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Assicurazioni, dagli anticipi 1,3 miliardi (spunti di riflessione su risorse erario)
Assicurazioni, dagli anticipi 1,3 miliardi
Pronto il decreto per correggere i conti 2004 Il 25 l'ultima data utile per il via libera ROMA • Vale fino a 1 miliardo e 300 milioni l'acconto dell'imposta sulle assicurazioni. Questo se le compagnie saranno chiamate a versare entro il prossimo 30 novembre un acconto del 50% sull'imposta liquidata nel corso del 2003. La misura resta tra quelle che il Governo potrebbe inserire nel cosiddetto decreto tagliadeficit per incassare subito, senza attendere la fine dell'anno, i 2 miliardi ancora mancanti alla manovra correttiva del luglio scorso. Come emerge anche dal bollettino semestrale di Bankitalia diramato ieri, infatti, l'intervento, anche se indicato in via amministrativa, si rende ancora necessario entro la fine del 2004. Ma se la strada da imboccare sarà quella del provvedimento d'urgenza, questa settimana rappresenta di fatto l'ultima opportunità per ottenere il via libera di Palazzo Chigi. Dopo i rinvii delle ultime due settimane, giustificati da una pausa di riflessione dettata dalle note vicissitudini delle coperture per il taglio delle tasse e da un'analisi tecnica alla luce della modifica apportata dalla Camera ai saldi della Finanziaria, la scadenza del 30 novembre sugli acconti, cui sono di • fatto agganciate le principali misure individuate per far cassa, è ormai dietro l'angolo. L'ultimo appuntamento utile sarà il Consiglio dei ministri di giovedì prossimo, 25 novembre, dal momento che devono essere valutati attentamente i tempi di conversione del decreto. Il termine dei 60 giorni per la trasformazione in legge andrebbe a cadere alla fine del 2004, nel cuore delle festività natalizie, e in tempo per il rush finale del dibattito sulla Finanziaria 2005. Anche se non ufficialmente inserita nel "menù" del preconsiglio di oggi, ma solo perché già ampiamente discussa nei giorni scorsi, la manovra sugli acconti vedrà quasi certamente la luce. Nel caso, dovranno solo essere definiti alcuni dettagli, legati principalmente alle coperture. Per questo, sull'acconto dell'imposta sulle assicurazioni la percentuale resta ancora in bianco. Ipotizzare, come è già stato fatto, una misura pari al 50% dei 2.755 milioni di euro liquidati al Fisco dalle compagnie nel 2003 (al netto dell'imposta relativa ai contratti Rc auto), potrebbe comunque garantire una buona fetta di quei 2 miliardi che verrebbero a mancare quest'anno con il differimento a fine maggio e fine settembre 2005 della seconda e terza rata del condono edilizio. Ovviamente, secondo la norma che dispone il differimento dei termini della sanatoria, le maggiori entrate che ricadranno nel 2005 rappresenteranno la dote con cui verrà costituito, in seno allo stato di previsione del ministero dell'Economia, il «Fondo per interventi strutturali di politica economica». Un Fondo, questo, destinato ad agevolare il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica. In attesa di capire il destino dell'acconto assicurazioni, il gettito di due miliardi, necessari al contenimento sotto il 3% del rapporto deficit/Pil del 2004, verrà assicurato "coinvolgendo" principalmente banche, concessionari della riscossione, Poste e Cassa depositi e prestiti. Agli istituti di credito verrà infatti chiesto un aumento dall'1 all'1,30% dell'anticipo annualmente dovuto sulle somme riscosse con il modello F24. A fronte del maggior onere dovuto, le cui modalità di pagamento dovranno essere definite con apposito decreto, le banche si vedranno rinviare al prossimo anno d'imposta l'aggravio Irap disposto dal Governo con la manovra correttiva del luglio scorso. Al mondo bancario e a tutti i soggetti che assolvono l'imposta di bollo in modo virtuale (poste Spa, enti e società finanziarie), verrà inoltre chiesto entro il 30 novembre il versamento di un acconto del 70% dell'imposta provvisoriamente liquidata. Altra misura agganciata alla scadenza di fine è quella che interessa la Cassa depositi e prestiti e le Poste Spa. Queste, infatti, saranno equiparate alle banche ai fini del versamento di un acconto sulle ritenute sugli interessi corrisposti ai titolari di conti correnti e depositi. Il decreto legge, infine, rimodula i tempi di restituzione ai concessionari della riscossione degli importi da questi anticipati in forza del "riscosso per non riscosso", fissando al 2006 la restituzione in rate annuali. Previste, poi, altre misure non destinate a incidere sul gettito, come l'aumento di due anni della durata dell'incarico (da 9 a 11) ricoperto nella stessa Commissione dai giudici tributari, ovvero lo stanziamento di 400mila euro come contributi alle farmacie pubbliche in materia di tessera sanitaria. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e231104as.html |
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Isvap.
Assicurazioni, sconto al 6% sui contributi Nel 2005 le imprese di assicurazioni soggette al Testo unico sulle assicurazioni private (dpr n. 449/1959), dovranno depurare del 6% i contributi e gli oneri da versare su tutti i premi incassati. Lo stabilisce un provvedimento (n. 2315) dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap) del 16 novembre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 22 novembre 2004. Tali contributi sono normalmente commisurati ai premi, tasse e imposte escluse. E gravano sull'importo dei premi stessi, (in base a quanto stabilisce l'Isvap con provvedimento n. 2225 del 25 novembre 2003). La decisione dell'autorità di vigilanza nasce dal fatto che le elaborazioni relative ai bilanci delle assicurazioni per il 2003 manifestano nei rami danni e vita un'incidenza sui premi degli oneri di gestione da lavoro diretto pari al 5,69%. Di conseguenza, l'Isvap conferma la quota del 6% applicata nel 2004 per i premi sui rami danni e vita ed estende la stessa aliquota di deduzione degli oneri di gestione sui contributi versati per tutti i premi incassati dalle imprese di assicurazione e di riassicurazione. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o231104co.html |
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