![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
LinkBack | Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Le vecchie rapine costano più degli hacker
Nell’era delle nuove tecnologie i rapinatori old style, con mitra e passamontagna, alle banche costano più degli hacker, i pirati informatici. Gli istituti di credito italiani nel 2003 hanno speso per la sicurezza circa 400 milioni, il 14,3% in meno rispetto all’anno precedente. Ma la quota destinata alla difesa dagli attacchi via web è stata inferiore a 10 milioni: solo il 2,4% del totale. La parte maggiore, il 50%, è stata infatti utilizzata per la sorveglianza fisica, il 42% per il trasporto dei valori, il 6,3% per la videosorveglianza. Il dato emerge dal Terzo Rapporto Generale Costing Benchmark dell’Abi, che esamina la dinamica delle «altre spese amministrative» (le cosiddette Asa) delle banche, cioè tutti i costi amministrativi escluso il costo del personale. Lo studio è stato svolto su un campione di 128 istituti e 42 gruppi, che rappresentano l’80% delle banche italiane in termine di attivi di bilancio. Il totale delle Asa, secondo lo studio, l’anno scorso ha superato gli 11,4 miliardi, in flessione del 2,78% rispetto all’anno precedente, grazie a una politica di contenimento dei costi avviata ormai su quasi tutte le voci di spesa dalla quasi totalità degli istituti. In particolare, la scure si è abbattuta su consulenze (-7,1%), trasporti (-11,3%) e limitatamente sull’informatica (-2,1%), mentre sono aumentate le spese generali (+19,5%), la manutenzione e i fitti passivi (+12%). Stabile invece la pubblicità. Nel dettaglio, ogni cento euro spesi, 33 sono stati utilizzati per l’informatica, 25 in spese generali, 17 per manutenzioni e fitti passivi, 13 per consulenze professionali, 8 per oneri di trasporto e 4 per la pubblicità. Il clima di austerity ha colpito a tutti livelli l’organizzazione aziendale. L’uso della carta riciclata nel 2003 è così aumentato del 13% e delle batterie del 50 per cento: per non sprecare nulla, l’80% dei rifiuti finisce alla raccolta differenziata.
|
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
22 novembre 2004
Italia, il paese delle trappole Dalla multiproprietà a Internet: è il boom dei raggiri le truffe Secondo l´Istat i "bidoni" sono aumentati del 250% in un anno. Allarme del Viminale. Vendute merci inesistenti o con prezzi-bluff Ma non tramontano i sistemi tradizionali e le vittime sono soprattutto gli anziani, insidiati in tutti i modi per carpire la pensione GIANLUCA MONASTRA ROMA - Le piaceva quel telefonino scovato navigando su Internet. L´aveva comprato on line, ma a casa al posto del cellulare sono arrivati due mandarini e due patate. Aveva sorriso leggendo quel messaggio di posta elettronica col tormentone del comico tv come esca. Ma in realtà era un virus informatico che spostava la connessione su una costosa linea 899 gonfiando la bolletta a cifre da collasso per l´economia domestica. Era un sogno quella casa in multiproprietà sulla spiaggia alle Canarie, ma lo stesso contratto era stato fatto firmare a più persone diventando una carta inutile, da buttare. C´è sempre un "ma", un "invece di", che trasforma il sogno in un incubo svelando la truffa. Siamo il paese delle trappole. Oggi più di ieri. Un aumento vertiginoso. Secondo l´Istat nel 2003, rispetto all´anno precedente, le truffe sono aumentate del 245%. Anche il ministero dell´Interno conferma la tendenza: nell´ultimo trienno (dal luglio 2001 al giugno 2004) sono stati registrati 300.363 casi a fronte dei 145.212 del trienno precedente (luglio 1998-giugno 2001). Per un´incidenza percentuale delle truffe, sul totale generale dei delitti, passata dal 2,1% del trienno 1998-2001 al 4,3% degli ultimi tre anni. Più raggiri - e più rischi - per colpa della crisi economica, che svuota le tasche e scatena appetiti per crimini poco pericolosi per chi li commette, ma spesso redditizi come pochi altri. Crisi, ma non solo. Il boom delle truffe si spiega anche con l´arrivo alla ribalta di un nuovo filone di trappole che si unisce a quello tradizionale. È il caso delle truffe informatiche, insidie celate in messaggi di posta elettronica, dietro siti Internet apparentemente innocui. Truffe on line e furti di identità, casi in cui i dati personali finiscono nelle mani di deliquenti pronti ad utilizzarli per acquisti, mimetizzarsi e farsi