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Rami danni/Rami vita
Rami Danni: margine di contribuzione, oneri distributivi, spese di amministrazione e risultato del conto tecnico
http://www2.assinews.it:8080/testi/t...031104mer.html Rami Vita: margine di contribuzione, oneri distributivi, spese di amministrazione e risultato del conto tecnico http://www2.assinews.it:8080/testi/t...031104mer.html |
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Cresce l'industria del risparmio gestito. I prodotti assicurativi subito dietro gli OICR
04/11/2004 La corsa al rialzo dell'industria del risparmio gestito è proseguita anche nel mese di settembre. I dati resi noti da Assogestioni segnalano una nuova crescita del patrimonio che ha toccato 891 miliardi di euro (dall'inizio dell'anno la crescita complessiva del patrimonio è stata del 3,3%). In testa alla classifica per tipologia di prodotto si confermano, anche a settembre gli OICR: il loro patrimonio lordo si è attestato a 515,8 miliardi di euro. Al secondo posto troviamo invece le gestioni di prodotti assicurativi con un patrimonio lordo di 155,3 miliardi di euro. In terza posizione le GPF retail con 93,8 miliardi di euro lordo. Quarta la categoria residuale delle Altre Gestioni con 62,7 miliardi di euro di lordo, seguita dalle GPM Retail con un patrimonio lordo di 51,9 miliardi e dalle Gestioni di Patrimoni Previdenziali con 11,6 miliardi di euro. La classifica dei comparti è guidata dagli obbligazionari, con un patrimonio lordo di 314,2 miliardi di euro. Al secondo posto i prodotti bilanciati con 189 miliardi lordi, seguiti dai prodotti azionari con 129,4 miliardi. Chiudono la classifica i prodotti monetari con 105,4 miliardi e i prodotti flessibili con 35,1 miliardi. |
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La finanziarizzazione dell'assicurazione Vita ed il ruolo giocaro dai market-maker
04/11/2004 A cura di Honny "Infine, nel quadro più generale di tale fenomeno di finanziarizzazione degli investimenti delle assicurazioni è ancora da analizzare a fondo l'effetto propulsivo esercitato dalle più autorevoli istituzioni finanziarie che, in modo contingente, possono trovarsi a svolgere contemporaneamente i ruoli di: · analisti professionali che orientano il mercato in qualità di riconosciuti market-maker, attraverso la diffusione di rating e altri tipi di informativa circa la capacità di certe compagnie dui creare valore; · controparti di tali compagnie nello studio e nella realizzazione delle principali operazioni incidenti sul portafoglio degli investimenti; · investitori di ingenti capitali per conto terzi (talvolta) in quelle stesse compagnie di cui divengono, per periodi più o meno brevi di tempo, anche azionisti di riferimento". Da "L'evoluzione del mercato assicurativo italiano" di Alessandro Danovi e Giuseppe Indizio, Giuffrè, 2004, pagg. 111-112. Relativamente al primo dei tre predetti ruoli, in nota si citano Morgan Stanley Capital International e Jp Morgan. Quanto al secondo ruolo, viene citato ancora Morgan Stanley, questa volta in partmership con Pirelli Re. Infine, per il terzo ruolo, vengono citate Goldman-Sachs e Merril Lynch. Dal mio punto di vista, non mi sembra interessante indagare a fondo l' "effetto propulsivo", ma piuttosto altri aspetti di pertinenza dell'ISVAP e, più ancora, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, al secolo l'Antitrust. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o041104pe.html |
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4 novembre 2004
