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Banche, istruttoria Antitrust
sui costi di bancomat e Rid ROMA - Avrebbero dato vita a un'intesa restrittiva della concorrenza violando le leggi del mercato comune. Per questo l'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti di Abi (l'Associazione bancaria italiana) e di Cogeban (la Convenzione per la gestione del marchio "Bancomat"). Nel mirino dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, gli accordi interbancari predisposti da Cogeban per il prelievo di contanti con il Bancomat e gli accordi quelli messi a punto da Abi relativi ai servizi di pagamento Rid (Rapporti interbancari diretti), quali ad esempio la domiciliazione bancaria del pagamento delle utenze, e Riba (Ricevuta bancaria elettronica). In particolare, dice una nota del Garante, "verrà esaminata la fissazione collettiva a livello associativo del valore massimo delle commissioni interbancarie". L'istruttoria, notificata oggi alle parti, punta a chiarire se la determinazione centralizzata di questi valori possa "limitare gli spazi di autonomia decisionale delle banche nelle politiche di prezzi finali alla clientela, con una potenziale riduzione del grado di concorrenza del settore, che può condurre a prezzi più elevati per i consumatori". Entrambe le intese erano state autorizzate dalla Banca d'Italia fino al 31 luglio 2005, in applicazione della normativa italiana che consente in via temporanea ed eccezionale deroghe al divieto di intese restrittive della concorrenza. Una nuova richiesta di autorizzazione era stata presentata a Bankitalia, ma a seguito del passaggio di competenze dovuto alla legge sul risparmio varata qualche mese fa la documentazione è stata trasmessa all'autorità che ha deciso di avviare l'istruttoria. L'Abi ha fatto sapere con una nota di essere pronta a fornire la "massima collaborazione all'Antitrust per l'istruttoria in corso, che riguarda un'attività essenziale per il funzionamento del sistema bancario e del sistema dei pagamenti, che assicura con successo ogni giorno milioni di prestazioni a cittadini, famiglie e imprese". "Nel luglio 2005 - si è difesa l'associazione - Abi aveva richiesto il rinnovo dell' autorizzazione, proponendo anche una riduzione della commissione per le domiciliazioni veloci, che è stata introdotta nel marzo 2006". Soddisfatto il Codacons. "Forse la fine della tirannia degli istituti di credito si sta davvero avvicinando - afferma un comunicato dell'associazione dei consumatori - e si potrà finalmente fare chiarezza su come vengono realmente determinate le tariffe delle banche". 04/04/2006 - 18:03 L'espresso http://finanza.espressonline.it/scri...codnews=523628 |
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Servizi Dopo l’indagine avviata dall’Antitrust, ecco la mappa delle commissioni applicate in nove istituti, più le Poste Bancomat, un prelievo amaro Prendere i soldi allo sportello di un altro istituto costa 2 euro, ma se si sfonda
M eglio tenere i soldi sotto il materasso piuttosto che sul conto corrente? Quasi quasi. Non solo i tassi dei depositi per famiglie sono bassissimi (0,24% medio), ma è anche costoso riprendersi il denaro con il Bancomat. Prelevare contante agli sportelli automatici di una banca diversa dalla propria, con i conti «agevolati», può costare più di 4 euro. E la media di 10 istituti, Poste comprese, è comunque di 2,5 euro, non proprio zero. Basta sforare le operazioni a forfait comprese nel canone: 77 l’anno, in media. In questo caso alla commissione Bancomat va aggiunto il costo della riga di scrittura, che sull’estratto conto documenta l’operazione: 1,8 euro in media. Non parliamo poi del prelievo fuori dalla Ue: un salasso. Per esempio: mai prelevare a un Bancomat in Svizzera. Ritirare 200 franchi svizzeri (sempre con la riga di scrittura) costa in media 4,55 euro, con punte di 8,25 euro (Banca di Roma). Pesano, oltre alle commissioni della banca, quelle incassate dal circuito internazionale, sul