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Ma quali patti e governance conta solo che il titolo vada su
18 novembre 2004
Emilio Gnutti (che con la Hopa ha il 2% Bnl) dà il suo ok all´aumento di capitale "Ma quali patti e governance conta solo che il titolo vada su" ANDREA GRECO MILANO - Macché patto e contropatto, macché governance. L´aumento va bene, in seguito serve che la banca cammini e il titolo Bnl vada su, e lo faccia nel medio termine da lui stabilito. Emilio Gnutti da Brescia la pensa così. Ha investito un´ottantina di milioni di euro, circa il 2%, attraverso la holding Hopa, ma sembra tra i meno preoccupati dell´operazione in corso e dei suoi esiti sull´istituto romano. Crede che valga più di questi prezzi, per questo a questi prezzi l´ha comprata. Punto e basta. Parteciperete anche voi all´aumento di capitale Bnl? «Lo faremo sicuramente». Il consiglio di Hopa ha già deliberato l´adesione? «Credo che questa decisione stia nelle mie facoltà, non devo incontrare nessuno per questo». Tutti i soci forti Bnl intendono arrotondare le loro quote. Come andrà a finire questo scontro tra patto e contropatto? «Non glielo so dire, non è una cosa che seguo e conosco da vicino: ne ho talmente tanti di bilanci da guardare...Per noi è una partecipazione come un´altra. Abbiamo scelto il titolo Bnl perché pensiamo che abbia un potenziale rialzista a medio termine». State già guadagnando? «È troppo presto. Anche perché credo che il nostro valore di carico sia vicino a 1,8 euro, i prezzi attuali». Cosa si aspetta dal management di Luigi Abete? «Come sempre in questi casi, è importante gestire la banca con profitto e nell´interesse di tutti, e che ci sia stabilità, tenuto conto che si tratta di azienda creditizia. Certo, magari poi se è troppo stabile il mercato dice che non è contendibile...» Vi interessa un ruolo nella governance dell´istituto? «No, altrimenti di quei titoli ne avrei comprati di più». In Bnl ha investito anche i suoi amici e soci in Hopa, Ettore e Tiberio Lonati, che fanno parte del contropatto schierato contro Abete. Non è che siete in combutta assieme? «La presenza dei Lonati nel contropatto non c´entra con noi. La Hopa ha tanti soci, non riesco a controllare le mosse di tutti». Ma tra i due fronti opposti, a chi si sente più affine? Se le chiedessero di aderire al patto o al contropatto? «Conosco sia gli uni che gli altri investitori, ma non è un fatto di affinità. Se avessi voluto entrare in un patto lo avrei già fatto a suo tempo. La Hopa ha qualche miliardo di euro in titoli investiti; se ne compro uno non è che mi interessi necessariamente dell´azienda, della gestione, della governance. Mi interessa che il titolo vada bene». http://www.assinews.it/rassegna/arti...181104bn2.html |
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18 novembre 2004
Il summit della cordata Caltagirone infiamma la speculazione sul titolo (+4%). Statuto sale al 4% e in tre mesi conta di arrivare al 5 Bnl, la Borsa punta su un´altra battaglia Passa di mano il 4,3% del capitale. Dal "contropatto" sì all´aumento "La ricapitalizzazione era una manovra per metterci paura? Allora, è fallita" MILANO - In cinque minuti il contropatto di Bnl disimpegna la formalità dell´adesione all´aumento di capitale. Una decisione data quasi per scontata dopo le indiscrezioni filtrate, ma che ha ugualmente spinto il titolo a ulteriori rialzi: +4,07% a 1,91 euro, con oltre il 4,3% delle azioni passate di mano. Piazza Affari gradisce gli scenari bellicosi e torna a speculare, anzi non si è mai fermata, a parte la seduta di lunedì, dopo il lancio dell´operazione. Il presidente di Bnl, Luigi Abete, ha commentato così: «È positivo che il mercato abbia apprezzato modi e tempi della proposta di aumento, e che tutti i principali azionisti abbiamo comunicato l´interesse a partecipare, ad ulteriore testimonianza che la proposta è fatta nell´esclusivo interesse dell´azienda». Il presidente ha rivolto anche un appello ai soci: «Ognuno concorra allo sviluppo dell´azienda auto-regolamentandosi, nel rispetto sostanziale e formale delle norme di legge». Poche ore prima a Roma anche il contropatto Bnl aveva detto sì. «Zero polemiche, neppure dai soci più piccoli che magari avrebbero potuto farne ? dice un partecipante ? a questo punto, se la ricapitalizzazione era