3 novembre 2004
Maxi-fondo del Tesoro Scendono in campo Generali e Coop rosse
Anche il gruppo Generali e le Coop rosse scendono in campo per il maxi-fondo immobiliare del Tesoro. Almeno dieci società di facility management sono infatti a caccia di una fetta della privatizzazione degli uffici pubblici. Domani, secondo quanto risulta a Finanza & Mercati, negli uffici di Via XX Settembre si svolgerà una prima riunione tecnica per valutare le offerte delle società di servizi che si sono fatte avanti per prendere in appalto la gestione degli immobili che saranno conferiti nel fondo. In gara, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero le più importanti imprese del settore, dal colosso del mondo cooperativo Manutencoop a Generali Properties, società del Leone di Trieste specializzata nei servizi, da Spi al gruppo Romeo. La selezione è affidata a un pool composto dai tecnici delle banche arranger, delle tre sgr incaricate di costituire il fondo (Investire Immobiliare di Banca Finnat, Bnl FI e Pirelli Re) e del Tesoro. L'appalto potrebbe essere assegnato a un unico vincitore, ma non è esclusa l'ipotesi dello spacchettamento. La riunione di domani è interlocutoria. Fino a quando non sarà ultimato l'elenco degli edifici pubblici che saranno privatizzati, difficilmente sarà possibile entrare nei dettagli sulla gestione. Le operazioni per lanciare il maxi-fondo comunque vanno avanti, anche se i problemi non mancano. Il Tesoro intende incassare almeno 4 miliardi, ma per raggiungere l'obiettivo la lista degli immobili è stata allargata dall'iniziale elenco di 400 a oltre 650 uffici e - come anticipato da F&M il 23 ottobre - si tratta quasi esclusivamente di uffici del fisco. Inoltre, i tempi si sono allungati e il collocamento sul mercato entro fine anno è ormai quasi impossibile. Per aggirare lo scoglio, il ministro Domenico Siniscalco sta cercando di convincere banche e Fondazioni ad acquistare quote del fondo per poi ricollocarle successivamente. Ci sarebbe allo studio anche un prestito-ponte. In ogni caso tutta la manovra deve ancora ottenere il via libera di Bankitalia, atteso non prima di metà dicembre. Resta poi irrisolto l'altro grande nodo: l'operazione, con lo Stato che vende e riaffitta gli uffici, non è di mercato. E rischia la bocciatura Eurostat.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...m031104ge.html