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Vecchio 02-11-04, 08:48   #1 (permalink)
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Bond, l'Argentina presenta il piano

Bond, l'Argentina presenta il piano
Alla Sec il progetto di ristrutturazione del debito da 81,8 miliardi $ Offerta dal 29 novembre



MILANO • L'offerta dell'Argentina per la ristrutturazione del proprio debito estero (in default dal dicembre 2001) comprenderà un pagamento addizionale di 475 milioni di dollari. È questa l'unica modifica migliorativa di qualche rilievo, nel documento presentato ieri all'approvazione della Sec, l'organo di controllo dei mercati americani, rispetto all'offerta annunciata a giugno. La mossa punta a convincere un più alto numero di creditori (che comprendono circa 450mila risparmiatori italiani) ad accettare la ristrutturazione. I termini di giugno erano stati dichiarati «inaccettabili» dai rappresentanti dei creditori. Il cambiamento è legato alla data di emissione • dei nuovi titoli, che saranno emessi in sostituzione di quelli in default, data ora fissata nel 31 dicembre 2003, invece del 30 giugno 2004: questo equivale, secondo fonti di mercato, a un pagamento in contanti ai creditori che accettino la proposta.
La ristrutturazione, annunciata ieri con un mese di ritardo sui tempi previsti dal ministro dell'Economia argentino, Roberto Lavagna, riguarderà 81,8 miliardi di dollari di debito. In cambio verranno emessi nuovi titoli per 38,5 miliardi di dollari se le accettazioni non arriveranno al 70%, per 41,8 miliardi se invece verrà superata questa soglia: un altro elemento, questo già noto da giugno, per incentivare la partecipazione. Lavagna ha comunque sostenuto ieri che non c'è una percentuale di accettazione minima per realizzare lo scambio di titoli. Qualora le domande di partecipazione alla ristrutturazione dovessero risultare inferiori al totale in offerta, il resto verrà impiegato per il riacquisto del debito.
«Non vogliamo promettere più di quello che possiamo pagare — ha detto Lavagna — ma non vogliamo speculare sui residui».
Lo scambio dei titoli si aprirà il 29 novembre e durerà fino al 17 gennaio 2005. Prima dell'avvio dello scambio, le autorità di Buenos Aires svolgeranno una serie di presentazioni dell'operazione nei maggiori centri finanziari, compresa l'Italia.
Ai creditori verranno offerti tre tipi di titoli: !
alla pari, che manterranno il 100% del valore !
nominale del debito, con scadenza a 35 anni (cioè nel 2038) e un rendimento medio annuo stimato nell'1,29%. Ne verranno emessi 10 miliardi di dollari se le accettazioni saranno meno del 70% e 15 miliardi di dollari su supereranno questa percentuale. Sarà data priorità a chi presenterà domanda nelle prime tre settimane. Il Governo prevede forte domanda per questi titoli, soprattutto dagli investitori individuali, e assegnerà un massimo di 50mila dollari di titoli "par" a ciascun risparmiatore.
" "discount", con uno sconto sul valore nominale del 66%, e scadenza a 30 anni. «Ce ne sarà per tutti», prevedeva ieri una fonte argentina.
# quasi-par, che saranno scontati del 30% ed emessi in pesos, a 42 anni, per un totale di 8,3 miliardi di dollari. Di fatto, questi andranno interamente a coprire le esigenze dei fondi pensione locali, che hanno già raggiunto un pre-accordo con il Governo.
Questi titoli sarano emessi in quattro valute: dollari, euro, yen e pesos.
C'è poi una clausola che prevede che, negli anni in cui l'economia argentina cresca più del previsto, il 5% della crescita del prodotto interno lordo oltre le previsioni venga destinata ad aumentare i pagamenti di interessi e un altro 5% a ricomprare titoli sul mercato. Questo elemento partirà dal 2006, sulla base dei dati economici del 2005.
Il prospetto contiene una clausola che dà lo status di creditore privilegiato a quelli che accetteranno lo scambio.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e021104ar.html
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Vecchio 03-11-04, 11:18   #2 (permalink)
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no dei creditori al piano

http://www.assinews.it/rassegna/arti...le031104bo.pdf
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Vecchio 03-11-04, 11:19   #3 (permalink)
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3 novembre 2004