una manovra strategica pensata da qualcuno per far paura al contropatto, possiamo dire che è fallita». Alla breve riunione erano presenti, in collegamento o di persona, Francesco Gaetano Caltagirone, Danilo Coppola, Giuseppe Statuto, Umberto Grazioli, Luca Bonsignore, Ettore e Tiberio Lonati. In tutto, circa il 19,5% del capitale Bnl, e un impegno di circa 220 milioni per rimpinguarlo pro quota. Nessuno tra gli "sfidanti" si tira indietro, e la lotta di posizione con il patto Bbva-Generali-Della Valle, forte del 28%, si ripropone a quote maggiorate. Né paiono voler saltare il turno i soci sparsi: Mps, Popolare Vicenza, Stefano Ricucci ed Emilio Gnutti. Le prime due banche daranno a ore l´ok formale, che invece è appena giunto per gli altri due investitori. L´operazione, in opzione a sette titoli ogni venti a un prezzo tra 1,38 e 1,52 euro, parte lunedì 22 e termina il 13 dicembre. Ma la bagarre sul titolo rischia di proseguire oltre il 2004 e culminare in primavera, quando il vertice Bnl presenterà il piano 2005-2007 per la crescita in solitario, e affronterà l´assemblea per il rinnovo delle cariche. I contropattisti considerano come un automatismo il diritto ad avere posto nel nuovo cda, almeno i più forti di loro come Caltagirone, Coppola e Statuto. Proprio ieri, quest´ultimo ha reso noto di avere superato la soglia del 4%, portandosi al 4,1% nell´ambito di un programma di rafforzamento che prevede nel giro di tre mesi di sfiorare quota 5%. Sembra che Statuto finanzierà l´aumento con le entrate di cassa delle società immobiliari, senza far ricorso al pegno su titoli Bnl, peraltro tutti svincolati tranne una frazione nelle mani della Bim. In serata è arrivata poi la conferma del rating di Standard & Poor´s, che dopo l´annuncio dell´aumento giudica Bnl come Bbb+ a lungo termine e A-2 nel breve, con prospettive stabili. (a.gr.) http://www.assinews.it/rassegna/arti...p181104bn.html |
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18 novembre 2004
Il contropatto Bnl accetta la sfida di Abete Il contropatto aderirà all’aumento di capitale di Bnl che partirà lunedì, sicchè le quote non saranno diluite. Caltagirone & soci si preparano così alla guerra finanziaria contro il patto di Luigi Abete. La decisione ufficiale è stata presa ieri dopo una veloce riunione fra i soci. E in Borsa le azioni hanno continuato a correre: a Piazza Affari i titoli hanno segnato un rialzo del 4,07% a 1,97 euro ed è passato di mano il 4,34% del capitale. I mercati scommettono sullo scontro finanziario fra il patto Bbva-Della Valle-Generali e il contropatto di Caltagirone, Coppola, Statuto, Lonati, Bonsignore e Grazioli. Nei parterre finanziari c’è chi sostiene che una delle due cordate alla fine sarà costretta - Bankitalia permettendo - a lanciare l’Opa. In serata, Abete ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «L’aumento di capitale è stato avviato come una grande operazione di mercato. Il modo e i tempi sono strutture essenziali e, se si rispettano, il mercato apprezza», ha detto il presidente di Bnl, giudicando positivamente l’alta adesione dei soci all’operazione («mi sembra positivo che tutti i principali azionisti abbiano dimostrato o comunicato il loro interesse a partecipare all'aumento di capitale»), ma aggiungendo che «la confusione di ruoli e responsabilità non sarebbe positiva. Ognuno deve definire il proprio obiettivo e dichiararlo». Il contropatto si è comunque già rafforzato nelle ultime settimane: Statuto, come anticipato da F&M l’11 novembre, ieri ha reso noto di essere salito dal 2 al 4,1%, ormai vicino al 4,93% che si è impegnato a raggiungere entro primavera. La cordata di Caltagirone è ora a ridosso del 19%, mentre il patto è al 28,5% ma può contare sull’appoggio di Ricucci (5% dichiarato). Mps (4,5%) e Popolare di Vicenza (3,5%) finora non hanno preso posizioni ufficiali, ma sembrano orientate a partecipare all’aumento. Il prospetto dell’operazione è stato depositato proprio ieri alla Consob. Fra i fattori di rischio per Bnl elencati nel documento, ci sono i possibili «effetti negativi sulla situazione economico-patrimoniale» legati all’ispezione appena conclusa da Bankitalia. Via Veneto non esclude sanzioni. http://www.assinews.it/rassegna/arti...m181104bn.html |
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