Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Officine Giuridiche : Legal Financial Forum

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 30-11-04, 10:39   #1 (permalink)
Member
 
L'avatar di FaGal
 
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0
FaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond repute
Il debito nascosto dalla Cassa

26-11-2004
Il debito nascosto dalla Cassa
Giorgio Ragazzi

La Cassa depositi e prestiti “privatizzata” sta considerando l’acquisto del 29,9 per cento di Terna dall’Enel, mentre ha già deciso quello del 6-11 per cento di StMicroelectronics da Finmeccanica. Queste operazioni, come pure la progettata acquisizione del 49 per cento di Az Service da parte della Fintecna, suscitano perplessità. C’è una ampia liquidità (in Fintecna) e capacità d’indebitamento (nella Cassa depositi), il cui utilizzo non pare adeguatamente disciplinato.

I compiti di Fintecna e Cdp

La missione di Fintecna era quella di completare la liquidazione dell’Iri e trasferire il ricavato allo Stato. Si tratta in sostanza di fondi pubblici e sarebbe opportuno che il loro utilizzo per altri scopi venisse approvato dal Parlamento. C’è il rischio che si crei un’altra, sia pur piccola, Iri, senz’altra logica se non quella di rispondere a contingenti pressioni per il salvataggio di imprese in difficoltà. È difficile resistere alle tentazioni, quando c’è la possibilità di disporre liberamente di fondi esclusi dai vincoli del consolidato delle amministrazioni pubbliche.
Per quanto riguarda la Cassa depositi e prestiti e la sua controllata Infrastrutture Spa, sembrerebbe opportuno fissare principi che vadano oltre il vincolo di preservarne il rating. La loro missione dovrebbe essere quella di finanziare a medio-lungo termine investimenti in opere pubbliche.
Oltre a questo, mi pare appropriato che la Cassa depositi investa nel capitale di società, come la Terna, che gestiscono reti in monopolio, che offrono rendimenti stabili di natura parafiscale (le tariffe sono fissate da autorità pubbliche), e che è d’interesse mantenere sotto controllo pubblico. Nella stessa logica, mi pare auspicabile che la Cdp investa nel capitale di società autostradali (a pedaggio) vecchie o costruende, per recuperare allo Stato parte degli enormi profitti dei concessionari privati e per evitare i ben noti conflitti d’interesse cui oggi è soggetta l’Anas.
Quanto ai finanziamenti per infrastrutture e opere pubbliche, la Cassa depositi e prestiti (o l’Ispa) può agire utilmente come “banchiere” per quelle che genereranno nel tempo ricavi sufficienti ad ammortizzare il debito, contribuendo anche a valutarne e modularne i rischi.

I finanziamenti delle grandi opere

Meno chiara è invece l’opportunità di finanziare opere il cui debito dovrà essere pagato dallo Stato. Un buon (o forse cattivo) esempio è il progetto della Tav Milano-Genova: verrà a costare, tra investimento e gestione, ben 11 miliardi di euro. Ma già da ora si prevede che, se tutto andrà bene, i ricavi del traffico potranno coprire al massimo il 15 per cento dei costi. Il Tesoro dovrà intervenire per pagare, ogni anno, il “canone” a Infrastrutture Spa, per un totale di 9,5 miliardi di euro.
È evidente che, in questo caso, il debito che Ispa contrarrà per finanziare l’operazione è in realtà debito del Tesoro: si tratta solo di una operazione di “ingegneria finanziaria” per escluderlo dal computo del “debito Maastricht”.
Operazioni di questo tipo sono una grave lesione dei principi di trasparenza della finanza pubblica. Ingannano gli elettori, perché sottostimo il carico del debito accollato alle generazioni future, e rendono possibile l’attuazione di progetti di poca o nessuna redditività (economica e sociale), che non verrebbero realizzati se sottoposti al vincolo di bilancio cui è soggetta la finanza pubblica.
La Cassa depositi e prestiti “privatizzata” è già stata ampiamente usata per ridurre il “debito Maastricht”, anche con la cessione di quote Eni ed Enel. Ora, con l’acquisto di una quota importante della StMicroelectronics, si usa la Cassa anche per far affluire liquidità alla Finmeccanica. C’è il rischio che, con questo precedente, la Cdp sia costretta in futuro a subire pressioni per l’acquisto di altre partecipazioni, trasformandosi in un ibrido tra banca e holding di partecipazione.
In conclusione, è auspicabile che i principi operativi della Cdp e di Ispa vengano meglio definiti, magari in Parlamento, per sottrarre enti così importanti all’arbitrio delle pressioni politiche contingenti. E per limitare la possibilità dei Governi di usare questi strumenti per creare debito pubblico occulto.
http://www.lavoce.info/news/view.php...333&from=index
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 09:58.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.