![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Tfr, l'azienda sceglie come destinarlo ai fondi
ROMA • Destinazione del Tfr scelta dal datore di lavoro in caso di mancata comunicazione del dipendente alla fine dei sei mesi disponibili per evitare il "silenzio-assenso". E innalzamento a 5.164,23 euro della quota di contributi versati alla previdenza complementare su cui far scattare la detassazione. Sono queste due delle tessere del mosaico abbozzato dal ministero del Welfare con la bozza di decreto attuativo sulla previdenza complementare, che oggi il ministro del Welfare, Roberto Maroni, illustrerà alle parti sociali. Un documento che prevede anche la permanenza dell'attuale contributo di solidarietà sui fondi pensione, il rafforzamento dei poteri di vigilanza della Covip e compensazioni alle imprese sotto forma di incremento delle somme di Tfr versato (dal 3% al 4-5%) soggette al meccanismo di sospensione d'imposta. Ma il confronto si annuncia in salita.
Le carte che Maroni intende calare sul tavolo (cui oggi siederanno, oltre ai sindacati, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi) non piacciono ai sindacati. Cgil, Cisl e Uil, e anche l'Ugl, chiedono profonde modifiche e precise garanzie sulle risorse che il Governo metterà a disposizione. Maroni ha annunciato che nel prossimo provvedimento sulla competitività saranno inseriti 20 milioni per la "copertura-2005". Per il 2006 la "dote" dovrebbe salire a 500 milioni, ma è rinviato al varo della prossima Finanziaria. Una soluzione che non convince i sindacati, che chiedono risorse per le agevolazioni fiscali per rendere più appetibile il ricorso a forme integrative oltre che • per le compensazioni alle imprese. Il "silenzio-assenso". La "bozza" conferma che il lavoratore avrà sei mesi di tempo per decidere se lasciare in azienda il suo Tfr o convogliarlo verso i fondi pensione. In assenza di una decisione, sarà il datore di lavoro a scegliere la destinazione del Tfr tra fondi negoziali collettivi, aziendali e regionali. La leva fiscale. Le prestazioni pensionistiche private saranno assoggettate all'imposta del 15% che, dopo il quindicesimo anno di adesione, sarà ridotta annualmente del 2 per cento. Per i neo-assunti sono ipotizzate agevolazioni sui versamenti che eccedono l'importo esente da contribuzione pensionistica pubblica obbligatoria, entro un determinato limite annuo (150mila euro). Quanto ai contributi indirizzati "all'integrativa", anche chi non raggiunge un versamento fiscalmente deducibile applicando la regola del 12% del reddito complessivo, potrà versare 5.164,23 euro in esenzione d'imposta (con ulteriori aggiornamenti sulla base dell'inflazione annua) . Le compensazioni. Nella bozza si legge che «è necessario realizzare misure di compensazione per le imprese a fronte della perdita del Tfr, prevedendo di elevare dal 3% al 4-5% dell'ammontare del Tfr versato» all'integrativa la quota soggetta al meccanismo di sospensione d'imposta». Fondo «residuale» Inps. È proposta la creazione presso l'Inps di un Fondo per l'acquisizione del Tfr di quei lavoratori che, attraverso il silenzio-assenso, non hanno trovato soluzione in alcun fondo pensione. Libera circolazione. Dopo due anni di permanenza in un fondo pensione il lavoratore potrà chiedere il trasferimento. Covip. La bozza attribuisce maggiori poteri alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, cui spetterà il compito di introdurre procedimenti di autorizzazione finalizzati a semplificare gli iter sia temporali sia procedurali. Governance. È previsto un nuovo modello di governance per i fondi aperti e per i fondi assicurativi, con l'istituzione di un albo per gli amministratori indipendenti dei vari fondi pensione e per il responsabile del fondo. I sindacati. «Se questa è la bozza l'incontro serve a poco», dice Adriano Musi (Uil). Il Governo deve «chiarire se c'è la copertura», insiste Morena Piccinini (Cgil). I sindacati chiedono anche di privilegiare i fondi negoziali: «Devono essere stabilite delle priorità sui fondi ai quali destinare il Tfr», dice Pierpaolo Baretta (Cisl). E per Renata Polverini (Ugl) «per la riforma del Tfr mancano i fondi, le regole e la fiducia dei lavoratori». http://www.assinews.it/rassegna/arti...e180105fo.html |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Tfr