tasso di cambio: MasterCard, per dire, applica l’1%. Fra chi non prevede queste commissioni del circuito, spicca il primato del Banco di Sicilia: 5,63 euro per un prelievo fuori Ue. Operazione sconsigliata anche con la carta prepagata (che alla banca non dovrebbe richiedere grande lavoro): si toccano anche qui i 5 euro di commissione, per esempio in Banca Intesa e al Banco di Sicilia. E se non si conta la riga di scrittura? Un prelievo su altra banca costa 1,9 euro. E per ritirare 200 franchi svizzeri si sborsano in media 4 euro. Non è poco. Lo dice l’indagine di CorrierEconomia sul consueto campione di nove banche, più le Poste. Non è un caso che l’Antitrust abbia avviato un’istruttoria nei confronti di Abi e Cogeban, la convenzione per la gestione del marchio Bancomat. Certo, il prelievo fuori dall’Ue con il Bancomat, comprensivo di riga di scrittura, è un caso limite. Ma dà l’idea di quanto pesino le commissioni bancarie. Attenzione quindi a scegliere il conto giusto. Unicredit Banca, per esempio, dove il prelievo di 200 franchi svizzeri con Genius Family può portare a 5,86 euro di commissione, fa notare che «per chi viaggia molto sono più convenienti altri pacchetti, come Genius One».Fra tutti i 435 depositi del sito PattiChiari, comunque, il 52% applica una commissione Bancomat su altra banca di almeno 2 euro e la media della riga di scrittura è di 1,7 euro: totale 3,7 euro per un prelievo. Sono dati sconfortanti perché non è vero, come dicono le banche, che siamo il Paese con più Bancomat in Europa, quindi paghiamo questo vantaggio. «Siamo quinti con 39.500 sportelli», dice Danilo Rivalta, amministratore delegato di Diebold Italia, che costruisce gli erogatori. La Spagna è prima con 56 mila, seguono la Germania con 55 mila, l’Inghilterra con 52 mila, la Francia con 42 mila. La speranza che i prezzi calino c’è, dice Rivalta: «Entro il 2008 tutti gli sportelli vanno cambiati per accettare le carte col microchip. Avremo i Bancomat che incassano assegni, multifunzione. E meno personale». Il modello è l’Olanda, con Fortis Bank: filiali con sole macchine. «Lì il prelievo è gratis», dice Rivalta. In Italia, chissà. corriere |
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#44 (permalink) |
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UE, nel mirino carte di pagamento: costi troppo alti
12/04/2006 - 14:59 Nel mirino dell'Antitrust Ue le carte di pagamento europeo: carte di debito e di credito. Secondo il Commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes: "Il settore in Europa è ancora nazionale e alcuni operatori locali ostacolano lo sviluppo della concorrenza". Il Codacons: "Annullare le commissioni e i costi a carico dei consumatori". Nel mirino dell'Antitrust Ue le carte di pagamento europeo: carte di debito e di credito. L'Authority rileva che il settore è caratterizzato da "barriere potenziali" all'ingresso per i nuovi entranti e costi elevati per i consumatori e per le aziende, che si traducono in un aumento generale dei prezzi al dettaglio. "Il settore delle carte di pagamento in Europa è ancora nazionale e alcuni operatori locali ostacolano lo sviluppo della concorrenza - ha dichiarato il Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes -. Ciò spinge al rialzo i costi delle carte di pagamento per i consumatori e per le aziende". Per questo, ha aggiunto, "la legislazione sulla concorrenza e la normativa del settore devono lavorare insieme per creare un migliore ambiente per le società". In particolare, dal rapporto presentato oggi (basato su un sondaggio tra gli operatori del settore) emerge che per i consumatori i costi delle carte di credito MasterCard e Visa possono variare anche del 100% a seconda degli stati membri. E per le aziende le differenze di costo sono anche maggiori: fino al 500% tra i paesi Ue per la Visa e fino al 650% per la MasterCard. Questo si traduce in "prezzi al dettaglio inflazionati fino al 2,5% per gli acquisti complessivi dei consumatori e aggrava gli