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Findomestic, l'Italia è il paese più pessimista
Findomestic, l'Italia è il paese più pessimista
Consumi: Findomestic, l'Italia è il paese più pessimista d'Europa 14/01/2005 Gli italiani sono i più pessimisti in Europa quanto a percezione della situazione del proprio paese. E' quanto emerge da una ricerca di Findomestic Banca sul consumo dei beni durevoli in Italia ed in Europa, presentata questa mattina a Milano e giunta alla sua 11° edizione. La percezione dei cittadini europei, italiani in testa, sulla situazione del proprio paese è peggiorata rispetto all'anno scorso. Secondo i parametri di Findomestic, il gradodi soddisfazione (max 10) espresso dai cittadini europei in merito alla situazione della propria nazione è passato da 5,10 a 4,71 con un dato medio di 4,97, in discesa rispetto al 2003. L'Italia, così come il Portogallo, registra la flessione più consistente: da 5,24 a 4,79. Tra i paesi più ottimisti il Regno Unito e il Belgio, in discesa invece Spagna, Francia e Germania. Questa situazione incide negativamente sui consumi in generale. Il dato in controtendenza riguarda i consumi destinati a beni durevoli, che tornano ad aumentare. In Italia, secondo quanto emerge dall'osservatorio di Findomestic Banca, l'unico pilastro di crescita della spesa delle famiglie è costituito dai beni durevoli. Il comparto in generale tiene, nonostante la diffusa frenata dei consumi. Per quanto riguarda il settore dell'auto, Findomestic prevede una lieve crescita dell'immatricolato che, dopo anni di crisi, torna a segnare un dato positvo (+0,7%). Analizzando l'andamento per classi di cilindrata, si nota un cambio radicale nelle preferenze dei consumatori negli ultimi 4 anni. Il segmento 1301/1550 cc registra un notevole aumento, fino a segnare quasi un raddoppio delle vendite, al contrario crolla la piccola cilindrata (fino a 1050 cc). Sostanzialmente stabili gli altri segmenti. Il consumatore italiano è dunque passato dall'acquisto massiccio di auto di piccola cilindrata a quello di media cilindrata. Si registra anche una notevole preferenza per il diesel (25% del parco auto italiano). Cresce la voglia di utilitarie a gasolio, più piccole ed economiche. Guardando l'ambito europeo, in Italia nel 2004 si sono vendute 10,4 auto nuove ogni 100 famiglie, mentre il dato medio europeo è di 8,5 su 100. Il dato italiano pone qundi il nostro mercato automobilistico al terzo posto in Europa, dopo Spagna, Belgio e Regno Unito. Osservando poi il settore dei motoveicoli, si nota un aumento del 3% dell'immatricolato e del 7% del parco circolante. Cresce in modo significativo il mercato delle moto di grossa cilindrata (251-750 cc), che segna un aumento del 17% e quello delle moto oltre i 750 cc (+7%). Segna però un regresso il settore dei ciclomotori (-11% sul 2003) e delle moto da 51 a 251 cc (-5,9%). Per quanto riguarda il settore dei motoveicoli,l'Italia in ambito europeo detiene un notevole primato: di fronte ad un tasso medio europeo di 0,70 (ogni 100 famiglie), in Italia il valore ragiunge l'1,89, seguita da lontano da paesi come Francia, Spagna e Belgio. Per ciò che concerne il comparto dei beni per la casa, ed in particolare il settore più importante di questo, quello del mobile, si nota rispetto al 2003 una crescita del giro d'affari. Da 13.036 milioni di euro spesi nel 2003 ai 13.711 mln di euro del 2004. Tutte le tipologie merceologiche, dalle camere da letto alle cucine, segnano almeno un lieve aumento (+5% in valore e +3% in quantità). Rispetto alla media europea per la spesa in mobili, l'Italia si attesta sopra il valore medio, con una spesa per nucleo famigliare di 629 euro (al terzo posto dopo Germania, 732 euro, e Regno Unito, 640 euro). Agli ultimi posti della classifica si trovano, con un forte distacco, i paesi dell'est, Ungheria esclusa. Nel settore degli elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavastoviglie, ecc.) regna invece una calma praticamente piatta. La spesa delle famiglie italiane nel settore è passata da 2.653 mln di euro nel 2003 a 2.683 mln di euro nel 2004. Se gli incrementi generali quantitativi si attestano sul 3,7%, alcuni prodotti svettano notevolmente. Le vendite di forni a microonde registrano, ad esempio, un aumento del 23%, di fronte ad una diminuzione del prezzo del prodotto del 12,2% rispetto al 2003. http://www2.assinews.it:8080/testi/t...140105mer.html |
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