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Gennarino Fan's Club
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Cirio, Siniscalco annuncia 400 sanzioni
Per il crac Cirio sono in arrivo 400 sanzioni. Lo ha reso noto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, nel corso del question time alla Camera. "Ho ricevuto questa mattina dalla Consob dodici casse di documenti - ha detto il ministro - sul caso Cirio per irrogare 400 sanzioni ed ho dato incarico agli uffici di procedere quanto prima si può".
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Gennarino Fan's Club
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La consob ha inviato al Ministero dell'economia richiesta di sanzione per 10 banche per carenze procedurali e conflitto d'interesse nell'ambito degli accertamenti per far luce sull'intermediazione dei bond Cirio.
Tra loro figurerebbero Banca Intesa, Bnl, Capitalia, Credito Emiliano, Banca Agricola Mantovana (Mps), Antonveneta, Banca Popolare di Ancona (Bpu), Cr Firenze, Sanpaolo Imi E Unicredit. In totale, ha detto il ministro Domenico Siniscalco, sono 400 le sanzioni totali richieste dalla Consob sulla vicenda dei bond Cirio. |
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Per Cirio 400 multe in arrivo
Siniscalco: «Dalla Consob 12 casse di documenti» - Coinvolte le maggiori banche ROMA - Il ministero del Tesoro ha ricevuto ieri dalla Consob «dodici casse» di documenti sulla vicenda Cirio contenenti 400 proposte di multe riguardanti i vertici e i funzionari di dieci gruppi bancari. La voluminosa richiesta del pagamento di sanzioni, inoltrata dalla Commissione, riguarda le carenze procedurali e il conflitto d’interessi emersi nell’ambito di accertamenti sulle modalità di collocamento dei Cirio-bond. A dar notizia dell’avvio delle procedure sanzionatorie sul crack del gruppo agroalimentare è stato ieri il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco nel corso del question time alla Camera durante il quale il numero uno di Via XX Settembre ha parlato anche della riforma del risparmio, «che dovrà restituire fiducia ai risparmiatori», di anatocismo - l’illecita capitalizzazione di interessi -, e di caro-conto corrente in banca. «Proprio questa mattina ho ricevuto dalla Consob 12 casse di documenti sul caso Cirio», ha fatto sapere il ministro, i cui tecnici hanno 90 giorni di tempo per analizzare una a una tutte le proposte di sanzione. «Ho dato incarico formale agli uffici di procedere quanto prima», ha sottolineato Siniscalco, memore del fatto che il default sui Ciriobond risale al novembre 2002. Tra gli istituti che potrebbero essere colpiti dalle sanzioni, secondo l’Ansa, figurerebbero Banca Intesa, Bnl, Capitalia, Credito Emiliano, Banca Agricola Mantovana (Mps), Antonveneta, Banca Popolare di Ancona (Bpu), Cr Firenze, Sanpaolo Imi e Unicredit. Il pagamento delle prime multe, che possono arrivare fino a 100 mila euro l’una, potrebbe contribuire a ripristinare la fiducia dei risparmiatori. Ma su questo fronte, secondo Siniscalco, la responsabilità maggiore grava sul ddl risparmio: «Il bene della fiducia è il bene principale e il disegno di legge sul risparmio, a questo punto nelle mani del Parlamento, deve essere in grado di offrire tutte le assicurazioni necessarie perché la fiducia richiede il contributo di tutti», ha puntualizzato Siniscalco. Nel corso del question time sono comunque venuti al pettine anche altri nodi che in questi giorni stanno contrapponendo il mondo bancario con i consumatori: l’anatocismo e il caro-conto. Su tassi capitalizzati per vie illecite il ministro favorisce le sistemazioni di tipo stragiudiziale perché «sono le migliori per ripristinare il clima di fiducia». «Spero che il sistema bancario, come ha fatto nei casi più controversi di Cirio e Parmalat, provveda a un accomodamento di tipo volontario delle situazioni patologiche», ha rimarcato. In quanto all’alto costo dei servizi bancari, il ministro ha detto di aver esercitato «il massimo di persuasione possibile» nei confronti degli istituti di credito per far calare il costo dei servizi. Ma ha poi spezzato una lancia a favore del sistema bancario ricordando che «la Banca d’Italia ha fatto una rilevazione importante che mette in evidenza una significativa percentuale di conti correnti chiusi effettivamente su iniziativa della clientela pari al 12% del totale dei rapporti in essere». A dimostrazione del fatto che esiste una certa rotazione nei conti. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e101204ci.html 10 dicembre 2004 Il ministro: bisogna ridare fiducia ai risparmiatori. Dai presidenti ai funzionari degli istituti, verso il pagamento in media di 30 mila euro «Crac Cirio, proposte 400 multe ai banchieri» ROMA — I tecnici del ministero dell'Economia dovranno spulciare 12 casse di documenti, recapitate in via XX Settembre il 7 dicembre scorso. Le ha inviate la Consob e contengono ben 400 richieste di sanzione da comminare a banchieri e bancari per lo scandalo dei bond Cirio, scoppiato dopo il crac del gruppo agroalimentare. Il ministero avrà a disposizione 90 giorni per esaminare gli incartamenti e far partire le multe, ma il ministro Domenico Siniscalco ha detto che farà più in fretta. «Ho dato incarico formale agli uffici di procedere quanto prima» ha affermato annunciando l'arrivo dei dossier da parte della Commissione presieduta da Lamberto Cardia nel corso di un question time alla Camera. Le 400 sanzioni, di un valore medio pari a 30 mila euro, colpiranno dirigenti e funzionari, amministratori e sportellisti, di 10 banche, le maggiori del Paese. In particolare si tratta di Banca Intesa, Bnl, Capitalia, Unicredit, San Paolo-Imi, Credito Emiliano, Banca Agricola Mantovana, Antonveneta, Popolare di Ancona e Cassa di risparmio di Firenze. Le banche devono «restituire fiducia ai consumatori», ha aggiunto Siniscalco che con l'occasione è ritornato a parlare della riforma della tutela del risparmio. «Credo che il disegno di legge debba essere in grado di offrire tutte le rassicurazioni necessarie» ha detto per poi toccare altri due temi spinosi del rapporto tra banche e risparmiatori. E cioè gli alti costi dei servizi bancari e il rimborso dei vecchi interessi applicati su base trimestrale su prestiti e fidi (anatocismo bancario), giudicati illegittimi dalla Corte di Cassazione. «La questione sarà risolta in sede giudiziale, dove è stata posta. Ma spero che venga seguito il doppio binario» ha rilevato Siniscalco. E cioè che il sistema bancario, «esattamente come ha fatto nei casi più controversi» quali il collocamento dei bond Parmalat e Cirio, «provveda anche ad un accomodamento di tipo volontario delle eventuali situazioni patologiche». Questo modo di procedere servirebbe proprio a migliorare quel clima di fiducia «messo a dura prova negli ultimi 2 o 3 anni» e che «merita la massima attenzione perché si tratta di un bene pubblico su cui si fonda l'ordinato funzionamento del mercato dei capitali». Anche i costi crescenti dei servizi bancari ostacolano il miglioramento del rapporto tra banca e cliente: «Il governo e io in particolare abbiamo cercato di esercitare il massimo della persuasione per ottenere ribassi», ha aggiunto il ministro che afferma di aver ottenuto risposte positive da parte di alcuni grossi istituti di credito e di aver intenzione di continuare nella sua azione di moral suasion. Quanto alla chiusura dei conti correnti, «salatissima» anche nel caso di semplice trasferimento del deposito da una sede all'altra della stessa banca, il ministro ha affermato che può costituire «una barriera» alla concorrenza. Anche se dai dati della Banca d'Italia risulta che «la rotazione dei conti correnti esiste, vista la chiusura del 12% dei rapporti in essere». In ogni caso su questo tema maggiori elementi si avranno con la conclusione delle indagini avviate dall'Antitrust e dalla stessa Banca d'Italia. Quest'ultima in particolare, ha specificato Siniscalco, si estenderà su tutti i servizi connessi ai conti correnti offerti dalle banche anche alle piccole imprese e alle famiglie. Stefania Tamburello Un dissesto finanziario che dal 2002 ha travolto 35 mila sottoscrittori MILANO — E' il 3 novembre del 2002 quando non arrivano i soldi per un prestito da 150 milioni in scadenza emesso dalla finanziaria lussemburghese Cirio Finance. Ma non tutto sembra irrimediabilmente