A fine mese rimborsi per i sottoscrittori Usa. Ma il piano non è ancora alla Consob

Tango bond, Italia in ritardo

Il rappresentante degli obbligazionisti, Stock: offerta "espropriativa"

Tempi strettissimi per l'offerta di ristrutturazione dei bond argentini: secondo i documenti presentati dal governo di Buenos Aires alla Sec, l'autorità di controllo su Wall Street, il concambio dovrebbe partire il 29 novembre, a quasi tre anni dal crac che aveva messo in ginocchio la repubblica sudamericana. Ma considerando che nessun prospetto è ancora giunto nelle mani della Consob, difficilmente l'offerta potrà partire anche in Italia entro quella data.Il regolamento dell'autorità italiana prevede 15 giorni per l'approvazione delle operazioni legate alle società quotate e 30 per tutte le altre. In questo caso, quindi, si applica il termine di un mese. Ma visto che il piano di ristrutturazione non è ancora arrivato (e nulla è atteso prima della prossima settimana anche se dei contatti ci sono stati in quest'ultimo periodo) i tempi per il via libera risulterebbero dunque molto compressi. E anche se non è possibile escludere a priori che i tecnici della Consob possano velocizzare le pratiche vista l'importanza del piano per almeno 450 mila risparmiatori italiani, l'Argentina dovrebbe spiegare come mai ha deciso di incastrare in maniera così stretta i pezzi del puzzle.In ogni caso, anche se probabilmente è stato un risultato fortuito, la Repubblica sudamericana è riuscita a comunicare tutti i particolari della ristrutturazione proprio alla vigila di quello che - a ragione - è l'evento mediatico dell'anno: le elezioni del presidente degli Stati Uniti. Con il risultato forse di far passare in secondo piano analisi approfondite ma anche la lunga lista delle reazioni negative. E proprio dall'Italia sono arrivate quelle più decise: il copresidente della Gcab, il comitato globale degli obbligazionisti che rappresenta circa il 47% del totale del debito estero sparso sotto forma di tango bond in tutto il globo, ha usato parole forti definendo l'offerta "espropriativa". Lo stesso Stock, dopo oltre un anno di rifiuti a negoziare da parte del ministro dell'Economia Roberto Lavagna, aveva solo una settimana fa ridimensionato di molto le richieste a nome dei risparmiatori parlando della possibilità di valutare un rimborso del 35% (contro quella attuale che valuta del 25%). A patto che si tratti di un valore reale, calcolato sulla base del net present value. La partita fino ad ora è stata giocata anche sul piano della comunicazione facendo confusione fra tagli nominali e reali, capitale e interessi non pagati.Il piano definitivo sugli 81,8 miliardi di dollari di debito (più 20 in interessi non pagati) prevede l'emissione di nuovi titoli fino a 41,8 miliardi che prenderanno il posto di quelli in default entro il 17 gennaio 2005. Se l'offerta sarà accolta da meno del 70% la cifra scenderà a 38,5 miliardi. Nel periodo di sottoscrizione dello swap verranno offerti tre tipi di nuovi bond: alla pari (scadenza 2038), quasi alla pari (scadenza 2045) e a sconto (2033). Le obbligazioni a sconto prevedono una riduzione del valore facciale del 66,3% e quelle quasi alla pari del 30,1%. La data nominale di emissione è stata anticipata di sei mesi al 31 dicembre 2003, di conseguenza un miliardo di dollari verrà versato ai portatori di bond non appena completato lo swap. Inoltre, se la crescita del prodotto interno lordo supererà il 3% (ora siamo al 7% circa), l'esecutivo argentino si impegna a versare il 5% della crescita aggiuntiva in interessi "bonus" e un altro 5% per il riacquisto del debito.L'offerta dovrebbe partire in Italia probabilmente verso Natale, se si considera che Buenos Aires ha dato mandato alla GscProxitalia di stilare una lista degli obbligazionisti tra metà novembre e metà dicembre. Ma la strategia di Lavagna, visto che il nocciolo duro contro questo piano è sempre stato quello italiano, potrebbe essere quella di presentarsi con in tasca già una buona percentuale di sì per fare maggiori pressioni.Massimo Sideri msideri@corriere.it
http://www.assinews.it/rassegna/arti...r031104ta.html
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Vecchio 03-11-04, 11:20   #4 (permalink)
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3 novembre 2004
Per i sottoscrittori solo 475 milioni di dollari in più e un bonus legato alla crescita del Paese

