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Più reati e aumenta anche l´impunità
Boom di truffe e violenze sessuali, calo di furti e rapine. Scende l´età degli autori dei delitti più gravi. La mafia debutta nell´usura
Più reati e aumenta anche l´impunità L´ANNO GIUDIZIARIO Resta ignoto l´81% dei colpevoli. Cause civili, 8 anni il tempo medio Più reati e aumenta anche l´impunità GIOVANNA CASADIO ROMA - Ogni anno si spera che la situazione migliori, ma numeri ed esempi forniti dal procuratore generale della Cassazione, Francesco Favara, all´inaugurazione dell´anno giudiziario spengono ogni illusione. La giustizia in Italia arranca: i quasi nove milioni di processi pendenti (8.942.932) hanno una durata biblica, cioè di 1.841 giorni mediamente per i procedimenti penali e di 3.041 giorni per quelli civili, oltre otto anni. Rispetto all´anno passato la giustizia civile rallenta di ulteriori nove mesi. È evidente che, in questa situazione, il rischio di vanificare il procedimenti a causa della prescrizione è elevatissimo. Tutt´altro che rassicurante, anzi l´anticamera - spiega il pg - di una sfiducia dei cittadini alle prese con una criminalità dilagante e troppo spesso impunita. Ecco l´altro Sos sulla giustizia: i reati sono aumentati (più 3,7%), passando da 2.886.281 a 2.990.310. Ma a sorprendere è il numero di delitti in cerca d´autore: sono l´81% dei reati denunciati a restare senza colpevoli. La percentuale è più alta di tre punti rispetto all´anno precedente. Favara parla di «un´area dell´impunità» che va urgentemente ridotta. Il boom di procedimenti ha riguardato le truffe (più 130%), specie quelle telematiche. In crescita i reati sessuali e di pedofilia. L´allarme di Favara si riferisce all´adescamento e alla violenza nei confronti dei bambini. «In passato occultato per motivi di carattere socio-culturale, oggi è in fase di emersione» e perciò - ragiona il procuratore - l´incremento delle denunce è determinato, più che dall´aumento delle violenze, dalla maggiore attenzione riservata a questo tipo di reato dai mass media, dalla scuola, in una parola da una maggiore sensibilizzazione. «Un effetto positivo sul piano della repressione». Ma quando si scorrono i dati sui reati sessuali (le violenze sono cresciute del 48%) è chiaro che per gran parte sono "alimentati" dalla tratta delle schiave e dallo sfruttamento delle immigrate clandestine nel mercato della prostituzione. Tra le varie annotazioni di Favara, una riguarda una "diversificazione" inedita della mafia. «È dimostrato il coinvolgimento di alcuni uomini d´onore anche nei prestiti a usura - scandisce Favara - attività alla quale Cosa nostra era rimasta finora estranea». «Preoccupante» è anche l´abbassamento dell´età media degli autori dei delitti che creano maggiore allarme sociale come scippi, furti e rapine; e viene altresì meno la stretta connessione tra tossicodipendenza e reati contro il patrimonio. Capitolo a parte per la giustizia minorile. Cambia la geografia sociale della criminalità under 18: tra i giovanissimi accusati di avere commesso reati è «sempre più elevato il numero di coloro che provengono da ambienti della media borghesia. Per i ragazzi stranieri colpevoli di reato altro discorso, con una diversificazione per aree di disagio e difficoltà d´integrazione». Favara ha dedicato un´osservazione anche all´abusivismo: l´annuncio di sanatorie anche solo possibili provoca una corsa all´illegalità, con una catena di violazioni nelle zone di maggiore pregio e sulle coste. http://www.assinews.it/rassegna/arti...p120105re.html |
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Truffe, denunce boom
Criminalità economica / La relazione del presidente della Corte di cassazione Èstato un anno boom per le denunce di truffa. Il dato emerge dalla relazione del presidente della Corte di cassazione Francesco Favara, in apertura dell'anno giudiziario. Nei primi sei mesi del 2004 gli esposti che hanno dato luogo all'apertura di un procedimento penale sono saliti del 122,5% a 291.495, un trend che conferma quanto già emerso nel 2003 quando, in un solo anno, le denunce per truffa erano aumentate del 283,9%, passando a 208.200 da 54.229 dell'anno precedente. Un dato allarmante, come ha sottolineato lo stesso presidente perché questi tipi di reati «connessi ad operazioni distorsive del mercato mobiliare e ad attività di investimento e collocamento di prodotti finanziari.. producono esiti altamente penalizzanti per gli interessi del risparmiatore e in definitiva, per il mercato e l'economia nazionale». Favara auspica che si imponga «una forte regolamentazione a protezione e tutela del risparmio dei cittadini per dare attuazione piena al principio costituzionale (art. 47) secondo il quale la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme». In questo modo — ha aggiunto — si limiterà l'intervento della magistratura penale che, per sua natura, non può che realizzarsi «quando il danno economico rischia di essere irreparabile, soprattutto per i piccoli risparmiatori». Sostanzialmente stabile, sempre secondo la relazione, il numero dei procedimenti aperti per i reati fallimentari, dove sempre più spesso sono coinvolti amministratori di imprese di rilevanti dimensioni, reati che hanno avuto come corollario distrazioni di somme consistenti. Nei primi sei mesi del 2004, le dichiarazioni di fallimento sono aumentate del 5,8%, mentre il 5,7% dei nuovi procedimenti esecutivi ha riguardato beni mobiliari e il 4,1% beni immobiliari. Personale specializzato e un ampio ricorso agli strumenti informatici si rendono necessari per questo tipo di indagini. Solo nel caso Parmalat, «la procura di Parma ha dovuto utilizzare metà dei magistrati in organico oltre ad essere stata dotata di dieci addetti al sistema informatico e di una cinquantina di militari del nucleo regionale della Guardia di Finanza». Uno sforzo senza precedenti per una emergenza dalle dimensioni eccezionali che ha riguardato una holding internazionale con 240 società con sedi nei cinque continenti. http://www.assinews.it/rassegna/arti...s150105de.html |
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