Mc Lennan , più prudenti, il 20% dei contratti di finanziamento stipulati negli ultimi due anni contiene questo tipo di polizza: «Erano la metà nel 2002, e prima del 2000 quasi zero» dice Gianni Turci , direttore del segmento Affinità (programmi di massa) della multinazionale di brokeraggio assicurativo. E spiega il meccanismo: «Ogni mese si va dall'assicurato per verificare se è ancora senza lavoro o se è iscritto all'ufficio di collocamento. Quindi, l'assicurazione paga direttamente le rate del mutuo o del prestito, al posto del debitore, per 6-12 mesi». Qualche esempio. Per un'auto da 25 mila euro in 48 rate, con tasso annuo effettivo globale del 10-12%, l'assicurazione disoccupazione, con Ge Money Consumer costa 180 euro all'anno. Per un mutuo di 25 anni e rate da 700 euro con Unicredit Banca per la casa il costo della polizza - quinquennale e rinnovabile - è di 1.722 euro per i primi cinque anni: cioè 28,7 euro al mese, 344,4 euro all'anno (il massimo pagato è di 12 rate per ogni licenziamento e la copertura può essere richiesta tre volte in cinque anni). Mentre un prestito personale di 5 mila euro in 12 mesi con il Sanpaolo Imi, che applica aliquote fra il 2,18% e il 4,31% e copre, oltre alla disoccupazione, anche il rischio morte e malattia, avrà un premio annuo di 109 euro. Il punto è che banche e finanziarie si aspettano che salgano anche le sofferenze, cioè i debiti non pagati per via di un posto di lavoro perduto. Segno che si licenzia di più e ci si indebita troppo. «Più di due finanziamenti su 100 assistiti da questa copertura vanno in default - rivela Caruso - . E' un dato destinato a crescere anche per effetto del trasferimento di produzione all'estero da parte delle piccole e medie imprese di alcune zone geografiche, come il Nord-Est». Non solo. Quei prestiti, che oggi sono concessi soprattutto ai lavoratori assunti a tempo indeterminato, domani saranno sempre più accessibili anche ai nuovi lavoratori a termine. «Ci si adatta allo scenario della nuova legge» dice Caruso. Turci di Marsh concorda: «La flessibilità accresce il rischio di insolvenza». A detta di Turci, «se spiegate queste polizze sono un vantaggio per il cliente». Possono coprire l'ospedalizzazione per i liberi professionisti o, in caso di cessione da quinto dello stipendio, le dimissioni volontarie. Attenzione però: controllate bene il contratto, soprattutto per le carte revolving: «La copertura - avverte Curti - è offerta quasi in automatico sul credito al consumo». Ma per essere valida va firmata due volte. http://www.assinews.it/rassegna/arti...070205un2.html |
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2004, anno record per mutui e credito a consumo
(08/02/2005) Anche nel mese di dicembre è continuata la marcia record delle richieste di mutui immobiliari e del credito al consumo. La passione sfrenata degli italiani per la casa ha portato ad oltre 180 miliardi di euro le richieste di finanziamento. Ma anche il totale dei prestiti elargiti dalle banche alle famiglie segna un altro massimo assoluto: quasi 345 miliardi di euro. Un fenomeno motivato da due fattori: da una parte i tassi di interesse al minimo storico, dall’altra le difficoltà delle famiglie a far quadrare i conti. È quanto emerge dall’ultimo supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia sugli indicatori monetari e finanziari. Il report è chiaro: i mutui per l’acquisto di abitazioni con scadenza oltre i 5 anni sono cresciuti nell’ultimo mese dell’anno di circa 30 miliardi rispetto a dicembre 2003, quando erano appena al di sotto dei 150 miliardi di euro. A dicembre 2004 i prestiti hanno infatti toccato quota 180,1 miliardi. I prezzi alle stelle, dunque, non rappresentano un ostacolo. Essere ‘proprietari’ si conferma infatti come uno degli obiettivi fondamentali delle famiglie, favorite anche dall’andamento dei tassi di interesse, scesi ulteriormente a novembre al 4,39%. Ma gli italiani continuano a indebitarsi non solo per il mattone, ma anche per acquisti meno impegnativi. In particolare a dicembre