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Vecchio 08-01-05, 11:03   #1 (permalink)
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Frodi on line

Frodi per un miliardo €
Carte & pagamenti / Il boom di furti d'identità (phishing)




Si chiama phishing ed è un fenomeno che nel 2004 ha fatto scattare l'allarme sul Web e messo in agitazione il mondo dei risparmiatori. Un tentativo di furto d'identità messo in atto da veri e propri cyber-criminali finalizzato alla raccolta di dati ghiotti come il numero di carta di credito, la data di scadenza, il codice pin del Bancomat o le password dispositive per effettuare transazioni dal proprio conto corrente su Internet.
Il pericolo arriva questa volta nella casella di posta elettronica sotto forma di richiesta di aggiornamento, apparentemente genuina, dei propri dati personali da parte di una banca o di un grande network di carte di credito: e-mail contraffatte ad hoc che riportano i loghi di Visa, Mastercard o Citibank — solo per fare qualche esempio — e rimandano a siti "civetta" che solleticano l'utente a confermare la propria identità. Secondo l'Anti-Phishing Working Group, una delle organizzazioni più attive a livello mondiale nella prevenzione e nel monitoraggio nel fenomeno, i siti-truffa costruiti da agosto a novembre 2004 ad immagine e somiglianza di quelli dei grandi brand bancari e finanziari sono stati oltre 4.600, con un tasso di crescita del 28% e un tempo medio di permanenza in Rete di 6 giorni.
Internet a parte, il dato globale più interessante che riguarda le truffe con le carte viene dalla Commissione Europea che ha predisposto un piano d'attacco per la prevenzione delle frodi (vedi intervista sotto): nel Vecchio continente le truffe che riguardano le «plastiche» (carte di credito più quelle debito) sono infatti superiori a un miliardo di euro.
A detta degli esperti in Italia il phishing, ancora circoscritto, è comunque in crescita. Lo prova una delle prime e-mail «pirata» che ha coinvolto da vicino un emittente nostrano: lo scorso dicembre sono iniziati a circolare tra i navigatori messaggi «pirata» che sembravano mandati da CartaSi,machein realtà erano opera dei «soliti ignoti». La logica che sta alla base del phishing è quella «sparare nel mucchio», mandando milioni di e-mail agli utenti che, secondo le ultime stime, hanno un tasso di risposta a livello mondiale del 5%. La prima regola è la prevenzione: non rispondere mai a messaggi di questo tipo. Andrea Giacomelli, responsabile risk management di CartaSi, illustra le contromisure adottate: «Abbiamo messo a punto sistemi diversi di protezione. Tra questi un servizio gratuito che invia ai clienti che vi aderiscono (oggi 90mila) un sms ogni volta che usano la carta oltre un certo importo. Poi abbiamo sviluppato internamente un sistema che lavora con la tecnica degli «alberi decisionali» e permette di verificare in tempo reale il livello di anomalia presente in una transazione, controllando se è genuina o no. Se compare un acquisto che non rientra nello standard di rischiosità del titolare scatta un allarme e il cliente viene contattato. Il nostro volume giornaliero di transazioni fraudolente è pari allo 0,047%: di questa percentuale solo lo 0,018% finisce nei rendiconti. A questo punto scattano le garanzie contrattuali e, nei casi contemplati, sono previsti per i clienti rimborsi con bonifici salvo buon fine. In seguito noi cerchiamo, se possibile, di rivalerci sui soggetti responsabili dell'anomalia». Come, per esempio, gli esercenti.
Anche Paolo Soru, ad di Actalis,società che si occupa anche di firma digitale, parla di un altro metodo per incrementare i livelli di sicurezza: «Bisognerebbe superare il sistema delle normali password statiche e adottare numeri e parole d'ordine generate da dispositivi elettronici. Si tratta delle one-time-password prodotte da piccoli apparecchi simili a portachiavi: password che valgono per un solo utilizzo e durano pochi secondi. Se non vengono usate scadono e quindi nessuno le può rubare».
Tra i grandi circuiti interpellati Mastercard è l'unico che ha fornito i dati sul fenomeno delle truffe. Davide Allegro, responsabile nuove tecnologie, spiega quali sono i numeri: «In Europa nei primi nove mesi del 2004 il totale dei volumi generati dalle oltre 109 milioni di carte Mastercard è stato pari a 2 85,4 miliardi di dollari: la percentuale su frodi legate al totale dei volumi è lo 0,07%». Che equivale quindi ad una truffa globale di circa 200 milioni di dollari (oltre 150 mln di euro). Di questi 200 milioni «il 26% (52 milioni) rappresenta le frodi legate all'e-commerce — conclude Allegro — mentre il 2,15% (4,3 milioni) le truffe legate allo scambio d'identità». Per l'Italia la percentuale delle frodi sul totale del volumi generati è invece dello 0,047%, inferiore a quella europea.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...s080105fr.html
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Vecchio 08-01-05, 11:03   #2 (permalink)
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Transazioni fasulle, il 25% è con email, fax e telefono
La «task force» dell'Ue contro i cyber-crimini