19 gennaio 2005
Tfr, parti sociali verso un documento comune ROMA • Un documento comune su previdenza integrativa e Tfr da presentare al Governo entro la prima metà di febbraio. Sindacati e imprese comin• ceranno a lavorarci già dalla prossima settimana. Alla fine del lungo round di ieri al ministero del Welfare (mentre oggi a Palazzo Chigi ci sarà il vertice di governo sulla competitività), le parti sociali si sono infatti ritrovate in formazione sostanzialmente compatta sulla scacchiera del confronto. E, oltre a bocciare la bozza messa a punto dal ministero del Welfare, hanno annunciato la volontà di percorrere la strada dell'avviso comune. Una risposta chiara al testo illustrato ieri, in assenza del ministro Maroni, dal sottosegretario Alberto Brambilla. Che ha dato appuntamento a Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi e a Cgil, Cisl, Uil e Ugl a fine febbraio, annunciando la presentazione di una bozza di decreto nella quale — ha assicurato Brambilla — «si terrà conto delle indicazioni formulate da sindacati e imprese». Ma le parti sociali intendono anche accelerare i tempi. «C'è l'interesse a partire per la seconda metà del 2005, perché la previdenza integrativa vada a regime nel 2006», ha affermato Giorgio Usai, presente all'incontro per Confindustria. Che ha aggiunto che le parti sociali hanno «posizioni molto simili». «Il tentativo sarà di mettere a punto, entro la metà di febbraio, una sorta di avviso comune da sottoporre al Governo», ha detto Adriano Musi (Uil). E Pierpaolo Baretta (Cisl) ha aggiunto: «Sarà difficile che il Governo possa non tenere conto delle decisioni dei sindacati. Noi pensiamo che perdere il 2005 sarebbe un errore grave». Se l'Esecutivo insisterà sulla strada attuale «troverà l'opposizione del sindacato ma anche dei datori di lavoro», ha affermato Morena Piccinini (Cgil). Per Renata Polverini (Ugl) «restano ancora troppi interrogativi aperti». Quanto al testo presentato ieri da Brambilla, sono almeno quattro i punti su cui le parti sociali chiedono di cambiare rotta: le agevolazioni fiscali; la «portabilità»; le compensazioni alle imprese (per le quali la Cisl propone di intervenire fiscalmente sul cuneo contributivo); la scelta su dove destinare il Tfr in caso di mancata pronuncia del lavoratore una volta trascorsi i sei mesi che precedono il «silenzio-assenso». In quest'ultimo caso l'orientamento è di non lasciare la decisione al solo al datore di lavoro ma di coinvolgere anche i rappresentanti dei lavoratori. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e190105pe.html |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Tfr
19 gennaio 2005
Incontro al Welfare. Nuovo documento entro febbraio, da Confindustria e sindacati in arrivo proposte comuni Tfr, non decideranno le imprese e l´auto fa crollare la produzione ROMA - La bozza di decreto per l´attuazione della riforma del Tfr (il trattamento di fine rapporto) subirà diverse modifiche. Entro la fine di febbraio il governo ne presenterà un´altra versione alle parti sociali. Di certo sarà eliminata la norma che affida al datore di lavoro la decisione su come investire il Tfr del dipendente che non abbia a sua volta indicato in quale fondo destinarlo. Saranno infatti le imprese insieme ai sindacati a concordare la scelta. Sono gli orientamenti emersi ieri durante un lungo incontro tra il sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, e i rappresentati di tutte le parti sociali le quali si sono anche impegnate a presentare al governo una serie di osservazioni condivise, quasi una sorta di "avviso comune" sulla previdenza integrativa. L´obiettivo è quello di fare in modo che dal 2006 la riforma vada a regime. Ma i punti interrogativi sono ancora molti, a cominciare da quello relativo alle risorse necessarie da una parte per compensare le aziende dal mancato utilizzo del Tfr come forma di autofinanziamento e dall´altra per incentivare in maniera più consistente sotto il profilo fiscale i fondi pensionistici complementari. Brambilla ha confermato che i soldi ci saranno. Per il 2005 dovrebbero bastare 20 milioni di euro visto che il decreto, nel migliore dei