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Vecchio 11-11-04, 11:02   #1 (permalink)
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Rapporto 2004 istat

Rapporto 2004: il 44,2 % degli italiani insoddisfatto della situazione economica. Le morti continuano a superare le nascite

Si vive più lungo, ma con i soldi contati
L´Istat: popolazione in crescita, aumentano i reati e i divorzi


"Lievitano" del 245% le truffe denunciate
Il 20 % degli italiani pratica uno sport

MARIA STELLA CONTE

ROMA - C´è bilancio e bilancio. Ci sono i conti di carta dello Stato, che a volte sembrano giochi di prestigio. E quelli familiari, di tutti i giorni: la spesa, il medico, l´affitto, il mutuo, la macchina, i figli... E questi conti qui, come li giri e li rigiri, vanno male. La buona notizia, è - potrebbe essere - che la vita continua ad allungarsi: uomini e donne vivono sempre più a lungo e tutto sommato in buona salute. La cattiva, è che si vive sempre peggio, con il fiato sul collo delle rate e l´incubo di arrivare a fine mese. Va così - checché ne dicano le planimetrie finanziarie nazionali - per i pensionati; per le coppie alle quali si chiede maggior slancio nel procreare; per le famiglie la cui parola d´ordine è diventata: ridimensionare. Va così per il 47,5 per cento delle famiglie italiane le quali, nell´arco di un solo anno - il 2003 - ritengono peggiorata la propria condizione economica: erano il 20,3 per cento solo due anni fa, nel 2001. Subito dopo, ecco la percentuale di chi forse non lo sa, ma può ben considerarsi "fortunato": un 45,5 per cento che giudica la propria situazione invariata; era il 51,7 nel 2002. Metà Italia che va a marcia in dietro. L´altra metà, arenata. Ma non è tutta qui la nostra storia, rilegata dall´Istat nell´ "Annuario Statistico Italiano". Dentro c´è un Paese con le morti che continuano a superare la nascite e dove, però, la popolazione aumenta per via dei "flussi migratori"; c´è la timida crescita della fecondità femminile; ci sono i matrimoni al loro minimo storico; i divorzi e le separazioni in ascesa. Un Paese che - con buona pace di tutte le rassicurazioni ufficiali sull´ordine pubblico - registra il 10,1 per cento in più di delitti denunciati all´Autorità giudiziaria: crescono le violenze sessuali (+7,9 per cento), gli infanticidi (+40), gli omicidi volontari (+11); e crescono incredibilmente, del 245,8 per cento, le truffe anche, ma non solo, a causa - dice l´Istat - dei raggiri informatici.
La famiglia - Oltre a giudicare peggiorata o invariata la propria condizione economica (percezione, sostiene l´Istat, che «si presenta diffusa su tutto il territorio»), le famiglie italiane ritengono sempre in maggior numero, di avere "scarse o insufficienti risorse economiche": erano il 35,1 per cento nel 2002, sono il 39,9. Contemporaneamente, si è ridotta la quota di chi, all´opposto, giudica "ottime e adeguate" le proprie risorse: dal 63,5 al 58,8. Cosa, anche questa, che si verifica simultaneamente al nord al centro e al sud. Tra gli aumenti di spesa maggiori, quelli relativi all´abitazione: +6,1 per cento.
Tutti in fila - Il 58, per cento delle famiglie dichiara di trovare difficoltà a raggiungere il pronto soccorso; il 42,2 le sedi delle forze dell´ordine; il 37,4 gli uffici comunali e il 32,3 supermercati e grandi magazzini. Il 41,1 lamenta di essere rimasto in fila alla Asl per oltre 20 minuti, mentre le code più lunghe alla Posta riguardano chi deve ritirare la pensione o effettuare un versamento di conto corrente.
Figli a scuola - Sono stati 8 milioni 804.292 gli studenti iscritti all´anno scolastico 2002-2003, lo 0,6 per cento in più. Ad aumentare sono in particolare gli alunni delle scuole per l´infanzia e quelli delle scuole superiori mentre il maggior numero di iscritti si ha nelle scuole elementari. Se fino alla terza media il tasso di scolarità è praticamente del 100 per cento, negli istituti superiori, dove pure è in crescita, si attesta intorno al 91,7. Continuano anche ad aumentare i ragazzi che si iscrivono per la prima volta all´università: +4,8 per cento.
La salute - Sono 1.378 gli istituti di cura: 755 pubblici, 623 privati. Erano 1.489 nel 1998. Diminuiscono degenze e giornate d degenza mentre sono aumentate, tra il 1997 e il 2002, le Asl dotate di servizio di assistenza domiciliare integrata, gli ambulatori e le strutture territoriali tipo consultori materno infantili e servizi di assistenza ai disabili fisici e psichici. Aumentano lievemente i fumatori (il 23,9 di chi ha oltre i 14 anni): fumano più gli uomini (31 per cento) che le donne (17,4). Tre italiani su 4, comunque, giudicano "buono" il proprio stato di salute.
La criminalità - Le regioni con il maggior tasso di delittuosità sono la Liguria, il Lazio e il Piemonte. A metà troviamo Lombardia e Toscana, mentre Basilicata e Molise chiudono la classifica. Se i delitti denunciati all´autorità giudiziaria aumentano, diminuisce invece il numero dei detenuti: - 2,6 per cento.
Attività culturali e sociali - Il 64,4 per cento della popolazione dai 6 anni in su nel 2003 è andata al cinema (era il 57,2) ; il 20,8 pratica uno sport con continuità e il 10,2 saltuariamente; il 37,7 delle famiglie possiede un pc e la percentuale di chi ha un cellulare sta per raggiungere l´80 per cento. Infine, su quasi 58 milioni di italiani circolano nel Paese 43 milioni di auto: praticamente una a testa, se si escludono persone anziane e bambini. Il parco macchine, dunque, continua inesorabilmente a crescere e a essere utilizzato, dal 68 per cento della popolazione, per raggiungere il posto di lavoro.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...111104pe2.html
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Vecchio 11-11-04, 11:04   #2 (permalink)
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Italiani più sani ma scontenti
Istat / L'Annuario statistico fotografa il Paese