Tra gennaio e ottobre primi segnali di ripiegamento per i costi delle polizze. Diminuiscono i sinistri Rc auto meno cara, ma non per tutti In dieci mesi calo dell´1,1%. Nel Meridione prezzi triplicati Nella provincia di Aosta le riduzioni più forti. Giovani penalizzati a Caserta LUCIO CILLIS ROMA - Rc auto, tariffe in calo ma non per tutti. Tra gennaio e ottobre scorsi il settore ha visto una leggera ma significativa discesa dei prezzi, dopo dieci anni di continui aumenti a due cifre. La diminuzione, pari al meno 1,1% nei dieci mesi di monitoraggio - registrata in una ricerca Tillinghast-Towers Perrin su un milione di profili e 25 compagnie pari al 75% del mercato - non premia però allo stesso modo tutti gli assicurati. A subire aumenti che in alcuni casi arrivano quasi a tre volte il tasso di inflazione registrato nel corso del 2004, sono ancora una volta le province del Meridione. Se a Biella, Pavia, Milano e Lecco il calo è tra l´8,1 e l´8,6% (riservato, peraltro a professionisti e impiegati di mezz´età), a Caserta, Pescara, Chieti, Cosenza, Brindisi e Messina i ritocchi verso l´alto partono da più 4,4% fino a più 5,1%, con premi pesanti (anche 2.100 euro tasse escluse per una vettura con 11 anni di servizio sulle spalle), soprattutto per i più giovani, meglio se studenti o operai maschi, tra i 18 e i 23 anni. Le riduzioni medie di mercato più accentuate, vicine a meno 8,0% rispetto allo stesso periodo del 2003, si sono verificate in alcune province del Nord, principalmente per gli assicurati di circa 40 anni in classi di bonus (non necessariamente corrispondenti a quelle di massimo sconto) che guidano automobili a benzina di cilindrata alta. I ritocchi più marcati verso l´alto, al contrario, sono stati registrati a Caserta, Cosenza e Pescara, principalmente per i giovani maschi in classe di bonus-malus tra la 12 e la 16, alla guida di auto a benzina di bassa cilindrata. In media però, si allarga la forbice tra automobilisti maschi e femmine rispetto al caro-polizza: le donne, infatti, hanno subito delle riduzioni più marcate (-1,4%). Mentre il calo delle tariffe per gli uomini risulta meno marcato (-1,0%). E nonostante l´accordo siglato al ministero delle Attività produttive nei mesi scorsi tra compagnie e alcune associazioni dei consumatori, il premio medio pagato dai giovani, soprattutto maschi tra i 18 e i 22 anni, cresce in maniera più marcata (+0.5%) mentre quello pagato dalle donne della stessa età diminuisce (-1%). La strategia delle compagnie, quindi, sembrerebbe mirare a particolari fasce d´età, professioni e sesso, per ritagliare meglio le tariffe. In particolare, beneficiano dei maggiori sconti le donne tra i 33 ed i 42 anni, mentre le riduzioni per le polizze sono allineate nelle età successive. Oggi, ad esempio, il premio medio più basso è quello pagato dagli assicurati di Isernia, Campobasso, Potenza, Enna, Aosta, Agrigento e Ragusa (circa 400 euro, prima di tasse e contributi) mentre quello più alto (800 euro) viene pagato nelle province di Napoli, La Spezia, Massa Carrara e Bologna. Il risultato tecnico del ramo Rc auto, tornato in attivo dopo anni di conti in rosso, ha reso finalmente possibile il calo delle tariffe anche se, sottolinea la ricerca, «il sostanziale equilibrio dei prezzi registrato ad ottobre non comporta una generale immobilità del settore: la stabilità media delle tariffe nasconde da una parte interventi in aumento, ma dall´altra sempre più spesso forti diminuzioni di alcuni operatori del mercato». Una tendenza che secondo gli esperti non durerà però a lungo: «Visto il calo della pressione sui prezzi verificatosi nel 2003 e la diminuzione dei primi 10 mesi del 2004 ci chiediamo quanto potrà durare questa situazione visto il perdurare dell´inflazione sinistri a livelli superiori rispetto all´inflazione Istat e in considerazione del fatto che la frequenza sinistri, presumibilmente, non continuerà a scendere con lo stesso ritmo degli anni passati». http://www.assinews.it/rassegna/arti...p041104rc.html |
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La finanziarizzazione dell'assicurazione Vita ed il ruolo giocaro dai market-maker