casi, entrerà in vigore nella seconda metà dell´anno. Gli stanziamenti - secondo il sottosegretario - potrebbero essere previsti nel prossimo decreto sulla competitività oppure in un altro provvedimento. Mentre per il 2006 e il 2007 saranno assegnati rispettivamente 200 e 500 milioni. E altre risorse il governo dovrà reperire anche per rendere più robusto il decreto sulla competitività promesso entro una quindicina di giorni. Oggi ci sarà il primo incontro tecnico a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta e i ministri Domenico Siniscalco (Economia) e Antonio Marzano (Attività Produttive) in un quadro, però, appesantito dagli ultimi dati dell´Istat sulla produzione industriale: a novembre c´è stato un calo dello 0,7 per cento rispetto ad ottobre. Su base annua c´è stato un incremento dello 0,3 per cento che, però, si traduce in un meno 2,8 per cento se si tiene conto dei giorni lavorativi. In caduta libera la produzione dell´auto: - 27 per cento in un anno. Tornando alla previdenza, di fronte ad una delega che considerano scritta male e in alcune parti anche confusa, per esempio dove non distingue tra i fondi collettivi negoziali e quelli individuali, sindacati, Confindustria e le altre organizzazioni imprenditoriali hanno trovato ieri una inedita sintonia. Ed è questa la ragione che li ha portati a decidere di elaborare un testo con le proposte condivise. http://www.assinews.it/rassegna/arti...p190105pe.html |
|
|
|
|
|
#4 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
27 gennaio 2005
Tfr ai fondi, pronto l'avviso comune Vegas: le risorse nel Ddl competitività Amato: senza integrative sarà patatrac ROMA • Le parti sociali sono a un passo dall'intesa su Tfr e previdenza complementare. A confermare che le organizzazioni datoriali e i sindacati potrebbero giungere a giorni alla stesura di un «avviso comune» da presentare al Governo è stato ieri Pierpaolo Baretta (Cisl) nel corso di un convegno sui fondi pensione organizzato da Mefop. Anche Confindustria, per voce di Elio Schettino, ribadisce che le posizioni delle parti sociali sono vicine. I principali nodi su cui è in corso il confronto sono la gerarchia dei fondi, il sistema del silenzioassenso e la portabilità. Restano alcuni angoli da smussare, come la partecipazione di Abi e Ania (chiesta dai sindacati) al fronte del documento comune alternativo alla bozza di decreto illustrata dal Governo. Il tutto mentre rimane aperta la spinosa questione delle risorse cui collegare le compensazioni per le imprese. Che, secondo quanto affermato dal segretario all'Economia, Giuseppe Vegas, potrebbero essere inserite, almeno per quel che riguarda il 2005, nel prossimo provvedimento sulla competitività. Intanto, sempre al convegno Mefop, l'ex premier Giuliano Amato lancia l'allarme: quello della previdenza complementare «è un problema da risolvere con urgenza, altrimenti ci sarà un "patatrac". Fra 15 anni, in base alla normativa attuale, • ci sarà chi percepirà una pensione pari soltanto al 40% del proprio stipendio e farà pressioni tali da ottenere un marcia indietro». Tiziano Treu (Margherita), invece, critica le anomalie della riforma e della sua fase attuativa. Prima fra tutte quella dell'obbligo di destinare (su base volontaria) tutto il Tfr maturando alle forme integrative, senza la possibilità di frazionarlo. Treu definisce questo vincolo una rigidità che potrebbe scoraggiare molti lavoratori. E poi punta il dito sul nodo-risorse e sull'armonizzazione dei sistemi "integrativi". Tornando al confronto tra Governo e parti sociali, Baretta e Schettino ribadiscono le bocciatura della bozza di decreto attuativo presentata dal Welfare. E confermano l'intenzione di realizzare un documento comune. «Ci stiamo lavorando», dice Baretta. Che aggiunge: dovrebbe essere una questione di giorni, sarebbe infatti importante che, entro la prossima settimana, le parti sociali potessero consegnare su questo tema un'opinione condivisa al Governo». Sindacati e Confindustria non sono però pienamente d'accordo sulla tabella di marcia da seguire alla luce delle esigue risorse che il Governo è intenzionato a mettere sul piatto per il 2005 (circa 20 milioni). Per Schettino non si può partire fino a quando non saranno