Bond argentini, no dei creditori al piano finale di Buenos Aires


Da Lavagna ritocchi minimi, rimborsi fermi al 25%


Stock: "Proposta inaccettabile, è uguale a quella già respinta a giugno"
Tre nuovi tipi di titoli offerti ai risparmiatori in cambio di quelli finiti in default


BUENOS AIRES - Nessuna concessione ai creditori esteri. Solo, in extremis, uno "zuccherino" da 475 milioni di dollari. L´Argentina ha presentato alla Sec il piano definitivo per la ristrutturazione del suo debito da 81,8 miliardi di dollari, progetto che coinvolge anche 450mila investitori italiani travolti dal default di Buenos Aires. E, come previsto dagli osservatori, questa ultima versione non cambia in sostanza le proposte fatte nei mesi scorsi dal Governo di Nestor Kirchner e già respinte al mittente dai creditori esteri. In pratica resta invariata la percentuale di rimborso (secondo gli analisti più o meno il 25% in valore attuale netto) mentre viene lievemente anticipata la data di validità dei nuovi titoli offerti obbligazionisti (dal 30 giugno 2004 al 31 dicembre 2003) aggiungendo 475 milioni di dollari ai rimborsi. "Una proposta inaccettabile ? ha detto ieri Nicola Stock, presidente della Tfa (Task force argentina) e co-presidente del Gcab (Global committee of argentina bondholders) ? che ricalca in termini globali quella dello scorso giugno". Già respinta al mittente dal comitato globale dei creditori esteri che rappresentano circa il 45% del debito argentino finito in default.Buenos Aires comunque tira dritto: il Ministro dell´economia argentino Roberto Lavagna ha indicato che la data di avvio del concambio è stata fissata al 29 novembre 2004 (fino al 17 gennaio 2005) e che per riassorbire i 152 bond congelati saranno emessi nove titoli, sotto quattro legislazioni e sei monete per un valore di 38,5 miliardi (41,8 miliardi se le accettazioni supereranno il 70%). Dopo la presentazione alla Sec, i tecnici del ministero stanno già lavorando per inviare i documenti ad altre cinque autorità di Borsa, fra cui la Consob italiana.Ai titolari di bond argentini Buenos Aires offrirà tre opzioni: un bond che manterrà il 100% del valore nominale del debito ma con scadenza a 35 anni (vale a dire il 2038) e un interesse annuo dell´1,29% che sarà garantito con un tetto di 50mila dollari per risparmiatore. Il secondo bond in offerta prevede uno sconto del 66% sul debito e una scadenza a 30 anni. Il terzo ? tarato sulle esigenze del mercato interno ? sarà in pesos con scadenza a 42 anni e sconto del 30%. Il Governo argentino, con un piccolo ramoscello d´ulivo teso al Fondo monetario internazionale, ha previsto anche che in caso di progressi del Pil oltre le previsioni, il 5% della maggior crescita sarà destinato ad aumentare i rimborsi per gli obbligazionisti mentre un altro 5% sarà utilizzato per acquistare titoli sul mercato.Resta ora da vedere quale sarà la reazione del mercato all´offerta del Governo di Buenos Aires. L´esecutivo di Kirchner ha già dichiarato che l´ok di diversi investitori istituzionali in Argentina potrebbe spingere verso il 70% le adesioni all´offerta di scambio anche se non esiste una soglia minima per mandare in porto lo scambio di titoli in arrivo. Gli analisti sono molto più prudenti e prevedono a oggi solo un 50%.Il mercato secondario dei titoli di stato, comunque, sembra dar ragione all´ottimismo di Lavagna & C. Nelle ultime sedute il valore dei bond argentini ha registrato un´impennata verso l´alto. La quotazione oggi è attorno ai 31 centesimi sui 100 di valore nominale delle obbligazioni. Buenos Aires, però, non può nemmeno tirar troppo la corda nel braccio di ferro con i creditori esteri: l´accordo con loro è infatti una condizione necessaria per consentire al Paese sudamericano di accedere di nuovo ai prestiti del Fondo Monetario previsti in un piano di sostegno da oltre 13 miliardi di dollari.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...p031104bo.html
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Vecchio 11-11-04, 11:18   #5 (permalink)
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Tango-bond, investitori al bivio
(11/11/2004)

