Matricole, in dodici sulla rampa di lancio
VITTORIA PULEDDA
Una dozzina di matricole. E’ questo il bottino su cui punta Borsa italiana per l’anno che è appena iniziato; forse qualcuna in meno se il ruolino di marcia che si sta delineando in queste settimane subirà rallentamenti. Di sicuro il momento è propizio per vedere nuovi nomi al listino: l’Opa su Tim porterà infatti nelle tasche dei risparmiatori 14 miliardi di euro; una massa di liquidità che dovrebbe ragionevolmente riversarsi in gran parte ancora in Borsa. Non solo, gli indici salgono da due anni a questa parte, il che ha creato un clima leggermente meno negativo per chi si appresta a sbarcare in Borsa.
Partiamo dalle "certezze", cioè dalle società che dovrebbero fare il loro esordio al listino nel primo trimestre dell’anno: si tratta di Igd (gli immobili delle cooperative della grande distribuzione, che sono stati scorporati proprio per approdare al listino) e Mondophone, una costola di MondoTv che verrà quotata all’Expandi.
Sempre in pole position, ma un passetto più indietro nell’iter di Borsa, c’è un altro gruppetto di società che ha buone possibilità di presentarsi ai risparmiatori entro il primo semestre dell’anno. Si tratta della Comprel (altro spin off, in questo caso di Esprinet, in attesa di sbarcare all’Expandi), della Save, di Fiorucci (che si era ritirata proprio sul filo di lana nel novembre scorso e che ora dovrebbe riprendere la strada della quotazione) e della Nuova Parmalat, che Bondi riporterà in Borsa il prima possibile.
Poi ci sono le società che stanno lavorando alla quotazione, ma i cui tempi previsti sono un pochino più lunghi. Si tratta della Toro (che ha completato da tempo l’iter propedeutico al listing ed è pronta a scattare appena il gruppo ritenga che il momento dei mercati e della società sia opportuno) e di Italtel. La società manifatturiera legata al mondo della telefonia già da qualche tempo avrebbe dovuto approdare in Borsa ma lo stato dei mercati (e anche il non brillante andamento del portafoglio ordini) finora aveva sconsigliato di presentarsi a Piazza Affari, ma nel prossimo futuro le cose potrebbero migliorare. Scadenza sempre entro l’anno per la società reatina Eems, che produce chips ed aspira a sbarcare al segmento Star.
Più complessa ma non necessariamente più lontana la tempistica per società come la Rai, le Poste o Wind, in cui il quadro politico, le scelte strategiche e le possibili alternative di vendita (soprattutto per l’operatore telefonico) potrebbero far slittare in avanti il momento dell’esordio al listino.
Fin qui la "magnifica dozzina". Più lungo ma anche più variegato è invece l’elenco delle aspiranti matricole, quelle che da tempo hanno manifestato l’intenzione di fare il grande passo ma che, al momento, non hanno avviato iniziative concrete (e non è detto che lo facciano nel breve futuro) presso la Borsa. E’ il caso di Sea, ad esempio (vedi altro articolo in pagina) che tuttavia potrebbe in tempi brevi essere pronta a scattare mentre più lungo dovrebbe essere il cammino di Prada.
http://www.repubblica.it/supplementi...004karena.html