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Vecchio 15-11-04, 21:17   #1 (permalink)
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Come essere in regola con il fisco italiano aprendo un conto all'estero

Siamo in un paese dove c'è la libera circolazione dei capitali e pertanto supponiamo che un cittadino italiano residente in Italia per diversificare i propri investimenti decida ad esempio di trasferire legalmente una somma di denaro, diciamo l'equivalente di 20 mila euro, in una banca USA (l'esempio vale per qualsiasi altro paese): cosa deve fare per essere in regola con il fisco italiano senza dover temere nulla?

Tanto per cominciare il trasferimento deve avvenire tramite un intermediario autorizzato (banca italiana) e questa non mi sembra un'assurdità poichè nessuno si sognerebbe di andare in America con 20 mila euro arrotolati in tasca solo per depositarli in una banca locale oppure di farne un pacchetto da inviare per posta!!

Se usiamo una banca paghiamo le commissioni e non abbiamo obblighi di sorta, ma dopo alcuni mesi quando arriva il periodo della dichiarazione dei redditi dobbiamo compilare il Quadro RW del modello Unico (anche se facciamo il 730) e denunciare (nella Sezione III) la somma che abbiamo trasferito nell'anno ed indicare (nella Sezione II) la consistenza a fine anno del conto - dove per consistenza si intendono le attività di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti redditi esteri imponibili in Italia anche se non sono stati conseguiti ma potenzialmente conseguibili -, anche se nell’anno non ci sono state movimentazioni.

Nel nostro caso dove i dollari provenienti dalla conversione dei 20 mila euro sono sempre rimasti li sul conto americano dobbiamo comunque compilare il quadro RW Sezione II ed indicare il controvalore in euro utilizzando il cambio indicato annualmente dall’Agenzia delle Entrate pubblicato in G.U..

Per riepilogare :

L’obbligo di dichiarazione delle consistenze e dei flussi di cui alle Sezioni II e III del Quadro RW riguarda tutti gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria (superiori a 12.500 euro):
- qualunque sia l’origine (comprese quindi donazioni e successioni);
- qualunque sia la modalità con cui sono stati effettuati i trasferimenti (anche in forma diretta tramite trasporto al seguito).

Ma non è finita qui.

Dobbiamo compilare anche il Quadro RM del modello Unico perchè il fisco vuole tassare il reddito prodotto da tale attività estera.
Se non lo facciamo viene calcolato un reddito presunto pari al tasso ufficiale medio di sconto vigente in Italia nel relativo periodo d'imposta, a meno che nella dichiarazione non venga specificato che si tratta di redditi la cui percezione avviene in un successivo periodo d'imposta. (La prova contraria può essere data dal contribuente entro sessanta giorni dal ricevimento della espressa richiesta notificatagli dall'ufficio.)
(Decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, Art.6 così sostituito dall'art. 11, d.lg. 21 novembre 1997, n. 461).

Se non vogliamo dichiarare il reddito presunto dobbiamo pertanto avere la prova contraria che il reddito effettivo è stato inferiore e dichiarare quest'ultimo reddito (basterà l'estratto conto con il calcolo interessi della banca americana ?).

In ogni caso andremo a compilare la Sez. VIII del Quadro RM dove vanno indicati i redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente dal contribuente senza l’intervento di intermediari residenti (è il nostro caso).
Tali redditi sono soggetti ad imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta alla fonte a titolo di imposta applicata in Italia sui redditi della stessa natura (art. 16-bis del Tuir) ovvero applicheremo la tassazione del 27% a titolo d'imposta.

In alternativa al Quadro RM possiamo rinunciare alla tassazione a titolo d'imposta e compilare il Quadro RI dove però tali redditi dichiarati concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente.

Queste sono le cose che ogni anno il fisco italiano chiede ai propri contribuenti che hanno un conto corrente all'estero con più di 12.500 euro.

Se infine decidiamo di chiudere il conto dobbiamo sempre compilare per l'ultima volta i Quadri RW e RM ma attenzione il fisco non ci rimborserà l'eventuale perdita subita dalla riconversione dei dollari in euro per effetto della variazione del cambio intervenuta nel frattempo a nostro sfavore.

Chiedo comunque conferma ai lettori più esperti del forum se le cose stanno esattamente così - nella remota speranza che qualcuno di loro sia riuscito a leggere il post sino a questo punto e voglia darmi una mano - anche perchè vorrei esaminare le situazioni più articolate dove con il conto estero si decida ad esempio di comprare qualche azione, incassare dividendi e, perchè no, realizzare capital gain.

Il tutto, sia ben chiaro, non per criticare il fisco italiano nè per suggerire elusioni o peggio evasioni ma al contrario per sintetizzare in un thread tutti gli adempimenti fiscali da osservare per non diventare trasgressori senza saperlo quando si voglia detenere un semplice conto corrente all'estero.

Sicuramente questo è un tema di interesse generale anche se non so quanti lettori del forum siano effettivamente interessati a queste norme di natura strettamente fiscale.

Saluti
Arciof
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Vecchio 15-11-04, 21:35   #2 (permalink)
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Ne abbiamo discusso un milione di di volte ma repetita iuvant. Interesse è il motore della conoscenza
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