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Data registrazione: Jul 2002
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anatocismo: nuova vittoria per clienti
Anatocismo: nuova sconfitta per le banche
(11/11/2004) Dopo la sentenza della Cassazione sull’anatocismo il mondo bancario e politico tacciono: governo e Bankitalia non si sono ancora pronunciati e il presidente dell’Associazione bancaria (Abi), Maurizio Sella, ha risposto con un “no comment” al pressing dei giornalisti. Mentre una nuova sentenza a favore dei clienti rimarca le responsabilità delle banche accusate per aver calcolato, fino al 2000, trimestralmente gli interessi quando il correntista andava in rosso e annualmente quando invece il correntista era in attivo. La sentenza arriva dal tribunale di Milano, chiamato a pronunciarsi su un ricorso contro la Banca Popolare di Milano che si era rifiutata di restituire ai propri clienti gli interessi indebitamente percepiti. Il magistrato della VI sezione civile ha infatti sancito che le banche “non possono invocare l’infondatezza del diritto al rimborso” e se lo faranno rischieranno una sanzione ulteriore. Il giudice così non solo ha rilevato l’illegittimità del comportamento dell’istituto di credito, ma ha anche obbligato la banca a restituire il denaro. Intanto sul fronte dei consumatori arrivano segnali positivi: le associazioni si sono dichiarate pronte ad aprire un negoziato con l’Abi, proponendo di avviare una trattativa per discutere le modalità di rimborso attraverso le quali le banche dovrebbero risarcire i correntisti dopo la sentenza sull’anatocismo. In prima linea l’Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che vorrebbero evitare il muro contro muro, dichiarandosi disponibili a negoziare le modalità di restituzione della somma dovuta da parte delle banche anche con rate mensili da 24 a 60 mesi. Anche il Movimento consumatori invita le banche al dialogo per “condividere procedure di conciliazione che consentano in tempi brevi il risarcimento di quanto pagato illegittimamente dai consumatori”. Ma il Movimento è comunque fermo: “Se dovesse perdurare il silenzio e la mancanza di dialogo da parte delle banche, inizieremo diverse azioni giudiziarie collettive”. Dialogo e apertura arrivano anche dal Movimento Difesa del Cittadino. L’associazione ha infatti firmato un protocollo d’intesa con il Gruppo Monte Paschi di Siena per il programma ‘Consumer Lab’. “Un impegno importante - si legge in una nota - sia per le associazioni che per il grande gruppo bancario, soprattutto alla luce della sentenza della Cassazione sull’anatocismo”. E per fare fronte alle richieste di informazioni è stato attivato il numero verde S.O.S Anatocismo 800.090.176. Per Giustino Trincia, il vice segretario di Cittadinanzattiva, “mai come in questa situazione è evidente la necessità di un intervento e di una assunzione di responsabilità in termini di indirizzo al mondo bancario da parte della Banca d’Italia”. Infine, alle dichiarazione rilasciate dall’Adiconsum - che ha invitato i consumatori a non crearsi “nessuna illusione di facili rimborsi” e che aveva ammonito: le spese potrebbero raggiungere i 4.000-5.000 euro- risponde implicitamente l’Adusbef. L’associazione aderente all’Intesa mette, infatti, in guardia i consumatori “dalle interpretazioni e dalle stime di costi inventati e spropositati tesi a dissuadere milioni di utenti, colpiti dalla pratica dell’anatocismo, a esercitare i loro diritti per un giusto ed equo risarcimento”. L’Adusbef ha così pubblicati i “suoi costi reali”. In particolare - afferma - le spese di perizia per determinare i conteggi di interessi trimestrali e commissione massimo scoperto ammontano a 150 euro per ogni singola perizia. E se l’utente - continua - deve conteggiare più di un rapporto bancario, sia con la stessa banca che con banche diverse, pagherà 150 euro per ogni singola perizia relativa ad ogni conto corrente. Le richieste di rimborsi entro i 2.500 euro, di competenze dei giudici di pace, non comportano alcuna spesa né bolli, sempre che la legge Finanziaria non apporti modifiche. Quanto ai ricorso al Tribunale, avverte l’Adusbef, per liti superiori ai 2.500 euro e fino a 10.000 euro occorre pagare il contributo unificato che non ecceda i 500 euro. L’Associazione ricorda che si possono rivolgere ai giudici di pace tutti i correntisti che hanno avuto scoperture continuate per 25.000 euro. Oltre alle scoperture, anche altre pratiche rientrano nell’anatocismo: sconfinamenti, affidamenti e contratti di mutuo. Una sentenza del 20 febbraio 2003 della Corte di Cassazione, conclude l’associazione, ha infatti stabilito il divieto di anatocismo sugli interessi di mora derivanti dai contratti di mutuo. Patrizia De Rubertis da Miaeconomia |
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Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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ANATOCISMO. SENTENZA MOLTO IMPORTANTE, MA NON DIAMO FALSE ILLUSIONI AI CORRENTISTI. L’ADUC OFFRE UN SERVIZIO DI PRIMA ASSISTENZA GRATUITO
