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I nuovi ladri rubano il codice Pin
13 dicembre 2004
I nuovi ladri rubano il codice Pin Secondo i dati della Polizia postale in Italia si registrano manomissioni degli sportelli Bancomat «N el 2004 c'è stato un aumento delle frodi soprattutto con carte di credito, Bancomat, e-commerce e una diminuzione dei reati nell'ambito della proprietà intellettuale, pay tv e dialer». È cambiato così lo scenario della criminalità hi-tech secondo Claudio Caroselli, vicedirettore del servizio centrale Polizia postale e delle comunicazioni, che sottolinea: «Questi truffatori arrivano soprattutto dall'Est Europa, con una certa preparazione tecnica, inventiva e attenzione ai particolari per approfittare dell'ingenuità altrui». I numeri. Nei primi nove mesi sono state compiute, secondo i dati della Polizia postale e delle comunicazioni, 1.125 frodi con carta di credito, 673 con carte di debito e altri supporti, 5.621 usi fraudolenti delle carte di credito e 1.260 con quelle di debito. Per la clonazione della tessere viene utilizzato lo skimmer, apparecchio che "ruba" i dati sensibili contenuti nella banda magnetica. Una volta in possesso di questi dati basta trasferirli su una card in bianco per avere un perfetto clone. Nei primi nove mesi sono stati scoperti oltre 340 casi di duplicazione su false tessere. Non mancano casi di dipendenti infedeli che hanno l'accesso al sistema di numerazione delle card e vendono i codici: il prezzo al mercato nero è di 5mila euro per cento numeri. Nelle frodi con Bancomat si sono specializzate bande "armate" di computer, microtelecamere e skimmer, apparecchiature sofisticate e costose. Tanto preziose che è addirittura capitato che un cliente, non riuscendo a estrarre il Bancomat dallo skimmer, lo abbia staccato dallo sportello e arrabbiato se ne sia andato via. Dopo pochi metri è stato raggiunto da una bellissima ragazza che, con un sorriso, ha recuperato lo skimmer, restituendo la tessera. Sul Web la frode si nasconde dietro la richiesta d'informazioni sensibili, andate perse o da aggiornare, fatte con un clone di una pagina Web di una banca o un'emittente di carta di credito. Impossibile perché le banche usano sempre la tradizionale posta. E resiste via e-mail anche la vecchia truffa escogitata dai nigeriani: una famiglia disperata ha bisogno di una certa cifra, di solito 5mila euro, per entrare in possesso di una fantomatica eredità. Truffe telefoniche. I dialer sono invece in netta flessione. Questi famigerati programmini per pc per accedere a Internet utilizzano automaticamente e all'insaputa dell'utente un numero telefonico che inizia con 709, 899 o 892, a cui corrisponde una tariffazione premium oppure compongono un prefisso internazionale. «Nel 2003 in Italia sono state sporte oltre 200mila denunce e sono state elevate 90 sanzioni amministrative, ognuna da 51.644 euro, a carico delle società che li gestiscono — continua Caroselli —, mentre quest'anno il fenomeno dialer è andato scemando. In tutti i casi il consiglio è di leggere tutto il testo dell'informativa che appare sullo schermo». Situazioni analoghe si verificano con i telefonini: può arrivare un Sms con la vincita di una super-ricarica da 500 euro, basta chiamare un numero che molto probabilmente inizia con l'899 o lo 00. Se incautamente si risponde il credito viene prosciugato. Ma non ci sono solo le micro-truffe. C'è anche chi ha puntato a un bottino di venti milioni, agendo sul sistema telematico utilizzato per trasferire i fondi di Banco Posta, violando un sistema di sicurezza con doppia password. Innanzitutto i complici hanno aperto dei conti postali, mentre il resto della banda ha intercettato la password d'accesso di un direttore di un ufficio postale. Il secondo codice è stato poi rubato installando una microtelecamera nell'ufficio del direttore. Con le due password i malviventi potevano così trasferire i fondi sui conti dei complici che poi prelevavano il contante allo sportello. E questo sistema è stato smantellato dopo che i malviventi sono riusciti a impossessarsi di un milione di euro. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e121204la.html |
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Maxiarchivio per le frodi
Contromisure / L'iniziativa del Governo Le transazioni monetarie hanno subito in pochi anni una vera e propria rivoluzione, grazie al diffondersi della moneta elettronica che consente, da un lato, di abbattere tempi e costi delle operazioni e, dall'altro, di favorire gli scambi e i pagamenti. Così, nel mondo, circolano ormai almeno un miliardo e 900 milioni tra carte di credito e debito, di cui circa mezzo miliardo in Europa. Anche in Italia la crescita dei nuovi strumenti è stata tumultuosa e ha riguardato pure bancomat e sportelli polifunzionali, passati dai quasi 18mila censiti nel 1995 agli oltre 30mila di fine 2003. Risulta, però, in forte crescita anche il fenomeno delle frodi, soprattutto con lo sviluppo di Internet. Secondo dati della Banca d'Italia le frodi "tradizionali" attraverso carte di credito ammonterebbero allo 0,10-0,15% del volume totale delle transazioni, mentre quelle sulla Rete, sempre rispetto al valore delle operazioni, potrebbero essere anche 10 volte superiori. Recentemente, poi, ha preso consistenza anche la clonazione delle carte bancomat, realizzata attraverso meccanismi sempre più sofisticati. Per contrastare l'offensiva criminale il Governo ha deciso di giocare la carta del monitoraggio, attraverso un grande data base informatizzato. Con un disegno di legge ad hoc è stata, così, stabilita la creazione di un archivio presso l'ufficio centrale Antifrode del ministero dell'Economia e delle Finanze, dove saranno raccolte tutte le segnalazioni di banche, reti commerciali e intermediari finanziari. Un'innovazione salutata con favore dalle autorità di controllo e dall'Abi, anche perchè in linea con i nuovi orientamenti della Ue e dell'Ocse in tema di contrasto alle frodi e al riciclaggio. Il nuovo archivio si affiancherà alla Cai, la Centrale d'allarme interbancaria gestita dalla Banca d'Italia, che raccoglie, oltre agli assegni bancari e postali, anche le carte di pagamento cui sia stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo. Contro il rischio di clonazione delle carte bancomat, invece, le forze di Polizia hanno reso pubblico un "vademecum" di accorgimenti utili. Le avvertenze principali sono quelle di non digitare il codice segreto in presenza di altri individui; ritirare sempre le ricevute emesse dagli impianti self-service e verificare che sopra la tastiera non siano state installate videocamere. http://www.assinews.it/rassegna/arti...121204la2.html |
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