passare per un´altra persona. Le frodi informatiche, confermano dal Viminale, si sono diffuse soprattutto tramite collegamenti ad Internet usati per lo scarico di loghi o suonerie per cellulari o immagini e video porno. «Il commercio elettronico - ricorda il vicepresidente Codacons, Gianluca De Ascenzo - è sempre più sicuro e blindato, ma esistono ancora pirati abilissimi a carpire codici personali». Dati clonati anche per le schede prepagate dei telefonini. «Dal Centro Nord - continua De Ascenzo - abbiamo ricevuto segnalazioni di negozi che hanno attivato più schede prepagate con i dati di un singolo utente. È indubbio con l´evoluzione delle tecnologie è cambiato il mondo di questo particolare tipo di crimine». Ma la nuova frontiera della truffa non ha fatto tramontare i trucchi e i sistemi tradizionali. In prima fila i raggiri agli anziani avvicinati in strada, davanti all´ufficio postale dopo il ritiro della pensione, o raggiunti direttamente a casa. Impiegati comunali o addetti di aziende private, operai o assicuratori, tutti rigorosamente falsi, e decisi a raggirare la pensionata con qualsiasi scusa. Proprio martedì è iniziato in Senato il dibattito per l´approvazione di un disegno di legge che, se approvato, inasprirà le pene per i reati ai danni degli anziani. Il mensile Poliziamoderna ha dedicato spesso ampi servizi al fenomeno delle truffe, e nei mesi scorsi sono stati reclutati due attori della serie tv "La Squadra" per confezionare spot per mettere in guardia gli anziani. Se le truffe agli anziani attraversano l´Italia in modo trasversale e colpiscono ovunque, Padova è considerata la capitale di un altro tipo di "bidoni", quelli architettati da società messe in piedi per tranelli nascosti dietro l´acquisto di appartamenti in multiproprietà, corredi, articoli per la casa, enciclopedie, corsi di lingue e di informatica, apparecchi elettronici per curare dolori o dimagrire. Spiega Roberto Nardo, di Adiconsum: «Solo a Padova ci sono una cinquantina di società per la vendita di case in multiproprietà. Il fenomeno è nato negli anni Settanta e da allora è cresciuto. Un business enorme. Basta leggere le cifre: in Italia ogni anno si bruciano 50-60 milioni di euro per frodi di questo tipo». L´esca può arrivare con una telefonata, un appuntamento per una convention in un grande albergo, un depliant imbucato nella cassetta della posta, un abbordaggio per strada. Creato il contatto, parte la proposta: conveniente, da non perdere. «In realtà - racconta Nardo - la fregatura è di quelle pesanti da digerire. Ci sono aziende che riescono ad affittare appartamenti in multiproprietà per settimana non a 52 persone, come sarebbe normale, ma a 5000 famiglie. Ci sono poi i trucchi nei contratti. Al cliente viene spiegato, soprattutto per l´acquisto di corredi o casalinghi, che dovrà pagare 1.500 euro "in" 6 rate. In realtà, sul contratto scrivono, ovviamente in piccolo, che il costo è di 1.500 euro "per" 6 rate. E cioè un costo totale di 9000 euro. Un salasso, insomma». http://www.assinews.it/rassegna/arti...p221104tr.html |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
22 novembre 2004
Negli Usa ne viene "sottratta" una ogni 3 secondi. Un metodo per arricchirsi a spese di ignari cittadini La banda dei ladri d´identità è il nuovo business criminale Il contagio non si diffonde solo su Internet. Anzi. Spesso tutto parte dal furto di una cassetta postale Per leggere estratti conto e bollette Sette milioni di vittime nel 2003 Il reato più in crescita secondo l´agenzia che si occupa della tutela dei consumatori statunitensi DAL NOSTRO INVIATO RICCARDO STAGLIANO NEW YORK - C´è l´infermiere di Seattle che l´ha rubata a un malato di cancro. Il caposala di un ristorante di Long Island (il "Friendlyrestaurant", per di più), che l´ha portata via a una settantina di clienti. E una banda che faceva base nel New Jersey, con membri sparsi dall´Argentina alla Bulgaria, che l´ha trafugata a 1,7 milioni di sconosciuti. Parliamo dell´identità, la refurtiva più radicale e allo stesso tempo più comune negli Stati Uniti, dove ogni 3 secondi viene sottratta a qualcuno da un altro che, spacciandosi per lui, si arricchirà a sue spese. In numeri assoluti, significa sette milioni di vittime nel 2003, con un incremento dell´80 per cento rispetto all´anno precedente secondo i calcoli dell´Identity Theft Resource Center. È il