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E' l'aumento della pressione fiscale per effetto dell'inflazione, pur in assenza di incrementi di aliquota. Quindi per adeguare il costo della vita si verifica di massima qualche aumento dei redditi. La normativa risalente all'89 prevedeva che entro il 30 settembre di ogni anno il governo con decreto del presidente del consiglio dei ministri provvedesse ad adeguare le aliquote e gli scaglioni di reddito, delle detrazioni e dei limiti di reddito fisso in virtù dell'aumento dell'inflazione qualora questo tra il 1 settembre dell'anno prima e il 31 agosto dell'anno in corso avesse sforato il saggio del 2%.
In pratica, un effetto drammatico potrebbe verificarsi laddove la base imponibile è vicina alla soglia per far scattare l'aliquota dello scaglione successivo, perchè aumento del reddito motivato da un aumento del costo della vita è solamente virtuale.
Chiaramente aveva un senso in periodo di alta inflazione e di volatilità della stessa. Meno oggi; difficile, amio avviso, è anche ipotizzare una restituzione come da + parti viene ventilato
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