04/11/2004 A cura di Honny "Infine, nel quadro più generale di tale fenomeno di finanziarizzazione degli investimenti delle assicurazioni è ancora da analizzare a fondo l'effetto propulsivo esercitato dalle più autorevoli istituzioni finanziarie che, in modo contingente, possono trovarsi a svolgere contemporaneamente i ruoli di: · analisti professionali che orientano il mercato in qualità di riconosciuti market-maker, attraverso la diffusione di rating e altri tipi di informativa circa la capacità di certe compagnie dui creare valore; · controparti di tali compagnie nello studio e nella realizzazione delle principali operazioni incidenti sul portafoglio degli investimenti; · investitori di ingenti capitali per conto terzi (talvolta) in quelle stesse compagnie di cui divengono, per periodi più o meno brevi di tempo, anche azionisti di riferimento". Da "L'evoluzione del mercato assicurativo italiano" di Alessandro Danovi e Giuseppe Indizio, Giuffrè, 2004, pagg. 111-112. Relativamente al primo dei tre predetti ruoli, in nota si citano Morgan Stanley Capital International e Jp Morgan. Quanto al secondo ruolo, viene citato ancora Morgan Stanley, questa volta in partmership con Pirelli Re. Infine, per il terzo ruolo, vengono citate Goldman-Sachs e Merril Lynch. Dal mio punto di vista, non mi sembra interessante indagare a fondo l' "effetto propulsivo", ma piuttosto altri aspetti di pertinenza dell'ISVAP e, più ancora, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, al secolo l'Antitrust. http://www2.assinews.it:8080/testi/hon222_041104pa.html |
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Il FMI incontra l'ANIA
05/11/2004 La delegazione del Fondo Monetario Internazionale, in Italia per la consueta valutazione dello stato dell'economia ha ascoltato il parere dell'Ania in merito alla situazione congiunturale dell'economia italiana, dei conti pubblici e sullo stato del settore assicurativo. L'Ania ha fatto presente come nel 2003 i risultati economici delle imprese di assicurazione italiane siano stati positivi e che le indicazioni delle semestrali del 2004 confermino questi risultati. Inoltre, è stato sottolineato come a fronte di una forte caduta della raccolta netta dei fondi comuni, la nuova produzione vita è cresciuta nei primi nove mesi del 2004 dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mostrando una forte accelerazione nel terzo trimestre (+8,5% rispetto allo stesso periodo del 2003). In forte crescita è la raccolta premi per le tradizionali assicurazioni sulla durata della vita umana (ramo I), aumentata nei primi nove mesi dell'anno dell'11,5%. L'Ania ha anche riaffermato che perseguire il rilancio del sistema Paese vuol dire portare a compimento il ridisegno complessivo del sistema della previdenza. In particolare è necessario che nella legge finanziaria siano previste delle misure compensative dei costi di devoluzione del Tfr da parte delle imprese e sia definito il trattamento fiscale delle somme destinate a previdenza integrativa. Nella medesima ottica di favorire lo sviluppo dei fondi pensione, l'Associazione delle imprese assicurative ha di nuovo sottolineato la necessità di rimuovere il divieto, che oggi sussiste per i fondi pensione negoziali, di investire in tutto o in parte le loro risorse nelle tradizionali assicurazioni sulla durata della vita umana. http://www2.assinews.it:8080/testi/v...051104var.html |
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Supponiamo che vogliate avviare un negozio che vende frutta e che i vostri costi fissi siano di 10.000.000 annui, che comprendono l’affitto da pagare al proprietario del negozio, l’energia elettrica, il riscaldamento, l’acqua, la parcella del commercialista, ecc. Questi costi li dovete sostenere comunque, anche se non vendete un chilo di frutta.
