![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|
#21 (permalink) |
|
Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
Messaggi: 14,457
Popolarità: 42949681 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
continua...
(ANSA) - BRUXELLES, 14 MAR - Le conclusioni dell'avvocato Christine Stix-Hanckl, alla quale è stata assegnata la causa dopo che l'avvocato Jacobs ha lasciato la Corte il 10 gennaio scorso, arrivano dopo l'udienza di riapertura della causa disposta dalla stessa Corte il 21 ottobre dell'anno scorso. Stix-Hackl sottolinea che "l'Irap, quale descritta dal giudice del rinvio, possiede le caratteristiche essenziali dell'Iva a causa della sua applicabilità generale, della sua proporzionalità rispetto ai prezzi, del fatto che è riscossa ad ogni stadio della produzione e della distribuzione e che viene riscossa sul valore aggiunto alla cessione ad ogni stadio". Precedentemente, il 17 marzo 2005, l'avvocato Jabos presentando le sue conclusioni aveva anch'egli bocciato l'Irap ritenendo che l'imposta fosse vietata dalla direttiva quadro sull'Iva. Ma, come nelle conclusioni rese oggi dalla sua collega, anche Jacobs aveva posto l'attenzione sui rimborsi proponendo alla Corte di stabilire una limitazione nel tempo degli effetti della sentenza indicando una data prima della quale gli interessati non potessero invocare l'illegittimità dell'Irap in una qualsiasi azione promossa contro lo Stato. Tra le osservazioni a favore di questa tesi, anche quella che la Commissione aveva contribuito alla convinzione del governo italiano che l'Irap fosse compatibile con il diritto comunitario. Il governo italiano aveva valutato l'importo di cui avrebbe potuto essere richiesto il rimborso pari a 120 miliardi di euro. Anche nel corso dell'udienza dopo la riapertura della causa, il 14 dicembre scorso, l'Italia aveva messo in evidenza il "contraddittorio" comportamento della Commissione che con una lettera del 10 marzo 1997 aveva affermato che la nuova imposta non era in contrasto con l'Iva e che invece sette anni dopo aveva cambiato opinione. La domanda pregiudiziale su cui si era espresso l'avvocato Ue Jacobs era stata proposta dalla Commissione tributaria di Cremona in una causa che vede da un lato la Banca popolare di Cremona e dall'altro l'Agenzia delle entrate alla quale l'istituto di credito aveva chiesto il rimborso dell'Irap riscossa negli anni 1998 e 1999. La Banca, in sostanza, aveva ritenuto che non fosse stata rispettata la direttiva quadro sull'Iva ed anche la Commissione, dopo un nullaosta dato nel 1997, aveva appoggiato questa tesi. |
|
|
|
|
|
#22 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
L’ex ministro del Tesoro, Visco: «L’esecutivo ha avuto cinque anni per eliminarla, perché non l’ha fatto?». Montezemolo: un’imposta ingiusta «L’Irap va abolita, ma niente rimborsi» L’Avvocato generale Ue: è in contrasto con Bruxelles. Tremonti: è stata una follia del governo Prodi
DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - Diventa più probabile l'obbligo di sostituire l'imposta regionale sulle attività produttive (Irap), che procura allo Stato un gettito stimato intorno ai 30 miliardi di euro l'anno. L'Avvocato generale della Corte europea di Giustizia di Lussemburgo, Christine Stix-Hackl, la ritiene vietata dalla Sesta direttiva Ue sull'Iva. Propone però che l'eventuale sentenza di condanna produca effetti solo dalla fine dell'esercizio tributario in cui sarà emessa, eliminando così il rischio per lo Stato italiano di restituire ben 120 miliardi di euro. Il ricorso alla Corte comunitaria era stato provocato da un'azione della Banca Popolare di Cremona, che aveva chiesto il rimborso di importi versati come Irap alla Corte tributaria provinciale di Cremona. Questa si era poi rivolta alla Corte comunitaria di Lussemburgo per verificare la compatibilità con la Sesta direttiva, che vieta agli Stati Ue di introdurre o mantenere imposte, diritti e tasse simili all'Iva per non ostacolarne il corretto funzionamento. Il 17 marzo 2005 l'Avvocato generale Jacobs si era già espresso contro l’Irap. Ma, siccome questa imposta era stata approvata preventivamente dalla Commissione europea, invitava la Corte a evitare gli effetti retroattivi della sentenza. Il procedimento era stato riaperto ed ereditato dalla Stix-Hackl, che ha ribadito la limitazione nel tempo degli effetti. In pratica concederebbe il risarcimento solo a chi ne ha fatto richiesta prima del 17 marzo 2005, data in cui le conclusioni di Jacobs resero probabile un pronunciamento sull'illegalità dell'Irap. In più lo Stato avrebbe tempo per sostituire l’imposta. La Corte non è tenuta ad accogliere le indicazioni dell'Avvocato generale, ma le segue nella maggioranza dei casi. Il presidente della Confindustria, Luca Montezemolo, ha parlato di «un passo avanti verso il superamento di un'imposta ingiusta, che penalizza le attività produttive». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito l'Irap «una follia della prima Finanziaria del governo Prodi» e ha chiesto al leader dell'opposizione di «scusarsi con gli italiani». Il ministro delle Finanze dell'epoca, il ds Vincenzo Visco, ha replicato segnalando che il governo Berlusconi ha avuto «tutto il tempo per abolire l'Irap, ma non l'ha fatto». Ivo Caizzi corriere |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||