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Il rapporto di Kpmg sui conti di Volare
Così si uccide una compagnia
Dentro quelle 67 pagine c'è di tutto. Soprattutto una serie di scoperte che rischiano di trasformare la storia di Volare, la compagnia aerea vicentina low-cost caduta in gravi difficoltà, in uno strano intreccio di rapporti tra padri e figli, amici e conoscenti, che si svolge tra l'Italia, la Spagna e gli Stati Uniti. Quelle pagine formano il rapporto riservato della società di consulenza legale Kpmg forensic sui bilanci 2001, 2002, 2003 di Volare: l'indagine, voluta dell'ex presidente Giorgio Fossa e dall'amministratore delegato Andrea Molinari, ha fatto emergere un buco di 300 milioni di euro contro i 120 precedentemente dichiarati dal gruppo. Economy, che è entrato in possesso del documento, presenta il capitolo dei rapporti tra Volare e la società spagnola Lte, società al cui vertice sedevano gli stessi uomini che proprio negli ultimi due mesi hanno messo in piedi una compagnia low cost, la Myair.com. Ricambi e merci a peso d'oro. I risultati dell'indagine di Kpmg forensic mostrano un lungo elenco di irregolarità: come gli oneri di ristrutturazione della flotta, che sono stati contabilizzati in anticipo rispetto a quanto previsto nei contratti e voci di bilancio errate; o le parti di ricambio di Air Europe o di Volare Airlines che sono state cedute alla società statunitense Eac per importi in euro che non corrispondevano all'effettivo valore in dollari. Ma c'è anche merce vanduta e mai arrivata negli Usa, e che al contrario torna a Malpensa nei magazzini di Volare group. Inoltre, secondo altri documenti in possesso di Economy, le due versioni del business plan della nuova compagnia Myair.com sono cloni esatti del documento informativo redatto da Interbanca per Volare group nel marzo del 2004: stessa la grafica, stesso lo stile delle filettature e del carattere. Cambiano solo nomi e cognomi: ma neanche tanto, visto che il management della nuova compagnia low cost altro non è che la vecchia classe dirigente di Volare group. Un esodo sospetto di dirigenti. Al 18 luglio, data di presentazione del primo documento di Myair.com , infatti, i soci fondatori Giuliano Martinelli, Edgardo Badiali e Merrick Adelstein avevano appena lasciato Volare Group. In particolare, Martinelli fino al 9 luglio era stato direttore commerciale, mentre Badiali fino a giugno 2004 era stato capo progetto di Volareweb (in precedenza era stato direttore commerciale di Volare group e poi amministratore delegato di Lte) e Adelstein era stato il direttore finanziario del gruppo (da agosto, invece, è diventato direttore generale di Lte). Anche molti degli altri manager del team indicato nel secondo documento informativo di Myair.com redatto il 10 settembre, sono ex dirigenti di volare: come Enzo Traini (dal 1998 al 2004 manager del dipartimento manutenzioni generali di Volare airlines), Danilo Zenari (fino ad agosto 2004 responsabile della struttura tecnica, di planning ed ingegneristica di Volare airlines), Armando Perissinotto (prima comandante e poi direttore training di Volare Airlines dal 2002 al 2004), Cristiano Casagrande (dal dicembre del 2003 direttore finanziario del gruppo Volare). Un folto gruppo di manager che, ovviamente, conoscevano bene la realtà di Volare: nel loro documento informativo, infatti, sottolineano l'indebitamento accumulato. Un'affemazione che dimostra come fossero perfettamente consapevoli della difficile situazione finanziaria attraversata dal vettore vicentino. Ma il documento di Kpmg presenta una verità diversa dal 2001 al 2003. In particolare, sui rapporti con Lte, società che fornisce voli charter per l'Europa e mete esotiche, interamente controllata dalla Gesarer s.a. con sede a Palma de Maiorca. Secondo le indagini di Kpmg, il procuratore della Gesarer è Martinelli, consulente tecnico commerciale di Volare airlines fino al 9 luglio 2004. Martinelli dal 7 giugno 2000 deteneva anche una partecipazione in Volare airlines <<inizialmente pari a 4,44% e ridotta poi a 0,84% al 9 marzo 2004, oltre a una partecipazione pari al 40% nella società facente capo alla famiglia Martinelli, Martin air brokers, con sede a Milano, nella quale ricopre la carica di presidente del consiglio di amministrazione>>. Questa società, specializzata nella consulenza per il settore aeronautico, <<è stata azionista della Volare airlines con una quota dell' 1,11% del capitale dal 12 maggio del 1998 al 12 luglio