Firenze 9 novembre 2004. La recente, ed ormai gia’ famosa, sentenza n. 21095/04 delle Sezioni Unite della Cassazione Civile e’ sicuramente una sentenza storica per l’annoso problema dell’anatocismo bancario. Dopo questa sentenza e’ ormai indiscutibile che la corretta interpretazione dell’art. 1283 del cc vieta alle banche la contabilizzazione trimestrale degli interessi passivi. Come e’ noto la Cassazione si era gia’ pronunciata da tempo in questa direzione fin dalla primavera del 1999 (sentenze n. 2374, 3096, 3845) ponendosi in consapevole e motivato contrasto –per usare le parole della Cassazione stessa- con pronunzie del ventennio precedente (6631/81; 5409183; 4920/87; 3804/88; 2444/89; 7575/92; 9227/95; 3296/97; 12675/98) stabilendo che gli “usi contrari”, idonei ex articolo 1283 Cc a derogare il precetto ivi stabilito, sono solo gli usi “normativi” in senso tecnico; desumendone, per conseguenza, la nullita’ delle clausole bancarie anatocistiche, la cui stipulazione risponde ad un uso meramente negoziale ed incorre quindi nel divieto di cui al citato articolo 1283. In parole semplici l’applicazione degli interessi su gli interessi e’ una pratica illegittima e questo e’ diventato ormai un principio del nostro ordinamento inappellabile. Ma cosa e’ necessario fare, in pratica? In primo luogo e’ bene ricordare che l’invio di una semplice lettera alla banca nella quale si chiede il ricalcalo degli interessi in termini di legge e lo storno di quelli indebitamente percepiti e’ certamente priva di efficacia: puo’ avere una funzione come messa in mora, ma nessun cliente si aspetti che la banca paghi solo in base a questa lettera, per raccomandata A/R che possa essere. Secondariamente e’ importante ribadire che un’azione contro la banca ha senso solo in presenza di scoperti di conto consistenti e perduranti per un congruo periodo (non solo un trimestre, ma ripetuti trimestri consecutivi). Infine e’ importante ricordare che il problema dell’anatocismo si inserisce nella piu’ ampia tematica della trasparenza dei rapporti bancari e dei tassi usurai, tematica che non si applica solo ai conti correnti bancari ma anche ai mutui. La prima cosa da fare, quindi, e’ una valutazione di massima attraverso la documentazione dell’utente bancario (estratti conti, piani di ammortamento dei mutui, ecc) in modo da verificare la concreta possibilita’ di recuperare gli interessi illecitamente percepiti. Per questo l’Aduc mette a disposizione un servizio gratuito per svolgere una valutazione di massima sull’opportunita’ o meno di avviare un’azione legale contro la banca per il problema degli interessi anatocistici e/o usurai. Chiunque fosse interessato puo’ inviare una email a anatocismo@aduc.it illustrando il suo caso e ricevera’ una risposta personalizzata con la documentazione da inviare e/o i formulari per richiederla in banca. Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2004
Messaggi: 3,581
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Bah, mi sembra anche a me una vittoria di Pirro... tutto questo sbandieramento da parte delle associazioni dei consumatori mi sembra eccessivo e anacronistico.... in primo dover fare in ogni caso alle banche causa per riavere il maltolto comporta tempo e denaro che se non per cifre consistenti non ne vale la pena, e poi ma quanti risparmiatori privati hanno avuto ingenti scoperti sul c/c? epoi quasi tutte le banche e' gia' dal 2000 che conteggiano gli interessi trimestrali, caso mai possono essere interessate le aziende che nel giro del lavoro sono impegnate con fidi massicci.... ma se hanno ancora linee di credito quante si metteranno a fare causa alla banca? con il rischio che gli chiudano i fidi?
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ritorno member
Data registrazione: May 2002
Messaggi: 2,433
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dipenderà tutto dal vedere se il rischio vale la candela |
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la borsa e la vita
Data registrazione: Sep 2001
Messaggi: 42,223
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Citazione:
Una lettera in mano del Credito Italiano in data 20 gennaio 2001 che su richiesta di rimborso dell'avvocato mio col nome di avv. Tanza accanto...ci aveva risposto...che bla bla bla... niente si dovea piglia'...perche' quella era la prassi in vigore... secondo loro... ma io spero qualche centomila di allora perlomeno... comunque faro' sapere come andra' a finire... che l'ultima notizia dell'avvocato dice che a febbraio la causa e' rinviata...un'altra volta...che mi par la nona questa... senza Beethoven dio mezzo... la nona lo stesso. ma stabvolta perlomeno ha nominato un CUT di parte sua o qualcosa del genere...che ci sta scritto pure il nome. Se son rose spineranno...quando ci sara' da pagar la parcella. |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
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Faccio un sunto di quanto v'è su MF oggi. Dalla riunione di ieri si è stimato un salasso per le banche di 5 miliardi di euro potenziali per la sentenza della cassazione, che comporterebbe possibile recupero per interessi intercorsi tra 1994-2000 8anno in cui sono stati equiparati i termini di capitalizzazione tra interessi passivi ed attivi). Oltre ad investire la Consulta ed eventualmente la Commissione Ue, le banche hanno fatto quadrato contro la sentenza bollata da alcuni come "populista". La paura maggiore deriva dalla possibilità di azioni che vengano intraprese da commissari in procedure concorsuali e curatori curatori fallimentari per interessi indebitamente versati, così come da clienti in sofferenza o con crediti incagliati.
