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Al via le nuove centrali rischi
Al via le nuove centrali rischi
(04/01/2005) Hanno preso il via il 1° gennaio i nuovi “sistemi di informazioni creditizie” (Sic) che subentrano alle cosiddette “centrali rischi” private. E insieme alle nuove banche dati fa ingresso nel mondo del credito al consumo il codice di deontologia e buona condotta, sottoscritto dalle associazioni rappresentative del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori. I Sic sono in sostanza dei circuiti di informazioni cui gli operatori del mondo finanziario (banche e società finanziarie) possono attingere dati per giudicare l’affidabilità dei clienti che richiedono un prestito personale, un mutuo, un finanziamento per l’acquisto di beni di consumo, una dilazione di pagamento o il rilascio di una carta di credito. Affidabilità che viene valutata in base al comportamento “registrato” dei soggetti in questione (puntualità nei pagamenti, rischio di sovraindebitamento ed eventuali situazioni di morosità). Alcune delle regole che disciplinano il funzionamento del Sic sono peraltro applicabili anche alle altre due centrali rischi pubbliche gestite presso la Banca d’Italia. “Le società che gestiscono i sistemi o che vi partecipano - precisa l’Authority in una nota- avranno a disposizione alcuni mesi per adeguarsi al nuovo sistema di gestione dei dati” . “Rispetto a tali attività finalizzate alla valutazione e al contenimento del rischio creditizio – spiega ancora il Garante - sono emersi, in questi anni, diversi problemi relativi all’esattezza e alla completezza delle informazioni riguardanti i clienti”. In alcuni casi, in sostanza, la conservazione dei dati andava oltre i tempi effettivamente necessari. Per questo l’Autorità garante è spesso intervenuta per sollecitare un tempestivo aggiornamento dei dati, ad esempio cancellando quelli relativi a soggetti la cui situazione di insolvenza fosse stata nel frattempo sanata. La delicatezza della materia ha spinto più volte il Garante e lo stesso legislatore a intervenire e così è nata la disciplina specifica. Ai lavori preparatori del codice si è accompagnata un’istruttoria dettagliata. Il testo preliminare è stato poi sottoposto al Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e utenti) per consentire eventuali osservazioni. La nuova disciplina regola, tra le altre cose: - la modulistica, che deve essere trasparente; - i dati, che dovranno essere inseriti solo dopo 4 mesi di morosità o in caso di mancato pagamento di 4 rate; - la raccolta dei dati, che deve avvenire esclusivamente ai fini della tutela del credito, con esclusione dell’utilizzo per le ricerche di mercato; - le procedure, che devono essere semplificate per garantire i diritti di accesso, rettifica o cancellazione dei dati da parte degli utenti; - il cosiddetto credit scoring, vale a dire i punteggi sull’affidabilità e la solvibilità della clientela, tecniche utilizzate da alcune società anche attraverso l’incrocio di dati provenienti da altri registri, banche dati o archivi di fonte pubblica.http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=73053 |
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