Semplificando per rendere più comprensibile l’esempio, ipotizziamo che i prodotti che offrite siano solamente due: mele e arance. Le mele le comprate da un vicino di casa a 1000 lire al chilo (cioè il costo variabile) e le rivendete a 2000 lire. Le arance le comprate a 1000 lire al chilo e le vendete a 2000, ma arrivano dalla Sicilia e dovete pagare anche il camion che ve le porta, quindi il costo variabile sarà 1000 più 300 lire al chilo di trasporto, totale 1300. Il margine di contribuzione sarà di 2000-1000 = 1000 per le mele e di 2000-1300 = 700 per le arance. Il margine di contribuzione medio risulta, di conseguenza, di 1000+700/2, cioè di 850 lire (in altre parole, risulta per voi più conveniente vendere le mele, in quanto vi costa di meno approvvigionarvi). Tale margine servirà per coprire i costi fissi e per pagarvi uno stipendio”. Perché il vostro negozio di frutta sia un progetto realizzabile dal punto di vista economico dovrete vendere almeno 10.000.000/850=11.764 kg di frutta in un anno (determinati da rapporto fra costi fissi e margine di contribuzione) che corrispondono ad un fatturato di pareggio pari a 11.764X2000=23.528.000 di lire. Ogni kg di frutta in più che riuscirete a vendere servirà per retribuire il vostro lavoro di imprenditore, cioè per iniziare a guadagnare. in pratica il margine di contribuzione è quanto rimane tolti i costi per produrre quel prodotto/servizio L'ultimo esprime il conto delle imprese di assicurazione riferito al prodotto venduto (polizze dei vari settori) facendo riferimento a valore/costo di produzione inerente solo all'attività di assicurazione. Le imprese di assicurazione hanno un bilancio strutturato su principi appositi e in linea generale si distingue tra un bilancio tecnico che inerisce strettamente attività assicurativa per la quale impresa è autorizzata ed un bilancio non tecnico che ingloba ricavi e costi, proventi e oneri rinvenuti complessivamente |
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Sinistri Rca: cala soltanto la frequenza
MILANO • Meno frequenti ma più cari: i sinistri stradali scendono come incidenza, ma i costi — anche se in rallentamento rispetto al passato — continuano a crescere. Secondo gli ultimi dati diffusi ieri dall'Ania, l'associazione delle imprese di assicurazioni, nel primo semestre dell'anno gli incidenti sono calati di circa 2 punti mentre gli importi liquidati sono cresciuti di circa 4, una dinamica che rischio di «vanificare i benefici della riduzione della frequenza». La frequenza. Da gennaio a giugno 2004 — spiega il Focus pubblicato sul sito www.ania.it — la frequenza sinistri per il complesso dei veicoli (auto, moto, autocarri) è scesa al 9,21% rispetto al 9,41% dello stesso periodo 2003, segnando quindi una diminuzione del 2,2%. A fine anno, il dato dovrebbe assestarsi intorno all'8,65%, confermando la tendenza al rallentamento della sinistrosità. Un fenomeno che si è fatto sentire soprattutto nei mesi immediatamente successivi all'introduzione della patente a punti: nel primo trimestre di applicazione delle nuove regole (lugliosettembre 2003) gli incidenti rilevati da Polstrada e Carabinieri avevano registrato un calo del 22,3% mentre in data più recente (trimestre aprile-giugno 2004) il calo si è limitato al 7,9% (con un aumento dello 0,2%, sottolinea l'Ania, per quanto riguarda i sinistri denunciati alle compagnie). • Gli importi. Segnano invece un rialzo i costi dei risarcimenti, anche se rispetto al passato la dinamica è in rallentamento: nel primo semestre 2004 l'importo medio liquidato è stato pari a 3.310 euro (+4,3% rispetto alla prima metà 2003, quando il trend registrava un +14,3%). Sul territorio. Notevoli le divergenze sul territorio sia per frequenza sia per costo. La regione dove si registra il più alto rapporto tra incidenti e assicurati è la Campania (12,2%), all'estremità opposta c'è il Friuli Venezia Giulia (6,3%); per importi sono invece le Marche a registrare la punta record (4.191 euro) e la Valle d'Aosta la più bassa (2.474 euro). «Ma a Napoli dal 1997 — ribatte il Garante dell'assicurato presso l'associazione dei difensori civici, Antonio Coviello — la frequenza sinistri è scesa per le autovetture da circa il 18% al 12% e per le due ruote dal 20% al 9%; inoltre il costo medio dei risarcimenti è al di sotto della media nazionale». I consumatori. Sulle rilevazioni Ania è intervenuta anche l'Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Fedeconsumatori e Codacons): i dati (frequenza in calo, oneri in aumento) rappresenterebbero il solito alibi per non accettare le «riduzioni delle tariffe Rca che, alla luce del forte calo degli incidenti, sarebbero dovute avvenire in automatico». Le quattro associazioni, sottolineando che «l'Ania dimentica che gli introiti delle compagnia sono in continua crescita», ribadiscono l'esigenza di un taglio intorno al 15-20 per cento. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e091104si.html |
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Per le compagnie italiane in vista trimestre positivo
MILANO • Continua il buon momento dei titoli assicurativi italiani. Alla vigilia della pubblicazione delle relazioni trimestrali — verranno rese note in settimana per tutti i principali gruppi quotati — gli analisti sono concordi nello stimare positivi i rendiconti da parte delle principali compagnie. Da una valutazione complessivamente positiva si distacca, in alcuni casi, soltanto Mediolanum.Il report di Fox-Pitt, Kelton, pubblicato ieri, prevede che i risultati dei primi nove mesi dell'anno confermeranno gli «eccellenti livelli • di profittabilità» delle compagnie della penisola soprattutto a causa di un positivo andamento del bilancio tecnico nei rami danni. I favori della casa d'analisi vanno alla Ras e ai titoli di risparmio di Fondiaria-Sai che appaiono sottovalutati trattati a sconto del 40% rispetto alle azioni ordinarie. In linea sono le raccomandazioni per Alleanza e Generali mentre un giudizio di sottoperformance è riservato soltanto al gruppo Mediolanum anche in ragione di cedenti margini sulla nuova raccolta previsti per il 2005. Più positivo era stato, in precedenza (il 3 novembre), il giudizio di Goldman Sachs che aveva mantenuto il giudizio di "in linea" per la compagnia guidata da Ennio Doris nonostante il rallentamento dello «straordinario» incremento della crescita del risultato netto sperimentato nel primo semestre dell'anno. La maison finanziaria ha attribuito la stesso giudizio ("in linea") anche alle Generali giudicato «il nostro preferito investimento in Italia». Outperform, cioè titoli con un andamento potenziale migliore della media, è il giudizio che accomuna Generali, Ras e Alleanza nell'analisi (4 novembre) di Credit Suisse First Boston che si mantiene neutrale soltanto su Mediolanum. Infine Deutsche Bank ha attribuito (il 4 novembre) le sue preferenze alla Ras (con un giudizio di buy-comprare a 17,5 euro) ed è invece più cauta (holdtenere)con Generali, Alleanza e Mediolanum. Per quanto riguarda gli altri grandi gruppi assicurativi europei, è da segnalare il giudizio che nei giorni scorsi (il 4 novembre) Ubs ha dato ad Allianz di cui ha elevato il rating (da neutrale a comprare) e il prezzo obiettivo (target)da 86 a 102 euro. Dall'inizio dell'anno il colosso tedesco ha perso il 14% del suo valore. Ma, poichè nel frattempo le sue controllate Agf e Ras hanno guadagnato il 24%, la compagnia sta viaggiando (senza tener conto delle sue importanti sussidiarie) con una perdita del 28% che, a giudizio di Ubs, non trova ragione nell'andamento del suo business. http://www.assinews.it/rassegna/arti...091104as2.html |
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