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
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L’anatocismo arriva in Parlamento
(26/11/2004) Dalle aule di Tribunale a quelle di Montecitorio: questa l’ultima novità sull’anatocismo, ovvero l'applicazione di interessi su altri interessi piuttosto che sul capitale. Il deputato della Lega Nord, Giovanni Didonè ha infatti firmato una proposta di legge per favorire la soluzione stragiudiziale, quella cioè che non prevede il ricorso a una causa legale. Condizione, invece, attualmente necessaria affinché i clienti possano essere risarciti degli interessi anatocistici. Va infatti ricordato che l’anatocismo è quella pratica secondo la quale le banche calcolano trimestralmente gli interessi quando il correntista va in rosso e annualmente invece quando devono corrispondere interessi a favore del cliente. Prassi, peraltro già vietata dal Codice Civile (art. n°1283) ma che lo scorso 4 novembre la Corte di Cassazione ha definitivamente condannato con una sentenza che ora obbliga gli istituti di credito i a risarcire ai propri clienti quanto trattenuto nel corso dei dieci anni precedenti al 1999, cioè fino a quando le banche hanno praticato l’anatocismo. E la proposta di legge del Carroccio ha proprio lo scopo di promuovere gli accordi stragiudiziali tra le banche e i correntisti per la restituzione degli interessi illegalmente addebitati. In particolare il provvedimento prevede per le banche l'obbligo di rilasciare a titolo gratuito la certificazione degli interessi anatocistici tra il 1° gennaio 1987 e il 19 ottobre 1999. Inoltre il ricorso alla soluzione stragiudiziale eviterebbe anche i costosi ricorsi in tribunale che, allo stato delle cose, dovrebbe intraprendere i clienti, vittime dell'anatocismo. La recente pronuncia della Cassazione - ha spiegato Didoné - ha condannato le banche, anche retroattivamente, alla restituzione degli interessi percepiti illegalmente. Tuttavia - continua - dal momento che gli istituti di credito hanno fatto sapere che pagheranno solo in presenza di una specifica condanna, il correntista vittima dell’anatocismo, dovendo intraprendere una causa civile contro la propria banca, sarà soggetto a spese molto onerose. La proposta di legge cercherà quindi - conclude Didoné - di ripristinare una situazione di giustizia sociale evitando non solo che le banche affrontino oneri correlati alla difesa nei vari giudizi (i costi per le stesse banche in molto casi saranno infatti superiori a quelli preventivabili per i rimborsi ai clienti), ma che consentirà anche di evitare l'intasamento dei tribunali per la valanga di cause per anatocismo che saranno istaurate. In proposito l'Adusbef ha annunciato che attenderà non oltre il 7 dicembre prima di notificare un primo troncone di circa 2.500 cause. La proposta leghista di ricorrere a soluzioni extragiudiziali non è comunque una novità. Già, infatti, negli scorsi giorni le associazioni dei consumatori hanno ribadito la necessità di procedere attraverso forme conciliative per le famiglie e le imprese familiari. In prima linea l'Adiconsum che continua a criticare la decisione di netta chiusura assunta dall'Associazione bancaria (Abi) a qualsiasi negoziato per risolvere il problema dell'anatocismo. Inoltre i Consumatori definiscono "incomprensibile" la decisone delle banche di coinvolgere la Corte di giustizia europea. Sulla stessa linea anche l’Adusbef che ricorda alle banche la possibilità di negoziare le modalità dei rimborsi, anche mediante l'emissione di certificati di debito, emessi in 10 rate semestrali entro 60 mesi. Infine, il Codacons ha annunciato di aver inserito sul proprio sito internet (www.codacons.it) un software gratuito che permette di calcolare gli interessi anatocistici da ottenere in rimborso dalle banche. Patrizia De Rubertis http://www.miaeconomia.it/retrieval/...darticle=72124 |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
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http://www.anatocismo.splinder.com/
Lo posto non per fare pubblicità al blog..anzi neppure so chi siano, ma per aggirnamenti sulla vicenda in esso contenuti |
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