perduto per i 35 mila obbligazionisti che hanno in tasca bond della galassia Cirio-De Rica-Del Monte per un totale di 1,1 miliardi di euro. Il patron Sergio Cragnotti ostenta ottimismo, nonostante tutto. Le banche che fino ad allora lo hanno sorretto sembrano voler fare un passo indietro. E solo quando arriva il cross default, l'insolvenza su tutte le linee obbligazionarie, diventa chiaro che per gli investitori le perdite saranno massacranti. Anche perché, pian piano, si scopre che non sono pochi i casi di risparmiatori che avevano acquistato anche bond della Repubblica Argentina, in crisi dal dicembre 2001. Il piano messo a punto da Ubaldo Livolsi e Rothschild per la ristrutturazione dell'azienda del pomodoro più vecchia d'Italia, con la proposta di rimborsi diversi a seconda del bond, non decolla mai. Nemmeno quando dalla Turchia arriva il gruppo Cukurowa a dare speranza e a promettere nuovi finanziamenti mai chiariti. Alla fine il verdetto è degli stessi risparmiatori che bocciano la proposta in uno studio legale londinese a fine luglio del 2003. Ora, a distanza di oltre due anni, arrivano le 400 possibili sanzioni per un totale di 12 milioni di euro. Ma, in ogni caso, nulla potrà cambiare da questo fronte per l'esercito di 35 mila persone. Diversamente da quanto avviene con la Sec negli Stati Uniti, le sanzioni delle authority italiane hanno natura amministrativa e non convergono in un fondo a tutela delle vittime di crac e frodi. E nonostante la soglia massima delle multe sia stata alzata da 100 mila a cinque milioni di euro dal recepimento della normativa comunitaria sul market abuse — che dovrebbe far nascere la SuperConsob e che sbarcherà in Senato tra qualche giorno — per ora la possibilità di usare i soldi recuperati per i risparmiatori è lontana. Cosa resta dunque? Il piano di dismissioni messo a punto dai tre commissari straordinari della Cirio, Mario Resca, Luigi Farenga e Attilio Zimatore, per ora ha dato risultati superiori alle aspettative. La vendita dei succhi di frutta di Del Monte Foods, andati alla Del Monte Fresh, ha portato nelle casse 275 milioni e rotti. Altri 160 milioni sono giunti dalla cessione a Conserve Italia più un pool di banche degli stabilimenti De Rica. Ed è in corso proprio in questi giorni l'ultima grande dismissione: il pacchetto azionario in Del Monte Pacific, società delle Filippine che controlla una delle più grandi piantagioni di ananas del mondo. Nella short list sono rimaste tre multinazionali e secondo le attese la vendita potrebbe portare nella casse una cifra intorno ai 150 milioni. Infine, qualche «spicciolo» dovrebbe arrivare anche dal caso Bombril in Brasile dove la situazione sembrava compromessa. Insomma, a parte i casi di risarcimenti da parte di UniCredit, Banca Intesa, Sanpaolo e Capitalia a una parte dei propri clienti, per i 35 mila coinvolti nel crac non resta che attendere la fine della procedura che dovrebbe portare a rimborsi dal 20 al 70%. Massimo Sideri msideri@corriere.it http://www.assinews.it/rassegna/arti...r101204ci.html 0 dicembre 2004 La Consob ha inviato 12 casse di documenti a Siniscalco, cui spetta il potere di decidere le sanzioni Cirio, in arrivo 400 multe alle banche Sotto accusa anche Intesa, Bnl, Capitalia, Sanpaolo e Unicredit Consob: carenze nelle procedure e conflitti d´interessi LUCA PAGNI MILANO - Le multe non sono ancora partite. Ma lo saranno presto. Con una uscita ad effetto, deviando così le polemiche contro la maggioranza di centrodestra per la mancata approvazione della legge sul risparmio, il ministro dell´Economia Domenico Siniscalco ha annunciato ieri l´arrivo di 400 sanzioni che colpiranno le banche coinvolte nel caso delle obbligazioni Cirio. Si tratta di multe ? fino a un massimo di 100mila euro ? che raggiungeranno vertici e personale di una decina di istituti di credito. Secondo fonti del ministero l´elenco delle banche coinvolte comprenderebbe Intesa, Bnl, Capitalia, Credito Emiliano, Banca Agricola Mantovana (gruppo Mps), Antonveneta, Banca Popolare Ancona (gruppo Bpu), Cr Firenze, Sanpaolo Imi e Unicredit. «Restituire fiducia ai risparmiatori» è quanto si propone Siniscalco, come ha spiegato ieri