ROMA • Fotografia di un Paese che cambia: l'ha "scattata" l'Istat con il suo Annuario statistico italiano, documentando, a suon di dati, le novità sociali, economiche e culturali dell'Italia. Nel complesso, viviamo più a lungo, e in salute, ma la maggior parte delle famiglie sono insoddisfatte della loro condizione economica. Gli anziani sono in aumento e crescono anche i loro disagi: negli uffici postali, spiega l'Istat, le attese più lunghe riguardano le persone che devono ritirare la pensione. Non va meglio nelle Asl, dove il 41,1% degli utenti ha atteso in media più di 20 minuti.
• Popolazione. Il numero dei residenti in Italia è di quasi 58 milioni; rispetto al 2002 si registra un aumento di 567.175 unità; il movimento positivo è dovuto alle migrazioni ed è stato pari a +609.580.
Le difficoltà economiche. Il 44,2% delle persone (era il 40,4% nel 2002) si sono dette poco o niente affatto soddisfatte delle loro condizioni di vita. La spesa media mensile delle famiglie è cresciuta a 2.313 euro, 119 in più rispetto al 2002 con una crescita del 5,4% che incorpora la dinamica inflazionistica, pari in media al 2,7 per cento. Al Nord l'aumento della spesa media totale è del 5,9%, del 5% nel Centro e del 4,8% nel Sud.
I consumi. Forte crescita (+6,1%) della spesa delle famiglie per la casa (acqua, elettricità, gas ed altri combustibili), per l'istruzione e per i trasporti (+4,2%), mentre sono in forte rallentamento i consumi culturali e quelli legati al tempo libero (+1,2%) e sono praticamente al palo quelli nell'abbigliamento (+0,6%).
Lavoro. Nel 2003 il ritmo di crescita dell'occupazione ha manifestato un ulteriore rallentamento rispetto al 2002, anche se si tratta dell'ottavo anno consecutivo di progresso. Il numero degli occupati è stato di oltre 22 milioni, con un incremento di 225mila unità rispetto al 2002 (+1%). La crescita dell'occupazione ha interessato tutti i settori tranne l'agricoltura e si è verificata in particolare al Centro, dove gli occupati sono aumentati di 70mila unità (+1,6%) e in modo più contenuto il Nord-Ovest (+1,4%), il Nord-Est (+1,1%) e il Sud (+0,2%).
Salute e sanità pubblica. Tre italiani su quattro giudicano "buono" il proprio stato di salute. Tra le malattie croniche più diffuse vi sono l'artrosi e l'artrite (18,9%), l'ipertensione (12,5%) e le malattie allergiche (8,5%). I decessi avvengono per malattie cardiovascolari e per tumori. Si fuma un po' di più rispetto al passato. Diminuiscono inoltre i ricoveri, ma anche gli ospedali: in Italia ci sono 4,4 posti letto ogni mille abitanti (5,5 nel 1998), per un totale di 253.852. Diminuiscono le degenze, quasi 300mila in meno rispetto al 2001, e le giornate di degenza, pari nel 2002 a poco più di 69 milioni (erano circa 85 milioni nel 1998). Stabile il consumo dei farmaci.
Istruzione. Il numero degli studenti nell'anno 2002-2003 ha registrato una crescita di 56.800 unità. L'incremento maggiore alle elementari, +31,3%. Il tasso di scolarità è di circa il 100% nelle scuole d'infanzia, elementari e medie. In salita anche le matricole universitarie (+ 4,8%). Criminalità. Nel 2003 sono stati denunciati all'autorità giudiziaria dalle forze dell'ordine in totale 2.456.887 delitti, il 10,1% in più rispetto all'anno precedente. In particolare, le truffe sono aumentate del 245,8 per cento. Gli infanticidi sono aumentati del 40%; l'associazione per delinquere di stampo mafioso del 15,7%. In crescita anche gli omicidi volontari, +11,4%. Si delinque di più in Liguria, Lazio e Piemonte; di meno in Basilicata e Molise.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e111104sc.html
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Vecchio 12-01-05, 08:32   #3 (permalink)
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I dati di un sondaggio Findomestic. Continua la crescita del credito al consumo

