Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Officine Giuridiche : Legal Financial Forum

Vai al forum
Rispondi
 
LinkBack Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 10-01-05, 14:47   #1 (permalink)
Member
 
L'avatar di FaGal
 
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0
FaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond repute
A sorpresa gli italiani primi nel G7 per il rapporto tra ricchezza e reddito

A sorpresa gli italiani primi nel G7 per il rapporto tra ricchezza e reddito

l’analisi

GIOVANNI AJASSA

Un paio di giorni prima di Natale è stata l’OCSE, l’organizzazione che raggruppa le più consolidate economie industriali del Globo, a farci un piccolo regalo. Tra le statistiche allegate al rapporto semestrale di previsioni economiche, è stata infatti aggiornata una tabella – per la precisione, la numero 58 sulla consistenza delle attività finanziarie e reali possedute dalle famiglie residenti nei paesi del G7. Il prospetto in questione ci dice che in un solo paese tra i sette grandi la ricchezza totale netta (al netto dei debiti) delle famiglie assomma a qualcosa di più di otto volte il reddito disponibile delle stesse e che quel paese è il nostro. Secondi classificati i giapponesi con un rapporto tra ricchezza e reddito pari al 750%. Staccati a centro gruppo i francesi, con attività finanziarie e non pari a sei volte il reddito e i tedeschi, con un rapporto dell’ordine del 500%. Sullo stesso livello di multipli sul reddito della Germania anche la ricchezza netta delle famiglie americane che però risulta gravata da un indebitamento pari ad oltre il 100% del reddito disponibile. Diversamente, in Italia, tra mutui, prestiti personali e credito al consumo, il livello dell’indebitamento delle famiglie rimane confortevolmente al di sotto del 50% del reddito.
La soddisfazione di scoprire l’Italia una volta tanto positivamente in testa e non in coda ad una classifica internazionale viene poi accresciuta dal riscontro di quello che è successo nel corso degli anni. E’ la stessa tabella, infatti, a dirci come solo dieci anni fa, nel 1994, il Giappone fosse davanti a noi. Il Bel Paese si conferma essere un leader mondiale nell’accumulazione di assets. Parlando di valori assoluti, si tratta di uno stock di attività in capo alle famiglie che nella sola componente finanziaria ha raggiunto a metà del 2004 la consistenza lorda di 3.000 miliardi di euro a cui vanno sottratti non più di 400 miliardi euro di indebitamento e a cui si aggiungono oltre 5.000 miliardi di euro investiti in immobili e altri cespiti non finanziari.
Motore dell’accumulazione di attività nette da parte delle famiglie italiane è una propensione al risparmio che in aggregato è da quattro anni tornata a risalire. Come certificano a consuntivo le statistiche della Banca d’Italia, la propensione media al risparmio sul reddito lordo disponibile è salita dall’11,2% del 2000 al 12,7% del 2003. E, secondo una stima freschissima contenuta nell’ultimo rapporto di previsione di Prometeia, nel 2004 potrebbe aver raggiunto il 13%. Praticamente, nel giro di quattro anni è cresciuto di due unità – da 11 a 13 il numero di euro mediamente sottratti ai consumi immediati su ogni 100 euro di reddito disponibile. Non è poco.
Ovviamente, come per ogni cosa, anche per il rafforzamento della struttura patrimoniale delle famiglie italiane e per il risveglio della voglia di risparmio del Bel Paese esiste un rovescio della medaglia. Come ha sottolineato di recente il XXII Rapporto sul risparmio e i risparmiatori in Italia curato da BNL e Centro Einaudi pressoché tutti gli italiani giudicano utile il risparmio ma solo la metà di essi riesce di fatto a risparmiare. Ed altri studi autorevoli compiuti sull’evoluzione storica dei bilanci delle famiglie italiane indicano come l’accrescimento dei patrimoni famigliari sia avvenuto con significative differenziazioni.
Pur nella consapevolezza di queste limitazioni, i numeri aggregati diffusi dall’OCSE sull’evoluzione della ricchezza netta delle famiglie nei paesi del G7 confermano l’esistenza in Italia di un ampio bacino di risorse finanziarie e reali utili alla crescita. In uno scenario globale dove la sfida competitiva si gioca e si vince soprattutto sulla capacità di investire e di innovare, l’abbondanza di risparmio e la solidità dei patrimoni rappresentano condizioni indispensabili per innescare l’accumulazione di capitale materiale e umano e promuovere lo sviluppo: perché, come bene ricorda Pierluigi Ciocca nel suo recente "Il tempo dell’economia", lungi dal rappresentare un atto di rinuncia, il risparmio va sempre visto come "un atto di fiducia nella capacità di impiegare le risorse non consumate per produrre più copioso reddito".
* Capo ufficio studi Bnl
http://www.repubblica.it/supplementi...02kapello.html
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 10-01-05, 15:13   #2 (permalink)
Member
 