del 2000, data in cui il pacchetto azionario è stato ceduto ad Alessandro Martinelli, figlio di Giuliano. Alessandro risulta anche procuratore della Lte e detiene una partecipazione pari al 60% della società Martin air brokers>>. Ora, sempre secondo quanto riportato nel documento di Kpmg forensic, <<il 7 giugno 2001 è stato stipulato un accordo di servizi tra Volare group e Martin air brokers in base al quale quest'ultima si impegnava ad organizzare l'area commerciale del gruppo Volare nell'intero settore charter. L'importo del contratto era di 500 milioni di lire lorde annue (258.228,45 euro), con un premio lordo di 100 milioni di lire (51,645,69 euro)>>. Non basta. Le indagini di Kpmg forensic si sono concentrate, in particolare, su tre contratti di wet lease stipulati nel 2001 e nel 2003 da Volare airlines e group con Lte. Anche in questo caso il ruolo degli ex manager suscita i sospetti degli investigatori di Kpmg. In particolare, il contratto del 2001 è stato firmato da Giuliano Martinelli per volare ed Alessandro Martinelli per Lte, in qualità di responsabile commerciale. Il contratto del 17 febbraio 2003 e quello del 1 dicembre 2003 hanno come firmatari Vincenzo Soddu per Volare e Alessandro Martinelli e Casimiro Bermudez per Lte. Inoltre a Kpmg risulta che nessuno di questi contratti sia stato sottoposto all'approvazione del cda di Volare group e di Volare airlines. Quanto ai rapporti tra le due società, emerge che nel contratto del 17 febbraio 2003, avente per oggetto la fornitura di un aeromobile per il periodo intercorrente tra il 6 aprile del 2003 e 26 ottobre del 2003, era stato previsto un totale complessivo di 1100 ore di volo con utilizzo minimo corrispettivo garantito pari a 2,5 milioni di dollari. Dai riscontri effettuati da Kpmg, invece, risulta che <<le ore effettivamente realizzate in base a tale contratto sono state significativamente inferiori e pari a circa 402 che, valorrizzate ai corrispettivi unitariamente previsti dal contratto, ammonterebbero a 1,006 milioni di euro. In relazione al contratto, sono stati effettuati pagamenti complessivi alla Lte per un importo di 1,4 milioni di dollari>>. Lte ha continuato a battere cassa. Eppure, osservano i consulenti di Kpmg, <<la discrepanza tra ore effettuate e quelle previste era rilevabile già dai primi mesi di operatività del contratto, ma non risulta siano state prese azioni per rinegoziare le clausole contrattuali con Lte>>. Al contrario, secondo quanto hanno scoperto gli uomini della società di consulenza, con lettera datata 11 novembre 2003 a firma di Vincenzo Soddu è stato comunicato a Lte un piano di rientro di 1,5 milioni di dollari, in base al quale Volare group si sarebbe impegnato a versare quanto ancora dovuto in base ai pagamenti mensili predefiniti. Inoltre, a seguito della sospensione dei pagamenti da parte della Volare group a partire dal giugno 2004, a Kpmg <<risulta che Giuliano Martinelli avrebbe più volte sollecitato al responsabile della tesoreria di Volare group il saldo di quanto dovuto alla Lte>>. Quel consulente sul ponte di comando C'è un altro protagonista che ha avuto un ruolo chiave nella vicenda Volare. Si tratta di Interbanca, la banca d'affari del gruppo Antonveneta, che detiene il 12,5% della compagnia aerea di cui Mauro Gambaro (ex direttore generale proprio di Interbanca) è tuttora presidente. I rapporti tra l'istituto e la compagnia vicentina sono molto stretti. Vincenzo Soddu, ex amministratore delegato di Volare group, nel 2001 ha chiamato Interbanca come consulente per la quotazione in borsa (poi saltata a seguito della crisi dell'11 settembre 2001). Nel 2002 sempre Interbanca ha fatto da consulente finanziario a Gino Zoccai nell'acquisto di Air Europe da Swiss air, un'operazione da 7 milioni di franchi svizzeri. Poi, quando a marzo di quest'anno la compagnia ha realizzato l'aumento di capitale da 80 milioni, 20 sono stati versati da Interbanca che, in cambio, ha rilevato il 12,5% della società. In seguito, la metà di questa cifra la banca d'affari se l'è ripresa per coprire le perdite sui derivati accumulate da Volare tra fine 2003 e inizio 2004, mentre altri 2,3 milioni le sono tornati in tasca come commissioni dell'aumento. Infine, l'Istituto avrebbe anche prestato 20 dei 40 milioni che l'argentino Eduardo Eurnekian ha versato in Volare per l'aumento di capitale. tratto da Economy 9 dicembre 2004 n.50 pp 36-38 a cura Cristina Fiorio |
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