L'amministrazione sconfitta nel 60% dei casi davanti alle commissioni tributarie.
di Antonio Criscione
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Fisco sconfitto davanti alle commissioni tributarie nel 60 per cento dei casi. Con proporzioni simili sia in primo grado che in appello (davanti alle Ctp la soccombenza dell'amministrazione è del 59,24 per cento). È questo uno dei dati che più spiccano nella relazione annuale del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria guidato da Ennio Sepe, relativa all'anno 2003 e inviata ieri al ministro dell'Economia, per la trasmissione al Parlamento. La relazione di quest'anno si segnala per una consistente parte propositiva, per la revisione dell'ordinamento della giustizia tributaria. La soccombenza del Fisco. Il numero delle cause perse dal Fisco è piuttosto rilevante. Negli anni scorsi infatti le relazioni del Consiglio avevano più volte segnalato la "cattiva qualità" della difesa erariale, ma avevano indicato una soccombenza (anche parziale) del Fisco in poco più del 40% dei casi. Ci sono poi almeno dieci commissioni il Fisco perde più dei 3/4 delle cause. Solo davanti alla Ctp di Verbania, il Fisco perde solo nel 17,54% dei casi. I numeri. Un dato piuttosto difficile da cogliere dalla relazione è l'incidenza sul contenzioso del condono. L'anno 2003 è stato infatti quello maggiormente interessato dal condono. Ma le percentuali di "smaltimento" del contenzioso sembrano in linea con quelli degli altri anni. Probabilmente i giudici si sono concentrati sulle questioni non rientranti nella sospensione e il numero delle cause "sanate" non è ancora stato eliminato dalla giacenza complessiva. I ricorsi pendenti a fine 2003 erano 794.245, rispetto ai 947.366 registrati al 1° gennaio 2003. I ricorsi sopravvenuti nel 2003 sono stati 253.159, in netta diminuzione rispetto alle 379.744 pronunce dello stesso anno. L'effetto condono si rileva nel numero dei nuovi ricorsi sopravvenuti. Si passa dai 309.144 presentati alle Commissioni provinciali nell'anno 2002 ai 205.501 proposti nel 2003. In riduzione anche gli appelli proposti alle Commissioni tributarie regionali, che sono passati dai 67.603 del 2002 ai 47.658 del 2003. Per quanto riguarda le commissioni regionali, al 31 dicembre 2002 pendevano davanti a esse 147.064 ricorsi; nel 2003 ne sono pervenuti 47.658. Nello stesso periodo sono state pronunciate 38.136 sentenze, con il risultato che al 31 dicembre 2003 pendevano 144.460 ricorsi. I giudici. Un effetto della riduzione del contenzioso è il mancato ricambio di giudici, quando i posti si sono resi vacanti. A fine 2003 i giudici erano 5.948: rispetto all'organico originariamente previsto circa 2.300 componenti delle Ct in meno. Ma rispetto alle esigenze attuali il Consiglio chiede al legislatore di intervenire per consentire il trasferimento dei giudici, senza necessità di nuove "assunzioni". Il decreto legge taglia deficit, convertito l'altro ieri, ha dato un anno in più ai componenti delle Ct in scadenza. Si tratta di 4.271 giudici che avrebbero dovuto cambiare commissione ad aprile 2005. Ora il legislatore ha un anno per risolvere la questione. Secondo Giacomo Caliendo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati tributari, «dato il generale accordo delle forze politiche si dovrebbe poter arrivare prevedere una rotazione all'interno delle commissioni». Le proposte. Il Consiglio di presidenza propone un «Ufficio centrale per il contenzioso», che collocato presso la "competente autorità governativa" sovraintenda e provveda alla gestione e al funzionamento dei vari servizi relativi alla giustizia tributaria, e che dovrebbe anche gestire il personale delle Ct. Molte sono le altre proposte che vengono dal Consiglio, innanzitutto in materia processuale. Viene infatti chiesta l'integrazione dei mezzi istruttori delle Ct (con l'ammissione della prova testimoniale), ma anche l'appellabilità delle ordinanze cautelari. Ci sono poi proposte di riforme "ordinamentali": tra queste l'abbandono del nome di Commissioni (per passare a quello di Tribunali e Corti di appello tributarie), la devoluzione alle Ctr del contenzioso ancora pendente innanzi alla Commissione tributaria centrale, l'accesso alle presidenze di sezione di magistrati non provenienti dai ruoli delle magistrature professionali, la revisione del meccanismo dei compensi ai componenti delle Ct. ANTONIO CRISCIONE
Giovedí 23 Dicembre 2004