effetti delle rigide strutture di mercato". Ogni anno, ricorda la Commissione Ue, vengono effettuati 23 miliardi di pagamenti attraverso queste carte per un valore complessivo di 1.350 miliardi di euro. Tra i paesi presi di mira dalla Commissione Europea c'é anche l'Italia a causa di mercati troppo chiusi nel settore delle carte di pagamento. Il commissario Kroes aggiunge: "Segue il Portogallo, l'Austria, il Belgio e la Finlandia. Questi paesi hanno accordi di monopolio sulle carte di pagamento tra le banche per la Visa e la Mastercard. Il Codacons interviene chiedendo l'apertura di indagini anche da parte dell'Autorità Antitrust italiana, che già indaga sui costi dei servizi bancari e su quelli relativi al Bancomat. L'associazione denuncia in particolare come nel settore delle carte di pagamento gli interessi siano elevatissimi, ai danni dei consumatori, quando si va "in rosso", e come siano eccessive le varie commissioni e i costi a carico dei possessori di tali carte. La carte di pagamento - prosegue il Codacons - dovrebbero essere totalmente gratuite per gli utenti, in quanto già gli esercenti versano delle commissioni al momento degli acquisti con tali strumenti da parte dei consumatori. Invece i loro costi risultano altissimi come sostenuto anche dall'Antitrust Ue. 2006 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=7156 |
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MF - Denaro & Politica - Numero 077, pag. 4 del 19/4/2006
29 Cogeban, i prelievi bancomat sono tra i meno cari dell'Ue Il bancomat italiano è tra i meno cari d'Europa. Il dato emerge dalla relazione 2006 di Cogeban, la Convenzione per la gestione del marchio bancomat, che ha rilevato anche un aumento delle transazioni e dei prelievi. Nel 2006, secondo il rapporto, più di 130 miliardi di euro spesi sono passati dal bancomat. Spagna e Germania, secondo il Cogeban, sarebbero i paesi più cari. Prendere contante da uno sportello automatico che non appartiene alla propria banca costa in questi paesi mediamente il doppio rispetto all'Italia (rispettivamente 3 e 4,25 euro, contro 1,95 euro). L'indagine, realizzata su un campione di 85 banche (circa il 90% del sistema bancario italiano) e 485 prodotti di conto corrente, ha messo inoltre in evidenza che 31 carte bancomat offerte sul mercato non prevedono alcuna spesa per i prelievi, anche se fatti in uno sportello esterno al circuito della propria banca. Dalla relazione è emerso poi che la commissione interbancaria sugli acquisti fatti con il Pagobancomat è pari in media a 0,26 euro. L'importo, calcolato secondo regole dettate dalla Banca d'Italia, sarebbe in linea con quello stabilito negli altri paesi dell'Unione europea. |
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Slitta l’istruttoria Pagobancomat, più tempo per l’Antitrust
Ci vorrà ancora tempo per conoscere il futuro del sistema «multibanca» per i pagamenti pagobancomat dai centri commerciali. L’Antitrust guidato da Antonio Catricalà ha prorogato dal 28 aprile al prossimo 7 luglio la conclusione del procedimento per inottemperanza contro il consorzio bancario Cogeban avviato dalla Banca d'Italia nello scorso mese di novembre. D’altra parte l’iter del procedimento è stato sofferto fin dall’inizio: Via nazionale, competente sulla materia fino all'entrata in vigore della nuova legge sul Risparmio, aveva imposto al Cogeban di realizzare un sistema «multibanca» per i pagamenti pagobancomat entro il primo ottobre 2005. La mancata esecuzione degli obblighi aveva portato alla contestazione per violazione della legge Antitrust. «A tutt’oggi - si legge nel bollettino emesso ieri dall’autorità - appaiono sussistere ostacoli allo sviluppo del multibanca». Il sistema consente ai commercianti convenzionati e alle società che gestiscono i terminali Pos (point of sale) di inviare le transazioni effettuate a una pluralità di istituti e non a una sola banca come avviene oggi. corriere |
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