durante un´audizione alla Camera dei deputati, dopo i recenti crac finanziari. E come ottenerla? Con l´approvazione della legge sul risparmio, da un anno a questa parte bloccata dalle divisioni interne alla Casa delle Libertà. Ma anche con iniziative come quelle promosse dalla Consob sui bond Cirio, la cui insolvenza ha coinvolto oltre 35mila famiglie italiane, contro gli istituti di credito che hanno collocato i titoli ai risparmiatori. «Proprio questa mattina ? ha rivelato Siniscalco in Parlamento ? ho ricevuto dalla Consob dodici casse di documenti sul caso Cirio per irrogare 400 sanzioni e ho dato incarico formale agli uffici di procedere quanto prima». Il Testo unico della Finanza attualmente in vigore prevede, infatti, che sia l´Autorità di controllo della Borsa a promuovere le inchieste e a proporre al ministero l´invio della sanzione. La decisione finale, però, spetta a Via XX Settembre. Nel giugno scorso era stato Lamberto Cardia, presidente della Consob, a rendere pubblico ? nella sua relazione annuale ? l´avvio di una procedura nei confronti degli istituti di credito. A suo dire le banche avevano evidenziato, in particolare nel caso Cirio, «profili critici» in cui «si è verificata un´ampia diffusione al pubblico di bond, senza la necessaria esaustiva e tempestiva informazione sui rischi». Da qui, l´avvio di ispezioni, assieme ai funzionari di Bankitalia, che si sono poi trasformate in una prima contestazione ai 400 dirigenti coinvolti, i quali hanno poi avuto fino a 90 giorni di tempo per rispondere alle accuse. Repliche che, a quanto pare, non devono aver convinto gli uomini di Cardia, visto che le contestazioni 400 erano a giugno e 400 sono rimaste. Nonostante gli atti che portano alla sanzione non siano ancora stati resi pubblici, non è difficile immaginare quali siano le accuse rivolte ai vertici e ai funzionari di banca. Come si legge nella relazione annuale, Consob contesta «la diffusa presenza di molteplici e differenziati interessi», in cui «le banche finanziano le imprese, prestano consulenza, collocano e negoziano titoli, li acquistano e li vendono come gestori, effettuano studi per consigliare l´acquisto o la vendita». Ed è in questo scenario che si colloca il caso Cirio. Una volta che il Tesoro avrà accolto o meno la proposta di sanzione, la Consob pubblicherà il nome dei sanzionati, i quali potranno fare ricorso alla Corte di appello del Tribunale. Su un´altra corsia, prosegue l´indagine sui bond Cirio condotta dalla procura di Monza, dove i giudici potrebbero entro breve chiedere il rinvio a giudizio per truffa di una serie di manager che all´epoca del collocamento delle obbligazioni lavoravano per conto di Banca di Roma, Intesa, Comit e Capitalia. http://www.assinews.it/rassegna/arti...p101204ba.html |
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10 dicembre 2004
Bond Cirio, in arrivo le sanzioni del Tesoro La scure del ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, sta per abbattersi su amministratori e dipendenti delle banche coinvolte nel caso Cirio. «Ho ricevuto dalla Consob dodici casse di documenti sul caso Cirio per comminare 400 sanzioni e ho dato incarico agli uffici di procedere quanto prima», ha detto ieri Siniscalco nel corso del question time alla Camera. Secondo indiscrezioni attendibili, nella lista della Consob compaiono nomi di illustri banchieri e semplici funzionari che nel collocamento dei bond del gruppo agroalimentare hanno operato in evidente conflitto di interesse o non rispettando le regole procedurali. Gli istituti coinvolti? Praticamente tutti i maggiori gruppi bancari italiani: Banca Intesa, Bnl, Capitalia, Credito Emiliano, Banca Agricola Mantovana, AntonVeneta, Banca Popolare di Ancona, Cassa di Risparmio di Firenze, Sanpaolo Imi e Unicredito. Le sanzioni, che sono individuali e non contro le banche, potrebbero raggiungere al massimo circa 100mila euro cadauna. Una volta che il ministero avrà emesso il verdetto, Consob pubblicherà l’elenco dei sanzionati ai quali resterà aperta la via del ricorso presso la Corte d’Appello. http://www.assinews.it/rassegna/arti...m101204ba.html |
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