rispettate le tre condizioni fissate dalla delega per compensare le imprese: agevolazioni per l'accesso al credito; eliminazione del contributo versato all'Inps; riduzione del costo del lavoro equivalente alle quote di liquidazione smobilizzate. Secondo Baretta, invece, occorre dare attuazione alle nuove regole il prima possibile, ricercando soluzioni alternative. Il sottosegretario Vegas, da parte sua, afferma che i fondi per le compensazioni non sono stati inseriti nell'ultima Finanziaria «per un problema di cassa». «Speriamo — aggiunge — che il tema della compensazione possa essere meglio affrontato nel prossimo provvedimento sulla competitività». Il presidente di Assogestioni, Guido Cammarano, sottolinea che, per quanto riguarda il sistema dei fondi pensione, serve concorrenza ma anche regole uguali per tutti. Anche il direttore generale dell'Ania, Giampaolo Galli, auspica la maggiore concorrenzialità possibile, aggiungendo: «Vorrei che i fondi chiusi diventassero fondi aperti». http://www.assinews.it/rassegna/arti...e270105pe.html |
|
|
|
|
|
#5 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
27 gennaio 2005
Treu: un ostacolo alla previdenza integrativa Passare ai fondi pensione? Chi lascia la liquidazione non potrà più ripensarci ROMA — Il lavoratore che sceglierà di aderire ai fondi pensione integrativi non potrà cambiare idea e tornare alla liquidazione. Così come chi deciderà, al contrario, di tenersi il Tfr ( trattamento di fine rapporto) non potrà più destinarlo al finanziamento della pensione di scorta. Sono alcune « rigidità » presenti nella legge delega e che rischiano di ostacolare il decollo della previdenza integrativa. Lo ha sottolineato nel convegno della Mefop, società per lo sviluppo dei fondi pensione, il presidente Mauro Marè. Ma non c'è solo il fatto che la scelta che il lavoratore farà durante i sei mesi previsti per il silenzio- assenso « non è più rivedibile » . Esiste anche un altro vincolo: la norma, ha spiegato Marè, prevede che chi aderisce ai fondi deve conferire a questi tutto il Tfr maturando e non può limitarsi a una quota dello stesso per lasciare il resto a finanziare la liquidazione. È chiaro, aggiunge l'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, che queste rigidità costituiscono altrettanti « fattori di deterrenza all'adesione ai fondi che il governo farebbe bene a rimuovere » . Chiudendo il convegno, il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, ha fatto qualche apertura. Dopo aver promesso che nel provvedimento sulla competitività ci saranno gli sgravi per le imprese che smobilizzeranno il Tfr, Vegas ha parlato anche dei decreti di attuazione della delega, che l'esecutivo vuole emanare entro giugno, e ha detto che deve esserci « la possibilità per i lavoratori di rivedere la scelta » fatta durante il periodo del silenzio- assenso. Un richiamo a non perdere l'ultima occasione per far partire la previdenza integrativa è venuto dall'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato: « Gli italiani, anche quelli di sinistra come me, che hanno una diffidenza innata verso il mercato, devono cacciarsi nella testa che, dopo le riforme, la pensione pubblica arriverà nel migliore dei casi al 50% della retribuzione. Quindi, non è più in discussione se fare la previdenza integrativa, ma come farla » . Altrimenti ci aspetta un futuro di anziani poveri: « Cento anni fa si creò la previdenza per passare dalla rivoluzione al riformismo. Ora dopo non vorrei che facessimo il percorso inverso » . Amato ha quindi sottolineato anche lui un problema: se il lavoratore non si pronuncia ( silenzio), va bene interpretare ciò come assenso al conferimento del Tfr ai fondi, ma non può essere un soggetto diverso dal lavoratore stesso ( l'azienda o un accordo sindacale), che quindi andrebbe interpellato, a scegliere quale fondo, altrimenti, ha concluso Amato, si rischia l'incostituzionalità. Infine, l'economista Elsa Fornero ha sottolineato il paradosso per cui si vuole diffondere la previdenza integrativa contando sul silenzio: « I lavoratori, invece, dobbiamo informarli e farli scegliere » . http://www.assinews.it/rassegna/arti...r270105pe.html |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||