Cattive nuove arrivano per gli oltre 450mila italiani che hanno sottoscritto obbligazioni dello Stato argentino per oltre 14 miliardi di euro. L’ultima speranza, infatti, era appigliata alle pressioni del Fondo monetario internazionale sul Governo dello Stato sudamericano.

Ma con il dietrofront dell’Fmi, la situazione per i possessori dei tango-bond si fa purtroppo più chiara e senza molte alternative: o accettano il rimborso del 30% del capitale investito, oppure possono ricorrere alle vie legali.

Il prossimo 29 novembre, infatti, scatterà l'operazione di swap (lo scambio cioè di 40 miliardi di nuovo debito a fronte dei 100 miliardi del vecchio) e a gennaio si faranno i conti delle adesioni.

Un’offerta di scambio che è stata presentata a quasi tutte le authority di controllo (eccetto quella giapponese) che hanno dei risparmiatori coinvolti nel default, compresa la nostra Consob.

Per il momento dalla Gcab, la task force che rappresenta circa 40 miliardi di dollari del debito argentino (cioè il 40% del totale) e co-presieduta dal nostro Nicola Stock non arrivano commenti ufficiali.

Certo però si tratta di una brutta battuta d’arresto per chi aveva scommesso forte sulle pressioni del Fondo monetario internazionale e mirava ad ottenere almeno il 50% del capitale dei bond.

L’unica alternativa possibile in questo momento sembra quella delle vie legali. Ma si tratta di un’alternativa a lunga gittata e pericolosa.

Pochi sono infatti i precedenti in questo senso e nessuna della portata del crac argentino.

Poi c’è un ulteriore dato negativo. Non è prevista, infatti, nessuna percentuale minima di adesione al piano per avere il via libera.

Un ulteriore segnale che le autorità internazionali hanno deciso di andare incontro all’Argentina. Hanno deciso, insomma, di non tarpare le ali alla ripresa economica di un Paese che dopo anni di crisi sembra in netta ripresa e soprattutto deve ancora 15 miliardi di dollari all’Fmi.
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Vecchio 18-11-04, 12:34   #6 (permalink)
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Tango-bond, ipotesi rivalsa sul Fmi
Se fosse confermato che il Fondo monetario non ha seguito alla lettera il regolamento nella gestione dei prestiti all’Argentina, diverrebbe responsabile nei confronti degli obbligazionisti
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Vecchio 18-11-04, 13:05   #7 (permalink)
mb1
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Citazione:
Originalmente inviato da FabioGalletti
Tango-bond, ipotesi rivalsa sul Fmi
Se fosse confermato che il Fondo monetario non ha seguito alla lettera il regolamento nella gestione dei prestiti all’Argentina, diverrebbe responsabile nei confronti degli obbligazionisti
Ciao, se fosse cosi' come ci si deve comportare? Grazie
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Vecchio 18-11-04, 13:33   #8 (permalink)
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ammazza ma siete come le arpie...boh, credo sia una ipotesi..Pietro66 magari dirà qualcosa di più e subito..proviamo a bussare per vedere se ci rilascia una opinio iuris

Ultima modifica di FabioGalletti : 18-11-04 alle ore 15:36
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Vecchio 18-11-04, 13:34   #9 (permalink)
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Scusa se mi sono permesso anche se, pensando ai bondholders che hanno titoli argentini...ritiro subito quanto proferito
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Vecchio 18-11-04, 13:39   #10 (permalink)
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anzi non bond ma debtholders
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