Le crisi rimaste in tasca ai risparmiatori
Bond a rischio / Il mercato italiano fatica a uscire dall'emergenza
Arranca l'Italia dei corporate. Se fuori dai confini il 2004 è stato un anno da incorniciare per le obbligazioni societarie, dalle Alpi in giù il mercato è stato un calvario. Sono finite nel limbo alcune emissioni, mentre altre hanno a fatica guadagnato il purgatorio salvandosi in extremis dall'insolvenza.
È ormai da mesi in default «tecnico» Fin.Part. le cui obbligazioni, scadute la scorsa estate, non sono ancora state rimborsate. L'insolvenza non è scattata per il semplice motivo che è allo studio un piano di ristrutturazione: nel frattempo i titoli quotano tra 30 e 34, un livello che di fatto ne sancisce il default. Il nuovo azionista di maggioranza Gianni Mazzola spera di ottenere 80 milioni dalle banche per rimborsare parte dei bond e ripagarne una parte in azioni.
Dopo che a novembre il Tribunale di Brescia ne ha decretato il fallimento, si sono ritrovati carta straccia in mano anche gli obbligazionisti di Finmatica.I bond dell'ex regina del Nuovo Mercato, 100 milioni emessi nel 2000, sono andati automaticamente in default e oggi quotano a prezzi da obbligazioni argentine, intorno a 8. Adesso per i portatori di obbligazioni — metà delle quali risultano in portafoglio a Banca Intesa —si apre la strada dell'ingresso nella lista di creditori, privilegiati, dell'azienda. Una volta ammessi al passivo, dovranno votare l'eventuale concordato. Finito nel dimenticatoio pure il mini-bond di Tecnodiffusione: 25 milioni, emessi nel 2000, convertibili in azioni della società di produzione e vendita di pc. Ma lo scorso aprile l'azienda è stata messa in liquidazione e poi è entrata in amministrazione straordinaria. Anche questi bondholder devono incrociare le dita aspettando l'ammissione al passivo.
Per una manciata di società che sono riuscite a riscadenzare i propri debiti o, nei casi migliori, a rifinanziarli, altre emissioni sono ancora sorvegliate speciali. Italtractor ha trovato un accordo a inizio 2004, allungando la vita delle obbligazioni e alzandone il rendimento allo stesso tempo. Una via seguita poi anche da Fantuzzi e La Veggia (in questo caso, però, l'amministrazione controllata, che ha congelato ogni creditore, ha proposto addirittura un taglio della cedola). Grazie all'intervento delle banche hanno allontanato lo spettro default Versace e Aprilia (ora finita in mano a Roberto Colaninno). Da ultimo, a fine novembre, i Viaggi del Ventaglio ha raggiunto un accordo con le banche per rimborsare il bond da 100 milioni Fari ancora puntati invece su Impregilo e Tiscali, entrambe gravate da bond-monstre. La prima è alle prese con scadenze per oltre 500 milioni, mentre la Internet company fondata da Renato Soru dovrà restituire 250 milioni: al momento la liquidità non c'è, ma con il recente aumento di capitale (sottoscritto da SocGen per 50 milioni) e il piano di dismissioni previsto (circa 180 milioni), il neo ad Ruud Huisman è convinto di coprire il fabbisogno finanziario.
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