L' Unione Europa in prima linea per contrastare l'uso fraudolento delle carte di pagamento. Per «Plus» parla Oliver Drewes, portavoce di Charlie McCreevy, commissario europeo per il Mercato interno ed ex ministro delle Finanze irlandese.
Dottor Drewes, quali sono le prossime mosse della Commissione per combattere le truffe su carte?
Uno degli obiettivi principali del piano d'azione sulla prevenzione delle frodi messo a punto dall'Europa è proprio la prevenzione delle truffe sul Web. Di recente è stata deliberata l'istituzione di un gruppo specifico in senso alla Commissione che si occuperà di phishing e furti d'identità online. Il gruppo dovrebbe essere attivo già in primavera.
Quali sono i numeri a livello Ue del fenomeno?
La stima che possiamo fare sui pagamenti fraudolenti su carta in Europa supera il miliardo di euro all'anno e corrisponde a circa lo 0,07% delle transazioni. Oggi stiamo assistendo ad un aumento delle transazioni fraudolente al di fuori dei confini nazionali, che sono già dieci volte maggiori rispetto alle frodi domestiche (per esempio una carta italiana usata a scopo di truffa in un altro Paese dell'Ue o una carta straniera utilizzata in Italia). Guardando ai volumi, la maggior parte delle truffe avviene con carte contraffatte (35%) o carte rubate (30%). Ci aspettiamo che queste tipologie di reato vengano ridotte dall'utilizzo delle plastiche dotate di chip.
Internet sembra ancora un terreno fertile per questo tipo di crimine.
I raggiri online sono quelli che crescono più velocemente. Insieme con altri tipi di frodi a distanza là dove la carta non è fisicamente presente (pagamenti effettuati via telefono o fax), rappresenta circa il 25-30% del totale del volume truffe. Tra tutti i crimini informatici legati ai pagamenti, uno di quelli che oggi sembra avere il tasso di crescita più preoccupante è il phishing, la spedizione, da parte di criminali, di milioni di email contraffatte che riportano i marchi di grandi banche e inducono i navigatori a fornire dati sensibili come il numero di carta e le password personali. Negli Usa, dove il fenomeno si sta imponendo con proporzioni notevoli, nei primi sei mesi del 2004 le email "pirata" sono cresciute del 1.200% e secondo uno studio di Gartner nel 2004 sono stati almeno 60milioni i navigatori americani raggiunti da questa minaccia e circa il 19% avrebbe risposto, esponendosi al furto di dati sensibili.
Possiamo fare una stima di quanto sia costato alle banche americane la sola attività del phishing?
L'unico dato certo riguarda il 2003: in quell'anno il phishing sarebbe costato agli istituti finanziari e agli utenti 1,2 miliardi di dollari.

http://www.assinews.it/rassegna/arti...080105fr2.html
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Vecchio 10-01-05, 09:59   #3 (permalink)
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Virus, danni per 16,7 miliardi di $
Per il rapporto F-Secure il 2004 è stato l'anno peggiore Picco di attacchi nei primi sei mesi