L'avatar di FaGal
 
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0
FaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond repute
Se il risparmiatore chiede aiuto alle banche



Nella vita di un essere umano il passaggio dalla giovinezza alla maturità avviene spesso con una presa di coscienza delle difficoltà della vita. Da giovani si pensava che tutto fosse facile, poi si comprende che le cose sono più complicate di come le si percepivano. Un passaggio del genere è avvenuto in un brevissimo lasso di tempo anche nei risparmiatori italiani, che fino a pochi anni fa immaginavano che scegliere come investire i propri soldi fosse decisamente più semplice di come gli risulta oggi. A dimostrare questa maggiore maturità dei risparmiatori italiani è una ricerca inserita nell’ultimo Rapporto sul risparmio della Bnl/Centro Einaudi.
Secondo questa indagine, in soli due anni dal 2002 al 2004 è scattata la "presa di coscienza" delle difficoltà di investire. Alla domanda "Rispetto a un anno fa, decidere come investire il risparmio è diventato per una persona come lei più difficile", ha risposto sì il 52,8 per cento. Solo un anno prima aveva risposto di sì soltanto il 48,2 per cento. E nel 2002 questa percentuale era addirittura attestata sul 35,7. Una percentuale, quest’ultima, non sostanzialmente dissimile da quella di tutti gli anni precedenti fino al 1998, quando era al 35,4. Al contrario, quelli che hanno risposto che la scelta "non è né più facile né più difficile di un tempo" è scesa drasticamente dal 49,4 del 2002 al 37,8 del 2004.
Dunque la coscienza di quanto sia complicato investire è molto ma molto recente. Sarebbe però sbagliato vedere questo come un fatto negativo. È invece, come si diceva prima, un segno di maturità, indotto certo dalle difficoltà di orientarsi dopo la crisi delle Borse. È interessante anche vedere quali, fra i vari elementi in gioco, siano quelli dove è più difficile fare una scelta. Alla domanda "Quali sono gli aspetti più difficili che incontra una persona come lei quando decide di fare un investimento", la quota più alta (39,8 ma attenzione non è una percentuale perché erano possibili risposte multiple) va alla risposta "Scegliere il momento di investire, disinvestire o cambiare impiego".
A un livello solo di poco più basso (38,0) sta la risposta sulla scelta dell’asset allocation. Ovvero la risposta "scegliere come suddividere questo risparmio tra i diversi tipi d’investimenti". Segue, ma con molte meno scelte (30,0) la risposta "la comprensione dettagliata delle proposte d’investimento". Ancora meno gettonata (25,0) la risposta "la scelta di specifiche azioni, obbligazioni, fondi, ecc.".
A questo punto, partendo dalle risultanze del Rapporto Bnl/Centro Einaudi è facile fare una sintesi. I risparmiatori italiani sono cresciuti, si rendono conto che è sempre più difficile fare le scelte d’investimento in un mondo complesso, che cambia con una rapidità impressionante. Dunque è presumibile che cerchino di possa aiutarli a orientarsi meglio, a fare delle scelte giuste. Infatti è così. Cercano, ma non trovano nessuno. Le aspettative, però, sono tutte concentrate sulle banche. Alla domanda "in quali modi lei pensa di risolvere le sue difficoltà d’informazione", le risposte (47,7 ma anche qui sono consentite risposte multiple) si concentrano sulla banca, che "dovrebbe offrire servizi d’informazione e consulenza personalizzata". Questa quota è passata dal 39,3 del 2003 al 47,7 del 2004. Ciò è in linea con un’altra tabella, che mostra chi guida le scelte d’investimento: il 54,3 per cento ha risposto "la mia banca". Scarso invece l’interesse per i promotori, scesi addirittura nell’ultimo anno dall’11,5 al 9,8 per cento.


http://www.repubblica.it/supplementi...4gestures.html
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Adesso sono le 00:46.

Powered by vBulletin® versione 3.8.4
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.5.2

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.