reato più in crescita e il più denunciato alla Federal Trade Commission, l´agenzia federale che sioccupa anche della tutela del consumatore. «Se sei un criminale e ti chiedi "come posso fare più soldi con meno lavoro e rischio?", la risposta èsemplice: furto d´identità" è la spiegazione che sul Denver Post Ken Hunter, presidente del Better Business Bureau, dà di quest´ultima pandemia sociale. Chi scuote le spalle perché crede che il «contagio» si diffonda solo su Internet è fuori strada. La stragrande maggioranza delle truffe avviene off line, durante attività assai prosaiche. La trovata più recente, che va forte in Colorado, è quella della «buca della posta viaggiante». I ladri segano le gambe dei box dove si imbucano le lettere e, dopo aver fatto unabella raccolta in diverse parti delle città, se li portano a casa. Lì, compulsando estratti conto e bollette imparano tutto quello che serve per vestire i panni altrui. D´altronde basta pochissimo: la vera password finanziaria è il Social Security number, l´onnipotente codice fiscale che viene richiesto per identificare il suo possessore prima di qualsiasi transazione di qualche rilievo. Ma siccome sulla tesserina non c´è alcuna foto, chi l´ha in mano, o conosce quel numero, «diventa» la persona cui il codice è associato. Così si può affittare una villa con piscina, come ha fatto una ragazza ai danni di Heaher Harding, una vicina di casa a Orange County, California, oltre ad aver emesso assegni per circa 10 mila dollari prima che la fermassero. Per acquisti meno impegnativi basta il numero di carta e la data di scadenza. Per ottenerli i furfanti più sofisticati usano gli "skimmer", lettori piazzati dentro gli sportelli bancomat con mini-telecamere che riprendono il cliente mentre digita il pin. Ma più di frequente, e con assai minore dispendio di energia, basta un cameriere che prende nota o qualcuno che per lavoro maneggia dati altrui e si fa una copia personale. Gli esempi in apertura sono solo un minima selezione tra quelli accaduti nelle ultime due settimane. «È il più deplorabile crimine che abbia visto in 15 anni di servizio» ha commentato sul Seattle Times il giudice che ha condannato a 16 mesi di prigione il flebotomista che ha «tolto il sangue» anche metaforicamente (9 mila dollari) a un ricoverato che dove assistere. «Ci guardavo i siti a pagamento» si è limitato a dire a Newsday il supervisor del ristorante di Bay Shore, New York, che appuntava gli estremi delle Visa degli avventori. Mentre assai più industriale era l´organizzazione delle circa 4 mila persone che attraverso il sito «www. shadowcrew. com»http://www. shadowcrew. com/» www. shadowcrew. com scambiavano identità finanziarie usurpate con le quali far compere per oltre 4 milioni di dollari. «Era uno dei centri più grandi: 19 persone sono state arrestate,altre seguiranno» ha detto a Msnbc uno degli agenti della lunga inchiesta. La tendenza più recente sembra quella di «impersonare» i ragazzini: è più probabile che non abbiano ancora una carta di credito e quindi si accorgeranno più tardi della truffa (a meno che non siano gli stessi genitori disperati, come capita, ad abusarli finanziariamente). E si troveranno poi a dover pulire la loro fedina creditizia prima ancora di averla inaugurata. Una lavoraccio faticoso che aggiunge la beffa al danno per le vittime. La media ormai, calcola l´Itrc, è di 600 ore tra telefonate alla banca e contestazioni varie. E solo uno su 700 casi, denuncia uno studio di Gartner, viene investigato. Nonostante una nuova legge federale, fortemente voluta dal presidente Bush, acuisca le pene (2 anni di carcere), c´è chi le considera ancora troppo lievi. In California e Texas è entrato in vigore il cosiddetto «congelamento di sicurezza», per cui se qualcuno cerca di aprire nuovi conti a vostro nome potrà procedere solo dopo la comunicazione di un pin che unicamente il titolare conosce. La guerra è solo cominciata e, come in tutti i conflitti, per tanti che perdono c´è anche chi guadagna. «Non lasciate che i vostri dati finiscano nelle mani sbagliate» consiglia infatti l´omino dello spot di Fellowes, grande produttrice di distruggi documenti. «Di questi tempi non ci si può fidare», mentre i fogli diventano coriandoli a prova di ladro di identità. http://www.assinews.it/rassegna/arti...221104tr2.html |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||