Consumatori spaventati dal futuro in Italia i più pessimisti d´Europa


GIORGIO LONARDI

MILANO - I consumatori italiani sono fra i più pessimisti d´Europa sulla situazione del proprio Paese. A sostenerlo è una fonte autorevole: l´Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Italia e in Europa. Ebbene, mentre nel vecchio continente il grado di soddisfazione medio, calcolato su un punteggio fra 1 e 10, è sceso in un anno da 5,13 a 4,97 nel Bel Paese il calo è stato maggiore passando da 5,24 a 4,79 punti. Ma non basta. Perché ormai il 51% dei consumatori italiani prova un sentimento di forte «inquietudine» a proposito dell´avvenire; il 12% è rassegnato e un altro 7% è talmente frustrato da apparire addirittura «in rivolta». Solo il 23% dei nostri connazionali guarda al futuro con ottimismo mentre l´«entusiasmo» contagia il residuo 5%. Intanto il rapporto Assofin-Crif-Prometeia rileva che a fine giugno 2004 il credito al consumo continua a crescere (+10,8%) anche se meno dello stesso periodo del 2003 (+16,7%).
In effetti dall´analisi di Findomestic, condotta su un campione di 8 mila interviste telefoniche in Europa (2mila solo in Italia) trapela una situazione piuttosto allarmante. Il 28% degli italiani, ad esempio, prevede un peggioramento della propria capacità di effettuare investimenti di una certa consistenza nel corso dei prossimi mesi contro una media europea del 21%. Al contrario solo il 15% immagina un miglioramento (media europea 19%). Stessa musica per altri parametri importanti dalla capacità di fare acquisti per la propria casa alla situazione finanziaria in generale senza dimenticare la qualità della vita.
Insomma ce ne sarebbe abbastanza per immaginare un calo generalizzato dei consumi. Secondo Findomestic, però, il clima di sfiducia non inciderà sugli acquisti di beni durevoli che restano «l´unico pilastro di crescita della spesa delle famiglie». Una previsione rafforzata dal rapporto Assofin-Crea-Prometeia che prevede una buona crescita del credito al consumo sia nel 2005 (+13,8%) sia nel 2006 (+15,5%).
Quanto all´andamento del 2004, sostanzialmente positivo, Findomestic sottolinea come in diversi settori si stiano registrando degli spostamenti di consumo da una tipologia di prodotto all´altra. Emblematico il caso delle auto dove si nota una crescita più sostenuta nel segmento fra 1050 e 1.300 cc rispetto alle utilitarie. E così al calo dei ciclomotori (-11%) corrisponde l´aumento delle vendite di moto con oltre 250 cc di cilindrata (+17%). La tendenza è ancora più accentuata nell´elettronica dove cresce il consumo di DVD (+116%) e Tv a con schermo retroproiezione (+99%) mentre si riduce la domanda di videoregistratori (-21,1%) e scanner (-27,3%).

http://www.assinews.it/rassegna/arti...p120105ri.html
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