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Vecchio 10-12-04, 19:36   #1 (permalink)
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Le assicurazioni con più garanzie

Provvedimento dell'Isvap sulla solvibilità.

Le assicurazioni con più garanzie

Maggiori garanzie per i titolari di assicurazioni vita e danni.
L'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), con il provvedimento n. 2322 del 6 dicembre 2004 ha emanato specifiche istruzioni di vigilanza introducendo disposizioni prudenziali al fine di rafforzare i presidi patrimoniali a garanzia della solvibilità dell'impresa. Un provvedimento atteso in quanto previsto dal decreto legislativo n. 307 del 3 novembre 2003 con il quale sono state introdotte modifiche volte a rafforzare l'impianto delle garanzie di solvibilità delle imprese di assicurazione vita e danni. Il decreto stabilisce nuove regole di determinazione del margine di solvibilità da costituire in funzione dell'attività svolta, una più puntuale disciplina degli elementi di patrimonio ammissibili ai fini della copertura del margine, specifiche norme in materia di idoneità dei trattati di riassicurazione stipulati, l'attribuzione all'Isvap del potere di intervento preventivo nei casi di deterioramento della posizione finanziaria delle imprese.

L'Isvap è intervenuto in merito alle condizioni e i limiti per l'inclusione delle passività subordinate tra gli elementi costitutivi del margine disponibile, con riferimento: alle clausole del differimento del pagamento degli interessi e dell'assorbimento delle perdite sul prestito; alle clausole di revisione automatica del tasso d'interesse del prestito, non esercitabili prima di cinque anni dall'emissione stessa e il cui ammontare complessivo deve essere inferiore a 100 punti base; agli obblighi di preventiva informativa all'Isvap ai fini dell'assenso all'emissione di passività subordinate; al divieto di includere nel margine disponibile le passività subordinate in presenza di finanziamenti al sottoscrittore ovvero all'acquirente delle passività stesse che possano configurare atti tra loro coordinati. Sono state inoltre stabilite le modalità di determinazione dei plusvalori netti sugli investimenti e i limiti di utilizzo degli stessi quali elementi costitutivi del margine disponibile. In particolare: limiti all'utilizzo di plusvalenze nette su strumenti finanziari non quotati; modalità di determinazione del valore corrente degli investimenti ispirati a criteri prudenziali, sia per gli strumenti finanziari quotati sia per gli altri investimenti; obblighi di informativa preventiva all'Istituto ai fini del rilascio della prescritta autorizzazione.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...o101204pr.html
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Vecchio 13-12-04, 21:26   #2 (permalink)
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Via alle nuove regole Isvap su margine di solvibilità
13/12/2004

L'Isvap ha dettato le nuove regole per la determinazione del margine di solvibilità delle imprese di assicurazioni vita e danni che verranno applicate a partire dal bilancio 2004.

Il provvedimento intende perseguire una migliore qualità in ordine agli strumenti utilizzati a copertura del margine di solvibilità; una più puntuale disciplina degli elementi di patrimonio ammissibili ai fini della copertura del margine; specifiche norme in materia di idoneità dei trattati di riassicurazione stipulati e il conferimento nelle mani dell'Isvap del potere d'intervento preventivo qualora si verificassero casi di deterioramento della posizione finanziaria delle imprese.

Le nuove disposizioni non dovrebbero comportare grossi effetti sui conti delle compagnie meglio patrimonializzate mentre l'innalzamento del margine di solvibilità legato all'aumento degli strumenti utilizzabili per la sua copertura avrà l'effetto di garantire una certa flessibilità in situazioni contingenti.
http://www2.assinews.it:8080/banchedati/isvp2322.pdf
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Vecchio 17-12-04, 09:52   #3 (permalink)
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Assicurazioni, l'Isvap «sblocca» le plusvalenze
Potranno essere usate per il margine di solvibilità



MILANO • Le plusvalenze latenti dei bilanci assicurativi potranno essere utilizzate dalle compagnie per costituire il loro margine di solvibilità. Con un provvedimento reso pubblico in questi giorni l'Isvap, l'autorità di regolamentazione del settore, ha stabilito i criteri applicativi di un decreto legislativo approvato a fine 2003. Le compagnie potranno utilizzare le plusvalenze nei limiti del 10% del margine disponibile per i rami vita e entro il 20% per i rami danni. Nel calcolo delle plusvalenze — ha stabilito l'Isvap — dovranno essere adottati criteri prudenziali. In particolare per i titoli quotati il plusvalore va calcolato in base alla quotazione media dell'ultimo semestre. Per i non quotati si farà ricorso al probabile valore di realizzo e per gli immobili alla stima di esperti indipendenti aggiornata ogni 5 anni. Le decisioni delle imprese saranno sottoposte all'Isvap che manterrà un'ampia discrezionalità nel valutare la congruità del presidi patrimoniali delle compagnie.
• Il margine di solvibilità rappresenta la riserva patrimoniale minima che le imprese assicurative debbono dimostrare di possedere a garanzia delle prestazioni promesse ai loro clienti. E le plusvalenze latenti degli asset — il plusvalore rispetto al valore di acquisto a cui sono iscritti in bilancio — rappresentano una importante variabile per misurare la forza di una compagnia. Per fare un esempio a fine settembre scorso il primo gruppo assicurativo del Paese, le Generali, esibiva plusvalenze per 7,1 miliardi di euro e la Ras (il secondo) per circa 2 miliardi. Con la decisione di questi giorni, l'istituto di vigilanza compie un nuovo passo in avanti in direzione di una gestione più dinamica dei presidi patrimoniali delle imprese. Questi, calcolati finora in misura fissa, sono destinati nei prossimi anni (con il protocollo di solvency II) a essere rapportati ai rischi effettivi inclusi nel portafoglio di una compagnia. E includere anche le plusvalenze latenti nel calcolo delle attività a copertura va certamente in direzione di una rappresentazione più fedele della realtà.
Improntate ai medesimi criteri prudenziali sono anche le disposizioni impartite dall'Isvap sull'utilizzo delle passività subordinate (prestiti che, per le loro caratteristiche, si avvicinano al capitale di rischio delle società), che rappresentano una posta utilizzata con una certa frequenza dagli assicuratori. Al giugno di quest'anno, secondo i calcoli della commissione di vigilanza, le passività subordinate avevano raggiunto un ammontare complessivo di 2,6 miliardi, pari all'1,42% del patrimonio delle compagnie italiane. Una percentuale che saliva a circa il 16% degli elementi costitutivi del margine di solvibilità per le compagnie che indicavano questa posta contabile.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...171204pl2.html
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