i prestiti per il credito al consumo sono ammontati a 37,8 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto a novembre ma in deciso aumento contro i 32,8 miliardi registrati a dicembre 2003. Capitolo a parte per il credito al consumo da 1 a 5 anni, arco di tempo classico per l’acquisto a rate della macchina o dei mobili per la casa. Dopo il leggero stop registrato nel mese di novembre, complici i regali natalizi, gli italiani hanno ripreso a comperare a rate. Si è infatti passati dai 25 miliardi di stock di ottobre, ai 23,2 di novembre 2003. Mentre a dicembre 2004 il volume di prestiti ha superato la soglia dei 25 miliardi (25.191 milioni di euro). Ma se devono indebitarsi, gli italiani amano farlo più a lungo termine. Il credito al consumo oltre i 5 anni cresce infatti a ritmo cadenzato ma inesorabile dal 2000. Il totale dei prestiti oltre i 5 anni supera così gli 11,5 miliardi di euro, dopo aver sfiorato la stessa soglia a novembre, contro gli 11,3 raggiunti ad ottobre. Prestiti e finanziamenti che - conclude Bankitalia - portano il totale dell’indebitamento delle famiglie italiane ad oltre 344,7 miliardi di euro, contro i 340,3 miliardi di novembre e gli oltre 304 miliardi di dicembre 2003. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73975 |
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Cgia, vola l'indebitamento delle famiglie
(08/03/2005) Le famiglie italiane sono sempre più indebitate: il ricorso al credito al consumo nell’ultimo anno è cresciuto di quasi il 15%, con picchi massimi che raggiungono addirittura il 20,78% a Crotone, il 20,60% a Caserta e il 20,05 % a Napoli. Mentre 11.837,81 euro è la cifra media che i nuclei familiari devono agli istituti di credito. Importo che arriva a toccare i 17.842,89 euro a Bolzano, i 17.791,02 a Milano e i 16.509,68 euro a Rimini. La fotografia sull’indebitamento è stata scattata da uno studio dell’Associazione artigiani Cgia di Mestre sulla base di dati relativi al 30 settembre 2004. Lo scenario che emerge è chiaro. Non ci sono forti differenze nella crescita dell’indebitamento tra Nord e Sud, almeno quando si analizza l’incremento percentuale. Infatti ai primi tre posti troviamo Crotone, Caserta e Napoli. Al quarto posto si piazza invece una provincia del profondo Nord come Padova, con un indebitamento medio familiare cresciuto del 19, 76 %. Quinta la provincia di Pesaro e Urbino (19, 69 %), sesta Varese (18, 61%), settima Lecco (18, 58 %), ottava Verbano Cusio Ossola (18, 24%), nona Brescia (18, 23 %) e decima Bergamo (18, 18 %). Genova, invece, è la provincia meno propensa al credito al consumo (+3,96%). L’Italia, secondo la Cgia di Mestre, si divide invece tra Centro-Nord e Sud quando si analizzano le cifre assolute. Il meridione, infatti, continua a rimanere sempre meno propenso ai prestiti bancari. E così dopo Bolzano, Milano e Rimini, sono i romani a ricorrere maggiormente al credito al consumo(16.428,66 euro di indebitamento medio per famiglia), seguiti dai trentini (16.299,71 euro), dalle famiglie della provincia di Prato (15.885,62 euro), da quelle di Lodi (15.796,25 euro), dai trevigiani (15.409,54 euro), dai modenesi (15.380,25 euro) e dalle famiglie della provincia di Reggio Emilia (15.205,05 euro). Bassa la richiesta di prestiti che arriva da Vibo Valentia: qui si registra infatti il record più basso con appena 5.011,63 euro. E sempre nella parte bassa della classifica troviamo altre province del Sud: Avellino (5.023,74 euro), Isernia (5.153,37 euro), Benevento (5.354,88 euro), Reggio Calabria (5.494,28 euro), Enna (5.508,09 euro) e Caserta (5.998,77 euro). Per il segretario degli artigiani mestrini, Giuseppe Bortolussi, l’aumento dell’indebitamento è da imputare alla situazione di difficoltà economica che sta vivendo il Paese. Inoltre - continua – il fenomeno è anche legato alla forte crescita degli acquisti immobiliari, condizionati dai bassi tassi di interesse. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=74754 |
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