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La Fed indaga sulla sede di NY della Bnp Paribas
La Fed indaga sulla sede di NY della Bnp Paribas
Glenn R. Simpson Mf di oggi pag 20
Gli organi di vigilanza statunitensi hanno scoperto alcune <<carenze>> nella filiale di New york della Bnp Paribas. Secondo le informazioni di vulgate da una commissione parlamentare i problemi riguardano le attivitą sospette e la gestione di fondi per conto di altre banche estere. Si tratta del terzo caso sospetto nel 2004. Negli ultimi mesi infatti la Fed aveva accusato l'olandese Abn Amro e la britannica Standard Chartered di avere chiuso un ochhio sulle referenze dei proprio clienti, tra i quali figurano oscure banche straniere sospettate di truffa e riciclaggio di denaro sporco. Le due banche hanno accettato di interrompere ogni rapporto con questi clienti a rischio e di rafforzare i propri sistemi di vigilanza. lo stesso ha fatto una banca americana coinvolta nelle indagini, la Union Bank of California international. Le indagini della Fed rientrano nella sua responsabilitą di supervisione e non significano necessariamente che sospetti l'esistenza di problemi gravi, tuttavia alcuni funzionari si sono detti preoccupati per la possibile penetrazione di organizzazioni criminali dell'Europa orientale nel sistema bancario statunitense. In realtą queste preoccupazioni hanno avuto inizio negli anni 80 quando la Bank of Credit an Commercial international, una banca pakistana che riciclava denaro per conto di terroristi e trafficanti di droga era riuscita illegalmente ad acquisire una solida posizione nel mercato finanziario statunitense. La Commissione parlamentare competente sta indagando sul presunto coinvolgimento della banca nelle operazioni illecite perpetrate nell'ambito del programma oil for food promosso dall'Onu in Iraq. Gli acquirenti stanno esaminando 50 mila lettere di credito emesse dall Bpn su richiesta delle Nazioni Unite. Si sospetta che in alcuni casi abbia effettuato pagamenti pur essendo sprovvista di documenti necessari a comprovare l'effettiva consegna delle merci. In altri casi, la banca avrebbe autorizzato dei pagamenti a favore di enti diversi dai destinatari delle lettere di credito
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