Nortel, il dirigente paga la truffa
Dodici ex manager accusati di aver manipolato 3 anni di bilanci restituiscono all'azienda 8,6 milioni $
LOS ANGELES • Anche la Nortel • Networks ha ripulito il marcio dai suoi bilanci, obbligando anche dodici ex-manager a restituire 8,6 milioni di dollari in bonus ricevuti nel periodo in cui il colosso canadese delle telecomunicazioni aveva gonfiato in modo fraudolento i profitti. Wall Street ha applaudito questa iniziativa, presa tra l'altro volontariamente e non per decisione di un tribunale, volta a ristabilire la fiducia degli investitori nella Corporate America; ieri al New Y ork Stock Exchange le sue quotazioni hanno guadagnato il 4,2% per chiudere a quota 3,48 dollari.
I membri del consiglio di amministrazione si sono salvati dall'obbligo di restituire gli stipendi immeritati, a differenza di quanto non sia successo a 10 ex-consiglieri della WorldCom la scorsa settimana nell'ambito di un accordo extragiudiziario con un gruppo di azionisti. Cinque membri del cda, incluso il presidente, andranno tuttavia in pensione.
La Nortel ha pubblicato i bilanci corretti per gli anni compresi tra il 2001 e il 2003, un periodo disastroso per l'intero settore delle telecomunicazioni colpito in modo particolarmente violento dallo scoppio della bolla Internet nel 2000.
Le pressioni per raggiungere un obbiettivo interno sui profitti — ha concluso il comitato indipendente che ha esaminato i bilanci — avevano apparentemente spinto l'examministratore delegato Frank Dunn a introdurre criteri di contabilità "creativa" per la valutazione delle riserve al fine di gonfiare gli utili.
Il gruppo dirigente aveva un interesse personale nel raggiungere quell'obiettivo, in quanto i bonus distribuiti in aggiunta allo stipendio sono legati alla performance aziendale.
La revisione contabile ha quindi abbassato da 732 a 434 i profitti del 2003, l'anno in cui la società è ritornata in nero dopo un biennio di perdite ingenti. Le perdite del 2001 sono state tuttavia abbassate da 27,3 a 25,7 miliardi di dollari, e quelle del 2002 da 3,6 a 3 miliardi di dollari.
La Nortel ha indubbiamente preso sul serio le richieste di riforma interna fatte dagli investitori e dal Parlamento americano tramite il passaggio della legge di riforma della "corporate governance" SarbanesOaxley del 2002. La società ha creato un nuovo ruolo di "direttore etico" (chief ethical officer) e ha istituito una serie di controlli interni sui bilanci per garantire la totale veridicità e trasparenza.
Il merito di queste iniziative va al nuovo amministratore delegato Bill Owens, assunto al vertice del colosso canadese dopo il licenziamento di Frank Dunn l'aprile scorso. Owens ha coronato una giornata positiva per la Nortel prevedendo anche un 2005 "migliore del 2004".
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