Nel 2004 i virus informatici e le diverse forme di attacchi ai computer di tutto il mondo hanno provocato danni economici per 16,7 miliardi di dollari mentre nella lotta con antivirus e altri strumenti software, escludendo dunque la parte di consulenza e altri servizi a valore aggiunto, sono stati spesi circa 3,4 miliardi, con una crescita del 20% rispetto ai 2,7 miliardi del 2003. Queste le rilevazioni raccolte da F-Secure, multinazionale finlandese specializzata nella lotta ai virus e alle altre minacce hi-tech che si propagano via Internet e le reti di telefonia mobile, che ha redatto il «Rapporto sulla sicurezza 2004».
L'anno appena terminato si può considerare il peggiore dal punto di vista dell'impatto finanziario causato dalle offensive dei virus writer, i creatori di virus, che nel 2003 avevano provocato danni complessivamente stimati in 13 miliardi di dollari. Andò meglio nel 2002 quando si raggiunsero "solo" 11,1 miliardi mentre nel 2001 si raggiunse un altro picco negativo con danni per 13,2 miliardi.
«Il 2004 è stato un anno altalenante — commenta Miska Repo, Regional manager di F-Secure per l'Italia — i primi sei mesi sono stati molto impegnativi, con le offensive di virus come Sasser e MyDoom, poi sono arrivati mesi più tranquilli». Una tregua ottenuta anche grazie alla controffensiva delle forze dell'ordine che sono riuscite ad assicurare alla giustizia un numero record di virus writer e criminali informatici mentre le società colpite, come ad esempio Microsoft e Sco, avevano messo taglie e ricompense, fino a 250mila dollari, a chi era in grado di fornire informazioni utili per arrivare all'arresto dei responsabili. Ad oggi non si ha notizia che queste taglie siano state riscosse.
Nel quadriennio. Gli esperti di F-Secure hanno anche quantificato in 22,4 miliardi il valore complessivo dei danni causati dai nove principali ceppi di virus informatici nel quadriennio. Il più nocivo si è rivelato MyDoom, un Worm letale e costoso da debellare, che ha fatto perdere alla comunità business ben 4,5 miliardi di dollari, seguito da Sasser (3,5 miliardi), SoBig e Netsky (entrambi 2,7), Code Red (2,5) Slammer (2) per finire tre exaequo da 1,5 miliardi l'uno: Klez, Nimda e Blaster.
Una caratteristica di questi codici maligni, come nel caso di MyDoom, è la rapidità con cui si propagano in tutto il mondo attraverso i sistemi di posta elettronica, saturando le infrastrutture. Sono stati oltre 100 milioni gli indirizzi di e-mail colpiti da MyDoom in sole 36 ore. Questo virus prima "cattura" tutti gli indirizzi di e-mail presenti sul computer poi invia messaggi infetti falsificando il nome del mittente. I suoi creatori lo hanno programmato per bloccare la sua diffusione a partire dal 12 febbraio 2004 ma in un paio di settimane MyDoom ha fatto "danni" per ben 4,5 miliardi.
«Dal punto di vista aziendale — continua Repo — è possibile proteggersi ma è difficile difendersi dai nuovi Worm che approfittano delle vulnerabilità dei sistemi operativi. Ma, più in generale, i sistemi informatici non sono mai considerati il core business dell'azienda ma un mezzo di supporto per il business». In quest'ottica le Pmi sono considerate delle realtà più vulnerabili perché il management non si preoccupa di questi rischi e perché in azienda spesso mancano le competenze interne.
Le nuove sfide. Per quest'anno Repo si chiede quale sarà l'impatto del Windows Xp Service Pack 2, che dovrebbe aggiungere più sicurezza ai computer. «Speriamo che l'impatto di questo aggiornamento sia positivo — dice il manager di F-Secure — evitando maggiori problemi ma può darsi che sia più difficile scrivere del codice maligno com'è successo nel 2004, però è anche possibile che i virus writer attacchino i cellulari. In questo caso sono gli operatori che devono provvedere alla prima linea di difesa ma anche gli utenti devono pensarci. Però, a mio giudizio, la responsabilità dovrebbe essere dei carrier».
Nel mirino i telefonini. Quest'ultima è una minaccia sempre più reale: nel 2004 sono apparsi i primi virus per telefonini. Cabir ha colpito i cellulari con sistema operativo Symbiam e la tecnologia Bluetooth e si diffonde attraverso la semplice vicinanza con un altro dispositivo. Invece in primavera è apparso Mosquitos, un gioco che di nascosto all'utente inviava messaggi a numeri telefonici a pagamento. Ma il 2004 sarà ricordato anche come l'anno in cui i virus hanno superato quota 100mila e del fenomeno del phishing, ovvero l'utilizzo di falsi messaggi di posta elettronica o di siti Internet apparentemente uguali a quelli di banche e società, come ad esempio emittenti di carte di credito o aste online, per richiedere informazioni riservate, come le coordinate bancarie, da usare poi fraudolentemente.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e100105vi.html
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Vecchio 24-01-05, 11:24   #4 (permalink)
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A 55 miliardi di dollari ammonta il costo degli attacchi dei virus all'economia
24/01/2005

Si stima che il costo degli attacchi dei virus all'economia mondiale, per il 2003, si aggiri intorno a $55 miliardi.

Recentemente, perfino Bill Gates in un'intervista si è lamentato che, di centinaia di e-mail che riceve ogni giorno, e nonostante i sofisticati filtri e le protezioni di Microsoft, l'80-90% è spam spesso infettata da virus.

Forse dovrebbe istruire i suoi ingegneri a fare qualcosa al riguardo.
http://www2.assinews.it:8080/testi/t...240105var.html
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Vecchio 17-10-05, 08:58   #5 (permalink)
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I pirati on line fanno più vittime
Negli ultimi 4 anni la Polizia ha segnalato 350mila truffe
http://www.assinews.it/rassegna/arti...le171005pi.pdf
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